Una storia tutta nostra: un uomo, una città

In un tragico incidente autostradale 37 anni fa moriva Silvio Passera

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Sia pure arrancando siamo arrivati in settembre e ora abbiamo un pensiero in meno visto che le vacanze ormai sono alle spalle. Ora resta la quotidianità, vale a dire il mestiere di vivere.  Ma restano anche i ricordi e tra questi è ancora vivo in me quel fine agosto del 1987, 37 anni fa, quando in un terrificante incidente autostradale morì a 52 anni il dottor Silvio Passera.

Si dirà: ma perché rinnovare il triste ricordo? Beh, a parte che è una storia di circa quarant’anni fa e quindi molti dei nostri lettori, specie i giovani, non hanno vissuto e quindi non ricordano quel brutto momento che scosse l’intera città.  Da evidenziare anche che Caselle non ha mai intitolato una via a Passera e pertanto nello stradario storico non c’è una sua pur breve biografia; compare invece nel libro “Un giornale, una città”.  E poi, e poi senza almanaccare tanto c’è da evidenziare che due delle sue creature delle quali ne era il fondatore – di una era presidente e dell’altra direttore – vale a dire l’associazione Pro Loco che l’anno scorso ha festeggiato il 50° di fondazione, e il mensile di informazione Cose Nostre che ha già edito il 500°numero e fra due anni raggiungerà il mezzo secolo di fondazione. Senza contare che era anche il presidente e proprietario del Tennis club locale, nonché un appassionato collezionista filatelico.

Passera quindi non era di certo un illustre sconosciuto per Caselle ma qualche cenno di storia – ed è questa indubbiamente una storia tutta nostra –   dopo tanti anni è doveroso ritornarci. Anche perché è lontanissima da quel tempo, oggi viviamo in un momento in cui il sociologo Bauman, analizzando la sua “modernità liquida” che ha frantumato le antiche solidità, ci ricorda che vengono a mancare le antiche certezze di Stato-nazione, famiglia, lavoro e l’individuo non ha più garanzie di appartenenza. Proprio tutto quello in cui Silvio credeva fermamente.

Il dottor Silvio Passera nacque a Caselle il 20 aprile del 1935 e morì in un tragico incidente sull’autostrada Torino-Savona nel pomeriggio di lunedì 24 agosto del 1987, all’altezza di Marene. Passera nel 1961 si laureò in Medicina e Chirurgia e poi completò gli studi con specializzazione in Odontoiatria.  Aveva un avviato studio specialistico a Caselle. Sposato, due figli, abitava da sempre nel paese dell’aeroporto.

Il funerale di Silvio Passera

si è celebrato nel pomeriggio di giovedì 27 agosto del 1987 nella chiesa di Santa Maria. Una folla enorme, tutta Caselle ha partecipato alla triste cerimonia. Un ultimo saluto dolente a un suo cittadino, a un suo uomo, a un suo presidente.

Sfogliando l’annata di Cose Nostre del 1987 nel numero di settembre troviamo la notizia della sua tragica morte. Il nostro mensile, quel numero che usciva dopo la morte del suo direttore, vide una riunione straordinaria di redazione al completo per allestire il numero che andava via – via assumendo i toni del pellegrinaggio, del chinarsi costernati davanti al tragico fatto, ma che in tutti era anche chiaro il desiderio che il cammino del giornale di Caselle proseguisse, nonostante tutto, la sua strada iniziata nel marzo del 1972.

La prima pagina di quel numero era occupata per metà da un articolo del sottoscritto Gianni Rigodanza (il quale dopo alcuni mesi sarebbe stato nominato il nuovo direttore) corredato da una grande foto dello scomparso, articolo questo che viene ripubblicato integralmente in questa pagina; l’altra metà portava la notizia che dal 1° settembre Federico Zavatteri era il nuovo sindaco di Caselle e la composizione della nuova Giunta comunale.

All’interno uno speciale di quattro pagine dal titolo “Un uomo, un paese” riportava nella prima pagina articoli di Enrico Ansaldi, che sarebbe diventato poi il nuovo presidente della Pro Loco; Elis Calegari, l’attuale direttore del mensile, e di Giorgio Aghemo, uno dei primi ideatori e fondatori del giornale.

Nella seconda pagina articoli di Roberto Armand, Nazarena Braidotti, Domenico Musci, Gianni Frand Genisot e Gianni Caveglia: redattori e collaboratori vicinissimi alla testata.

