Quer pasticciaccio brutto…delle case Cit. Sì, perché qualcosa sta succedendo alle case gestite dal consorzio Cit.

Il Consorzio Intercomunale Torino gestisce le case di edilizia popolare nel nostro ed in altri comuni, con risultati per così dire poco lusinghieri: basta vedere le frequenti  proteste degli inquilini. Per tacere delle vicende giudiziarie che nel corso degli anni hanno coinvolto i vari amministratori. Non ultime le accuse di peculato ai danni della direttrice, fatti che risalgono ad appena qualche mese fa.

Nel mese di gennaio sono arrivate invece centinaia di lettere da parte di uno studio legale appositamente incaricato dal Cit al fine di recuperare eventuali morosità. Tra l’altro nelle lettere si legge: “dopo ripetuti solleciti”. Cosa non vera: nessuno ha mai sollecitato alcunchè.

In alcuni casi si tratta di crediti di migliaia di euro. In pratica sono anni che nessuno controlla. Ma c’è un ma. Accanto ad alcuni morosi, moltissimi inquilini hanno sempre pagato tutto il dovuto. In più di un caso sono state recapitate richieste per morosità sul riscaldamento, quando in realtà il riscaldamento è autonomo. Che è successo quindi? Le classiche “cartelle pazze” oppure un più maldestro tentativo di recuperare qualcosa per le sempre asfittiche casse dell’Ente?

Con le raccomandate però sono arrivate anche le ansie per i tanti inquilini che ora si trovano a dover cercare tra le ricevute per dimostrare la loro innocenza. Si tratta nella maggior parte dei casi di fasce deboli, o di anziani, che sono letteralmente finiti nel panico.

In questi frangenti infatti spetta al cittadino l’onere della prova, ovvero il dimostrare di essere in regola, e si sa quanto è facile perdere una ricevuta a distanza di anni. Molte delle richieste risalgono a più di 5 anni fa, ed anche su questo ci sarebbe da discutere, visto che ci sono dei tempi di prescrizione dettati dalla legge.

In tutto questo, che fa il nostro Comune?
A parte una laconica e alquanto inopportuna risposta dell’Assessore competente (“Se è tutto a posto non c’è nulla da temere”, ha dichiarato) poco o nulla. Dal Sindaco un silenzio totale. Dicono di andare all’Ufficio casa coi documenti richiesti. Con perdita di tempo per coloro che sono in regola, nel menefreghismo di chi invece non lo è.

Le domande allora sono molte.
Come mai il Comune non ha pensato di mettere in atto una serie di controlli in accordo col Cit? Come mai negli anni passati non è stata fatta una serie di controlli mirati e soprattutto tempestivi? Perché ora i cittadini vengono lasciati in balìa dell’ente e delle lettere degli avvocati? Sarebbe opportuno che il Comune si muovesse come già hanno fatto altri Comuni coinvolti nella vicenda. Ma qui nulla. Chiederò conto in Consiglio, soprattutto perchè siamo soci del consorzio Cit, e questo ente a quanto è dato di sapere è sull’orlo del collasso economico.

Dal punto di vista prettamente politico, non vi sono più stati Consigli comunali. Se nel frattempo vi saranno delle riunioni ve ne daremo conto nel prossimo numero.

Un’ultima domanda riguardante il centro storico: la Chiesa di San Giovanni riaprirà nuovamente oppure no? Non si può fare qualcosa (anche a livello istituzionale) per il riscaldamento rotto ormai da tempo? Si tratta pur sempre di un pezzo della nostra storia.

Dott. Andrea Fontana
Caselle Futura

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