AppuntiVanniWEB“A est l’alba, a ovest il mare, e tra l’est e l’ovest
la sete di viaggiare che non mi dà pace”.
Gerald Gould scrittore, saggista e poeta inglese

Dopo esserci stati con Cose Nostre nel novembre 2014 ritorniamo in Messico unendo due diversi viaggi che ho fatto in questo Paese, il primo nel 1981 con Secondo Cravero e Enrico Ansaldi e il secondo nel 1999 con un gruppo di turisti.

Vanni ed Enrico Ansaldi …un po’ di anni fa in Messico

Stato di Guerrero
Famoso in tutto il mondo lo stato di Guerrero deve la sua fama al “Triangolo del Sole” che comprende le località di Acapulco, Zihuatanejo e Taxco.

Acapulco
É la località balneare che più di tutte ha permesso al Messico di avere una fama internazionale grazie alle sue bellezze naturali, alla sabbia dorata, al clima tropicale, alle acque calde e alla gente del posto.
È senza dubbio una delle mete preferite dagli amanti del mare, ma offre anche molte altre opportunità interessanti in grado di soddisfare tutte le preferenze e tutte le età.
A La Quebrada, una scogliera di 35 metri sul mare, si possono ammirare coraggiosi tuffatori lanciarsi nelle onde illuminati dalle torce, a La Casa de los Vientos è esposto “La serpiente emplumada”, un famoso murale di Diego Rivera.
La zona di Barra Vieja offre una meravigliosa immagine della vastità del mare e al tramonto, dalla Laguna de Coyuca, si ammira una vera e propria tavolozza di colori sui toni dell’arancio e del rosso.
Ad Acapulco la vivace vita notturna convive con spiagge che offrono infinite possibilità, dove poter nuotare, fare una passeggiata o semplicemente godersi il tramonto.

Zihuatanejo
É un affascinante villaggio di pescatori che offre un ambiente familiare, la cui attrazione principale è la bellissima baia protetta dove godersi le acque chiare e tranquille. Il luogo è circondato da una catena montuosa che arriva fino al mare circondando questo meraviglioso paesino. Qui si può godere della sua atmosfera tradizionale e l’ambiente tranquillo oltre a dedicarsi ad attività che vanno dalla pesca sportiva fino al birdwatching per poi terminare la giornata degustando un piatto di pesce freschissimo.

Taxco
É un piccolo Pueblo Mágico situato in una zona circondata dalle montagne, la cui fama si deve ai suoi giacimenti d’argento. Gli abitanti del luogo vivono tuttora della manifattura e del commercio di oggetti fatti con questo metallo pregiato. Inoltre, ancora oggi sono presenti le costruzioni barocche del periodo dei viceré spagnoli, quando si raggiunse l’apice dello splendore. Da una qualsiasi delle terrazze si può ammirare questo antico gioiello. Inoltre Taxco vanta una bellezza particolare essendo in grado di trasportarci indietro nel tempo nell’epoca del Messico dei vicereami. Le sue affascinanti vie acciottolate sono caratterizzate da una certa inclinazione, e quasi tutte si aprono in splendide piazzette dove poter fare una passeggiata o sedersi su una delle panchine e godersi l’atmosfera.

Archeologia nello Stato di Oaxaca
Monte Alban
Nei pressi della città di Oaxaca, la civiltà precolombiana degli Zapotechi viveva e prosperava. In cima al monte, ad un’altitudine di circa 2000 metri, furono costruiti templi e palazzi e lungo i fianchi ed ai piedi della collina furono costruiti dei terrazzamenti sui quali vennero erette abitazioni e coltivati campi di granoturco, che è alla base dell’alimentazione degli Zapotechi. Non si conoscono le ragioni dell’abbandono di questo sito da parte degli Zapotechi, alcuni studiosi ipotizzano che sia stato causato dalla siccità, altri a problemi interni alla società, altri ancora ipotizzano che sia stato causato dall’arrivo della civiltà Mixteca, un popolo vicino e loro rivale. Solo ipotesi, di certo è che nel 1521, quando gli spagnoli arrivarono nelle valli centrali del Messico, Monte Alban era già fittamente ricoperto dalla vegetazione, quindi abbandonato da parecchi secoli prima. Fu solo nel 1806 che gli spagnoli inviarono ufficialmente un gruppo di esploratori e solo negli anni 30 del Novecento un gruppo di archeologi messicani svolse le prime ricerche su Monte Alban. Gli scavi hanno portato alla luce solo il 10% del sito archeologico, pertanto il 90% è ancora inesplorato.

Chi erano gli zapotechi?
Il fuoco.
Gli zapotechi, vissuti a Monte Alban dal V secolo a.C. al IV d.C., credevano che il fuoco fosse l’unico elemento in grado di purificare un luogo o una persona. Quando il capofamiglia moriva, la sua casa veniva data alle fiamme e rasa al suolo per favorire il passaggio della sua anima nell’al di là, i famigliari dovevano trasferirsi e, solo passati dai 6 ai 12 mesi, potevano tornare e ricominciare la costruzione di un nuovo edificio, sulle fondamenta di quello precedente.

Il giaguaro.
Il giaguaro era considerato un simbolo di forza e di potenza e veniva associato alla classe dominante. Rappresentazioni del giaguaro sono emerse dagli scavi archeologici.

Il gioco della palla. 

Il gioco della palla era molto importante e aveva una valenza religiosa con tanto di sacrificio umano. Il rito religioso era presieduto da un sacerdote ed aveva lo scopo di invocare gli dei per un buon raccolto oppure prima di una battaglia. La vittima sacrificale era il capitano della squadra perdente, stando ai reperti rinvenuti, sappiamo che la sua testa veniva decapitata ed offerta agli dei. In seguito divenne un modo per dirimere situazioni governative o politiche, senza sacrificio umano. La palla era fatta di caucciù ed i giocatori potevano usare le mani, le articolazioni, i fianchi e lo scopo del gioco era quello di centrare una nicchia nel muro.

Il centro monumentale è la “Plaza Principal” che misura 300×200 metri. Interessanti edifici cerimoniali e residenziali si trovano qui, a nord e a sud la Piazza Principale è delimitata da grandi piattaforme accessibili dalle scale monumentali. Sui lati orientale ed occidentale vi sono numerose piccole piattaforme su cui si trovavano templi e residenze per le persone altolocate, nonché uno dei due campi di gioco alla palla rinvenuti a Monte Albán. Una direttrice nord-sud di piattaforme artificiali occupa il centro della piazza, usate probabilmente per strutture cerimoniali.

Una caratteristica di Monte Alban è l’importante numero di monumenti in pietra scolpita trovati nella zona cerimoniale. Tra gli esempi più antichi, databili dal V al III secolo a.C. vi sono i cosiddetti “Danzantes” che rappresentano uomini nudi in pose contorte, alcuni dei quali coi genitali mutilati. L’interpretazione del XIX secolo che rappresentassero danzatori (da cui il nome) è ormai screditata, e questi monumenti, risalenti ai primi tempi dell’occupazione del mostrano con molta probabilità prigionieri di guerra torturati e sacrificati e potrebbero rappresentare i capi di villaggi e zone conquistate dal nascente stato zapoteco. Fino ad oggi sono stati ritrovati oltre 300 “Danzantes”, ed alcuni di quelli meglio conservati si possono ammirare al museo del sito archeologico.

Il sito archeologico di Monte Alban ad Oaxaca è Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.