Nella terza pagina dello speciale compariva il cordoglio delle diverse Associazioni casellesi: Aldo Ferrando per il Circolo fotografico, Guglielmo Favero per il Circolo filatelico, della Banda musicale La Novella, degli Amici della musica e dell’Associazione combattenti, di Mauro Giordano per la Croce Verde.

Nella quarta e ultima dello speciale compariva a tutta pagina con un primo piano di Silvio Passera, scelto da Elis, con sotto scritto in grande: Ciao, Silvio!

Nell’ estremo saluto, in questo numero di Cose Nostre, tutti ricordano il dott. Silvio Passera con stima e affetto. Un addio commosso, difficile.

Rileggendo il mio articolo scritto nel settembre del 1987 in occasione della sua morte penso proprio che solo in quel momento avrei potuto farlo così, con quel pathos, così sofferto, cercando di interpretare il mio dolore personale, dell’associazione, del giornale, ma anche di tutta la comunità. Tutto questo ovviamente con pregi e difetti comprensibili: scrivevo la morte di un amico. Oggi, a mente fredda, su questa tragica morte mi corrono in mente anche le parole che Einstein scrisse sul cosiddetto destino: “Tutto è determinato da forze sulle quali non abbiamo nessun controllo. Vale per un insetto come per un astro. Vale per tutti, perché tutti danziamo al ritmo di una musica misteriosa, suonata in lontananza da un pifferaio invisibile”.

 

Quest’articolo è comparso su Cose Nostre nel settembre 1987


La tragica morte del dott. Silvio Passera

La luce morente del giorno se lo è portato via per sempre. Silvio Passera, il presidente della Pro Loco e direttore di questo giornale, è morto in un terrificante incidente avvenuto sull’autostrada Torino Savona.

È successo lunedì 24 agosto mentre il giorno stava per chinarsi e le nubi, ancora grondanti di pioggia, si rotolavano intorno a qualche squarcio d’azzurro: e fu subito sera.

Le stelle, poco dopo, avrebbero fatto capolino nel cielo, ma quella sera ne mancava una: la sua. Da qualche parte è stato scritto che quando muore un Uomo Vero in cielo si spegne una stella, e non v’è dubbio che da quel tragico tramonto d’estate nel piccolo firmamento di Caselle ne manchi una delle più chiare.

Ma la morte del dottor Silvio Passera per noi della Pro Loco e del club Arte e Cultura, per noi del giornale, è prima di tutto la scomparsa di un amico, un motivo in più questo perché queste flebili parole non cadano nelle sabbie mobili dell’agiografia, della lode incondizionata. Altri redattori vi parleranno di lui, più ampiamente, nelle pagine interne di questo numero. Vi racconteranno la sua storia, il suo incisivo “passare” nella vita di Caselle, il suo modo di essere totalmente casellese. Qui, invece, in questa pagina, cerchiamo di esprimere i sentimenti dettati da una lunghissima e fraterna comunanza, il rammarico profondo, l’angosciante vuoto che lasciato in noi la sua scomparsa.

Ma non è facile. I tasti della macchina per scrivere pare non siano più al loro posto, il loro picchiettio non rompe il silenzio repentino che ci è calato dentro. Ma di lui, di Silvio Passera, non è rimasto solo il vuoto, qualcosa che vale ci ha lasciato: una serietà spinta fino al rigorismo, la concretezza del fare, un fortissimo senso dell’amicizia. “L’uomo – diceva Silvio – deve essere più importante di ogni dottrina; la dignità dell’individuo più importante di ogni altra esigenza”.

Certo il tempo affievolirà il dolore per la sua scomparsa; la quotidianità, cioè il mestiere di vivere, avrà il sopravvento. È naturale che sia così ma il suo ricordo ci rimarrà. Quasi certamente il Tennis club, la Pro Loco e Cose Nostre continueranno il loro cammino, ma la loro rifondazione non potrà essere duratura se si allontanerà di molto dalla via che egli così chiaramente ci ha tracciato.

Ci resta il conforto dell’enorme partecipazione di folla al suo funerale; tutta Caselle lo ha accompagnato con dolente affetto nel suo ultimo viaggio.

Noi della Pro Loco, noi di Cose Nostre, ancora increduli, sgomenti, costernati, certi di interpretare anche il sentimento dei casellesi, ci uniamo al dolore dei familiari, rinnovando loro – da queste colonne a lui così care – le nostre condoglianze. Ciao Silvio.

 

Gianni Rigodanza

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