Sono certamente tanti i Casellesi che non sanno che esiste un Consiglio comunale, e moltissimi che non sanno dove ha sede questo nostro Parlamento locale. Assistere a una sua seduta non è che sia un divertimento perché ha regole, lungaggini e a volte dibattiti logoranti e quindi stancanti per i non addetti ai lavori, e di certo non attira folle oceaniche. Ma è una struttura importante dove si discute e si prendono decisioni che riguardano tutta la comunità e pertanto degna di essere conosciuta. Una buona scusa per farlo è che quest’anno ricorre il ventesimo anniversario della nuova sede consiliare in Palazzo Mosca. E allora qualche cenno di storia è doveroso.
“Il giorno di venerdì 23 marzo dell’anno 2001 è certamente passato negli archivi della storia locale
come una data se non storica di certo importante perché è stata inaugurata la nuova sala consiliare in Palazzo Mosca. Un avvenimento che ha visto presente alla cerimonia, con tutto il Consiglio comunale, anche tutta la comunità casellese con le sue associazioni e istituzioni.
Caselle così ha lasciato l’anonima sede dell’auditorium delle scuole di viale Bona e dopo 130 anni è ritornato nel cuore del centro storico, nel prestigioso e ottocentesco Palazzo Mosca profondamente ristrutturato e rimesso a nuova vita, dopo tanti anni di indecisioni e di fatiscenza.
La sala ha riscosso unanimi consensi, anche perché è stata splendidamente arredata in legno di ciliegio e arricchita da dodici opere permanenti di artisti locali. Questi i nomi dei dodici che con le loro opere compongono la mostra permanente nella sala consiliare: Anna Sgrò Falconbello, Piero Ferroglia, Fabrizio Frassa, Roberto Giulietti, Bruno Mantovani, Salvatore Martinico, Domenico Musci, Michele Privileggi, Mario Raina, Mario Rizzato, Stefano Rollero e Nino Saccà.
Durante la cerimonia sono stati distribuiti a tutti i presenti il nuovo Statuto Comunale e l’album Artisti a Palazzo edito dal Comune e curato da Gianni Rigodanza, ricco di cenni storici e con le biografie dei 12 artisti. Nell’album il sindaco Rosito con il presidente Zappia hanno fatto la seguente presentazione dell’avvenimento:
“Nel proprio paese può capitare a tutti di vivere distrattamente e per lungo tempo senza guardarsi attorno ignorando e trascurando l’’importanza delle cose che contano come le risorse del tessuto sociale che qualificano il territorio su cui si vive. Poi avviene di aprire gli occhi, prendere conoscenza e sentire l’importanza del proprio paese e l’amore per esso.
Caselle è diventata una città; e di questa trasformazione assume lentamente i connotati attraverso gli interventi di recupero urbano e di progettualità amministrativa.
Oggi “Il Parlamentino amministrativo” ha una sua nuova sede e all’altezza del buon nome della nostra città. Una sede costruita all’interno di Palazzo Mosca: struttura storica di Caselle, costruita tra la chiesa di San Giovanni e quella dei Battuti, vicino al Castello di un tempo.
Finalmente una sala consiliare con il suo arredo di qualità, con la sua luce, con i suoi colori. Per quest’ultimi si è fatto particolare ricorso alle espressioni artistiche locali legate all’arte figurativa. Risorse artistiche cresciute, spesso, senza farsi sentire, ma nate accanto alle nostre case per la maggior parte, o legate al territorio di Caselle e Mappano. Da oggi ben dodici opere d’arte, dalle espressioni diverse, fanno da cornice alla sala consiliare: fulcro e cuore della città. Questi colori e le loro raffigurazioni ci inducono a pensare che contribuiranno a rendere più sereno e maggiormente proficuo l’animo degli amministratori che oggi siedono in Consiglio e di quelli che verranno; come pure che siano di stimolo per avvicinare i suoi concittadini a far conoscere meglio gli artisti della città di Caselle del suo territorio”.
Ampi cenni storici sulla storia di Palazzo Mosca li possiamo trovare in diverse pubblicazioni locali, qui di seguito solo alcuni, tratti liberamente dal libro Caselle e la sua Storia di Gianni Rigodanza e inseriti nell’invito per l’inaugurazione della nuova sala consiliare.
“Anticamente il Comune di Caselle non aveva una casa propria e perciò teneva le sue riunioni nella casa presa in affitto da un certo Battista Rosso per locali ad uso amministrativo.
All’inizio del 1700 si procedette all’acquisto di un fabbricato presso la bottega del fornaio (angolo via Roma) e verso la metà del secolo si costruì una parte della casa comunale composta da tre arcate … in attesa che il proprietario attiguo vendesse la sua proprietà confinante per completare l’opera
Nel 1821 si riprese la costruzione fino alla fine dei lavori. A Caselle l’edificio così realizzato fu chiamato Palazzo Mosca o anche Palazzo dell’Ala per la protezione che offre con suoi ampi portici
Ai giorni nostri, 2021, il palazzo recentemente riattato e ristrutturato, pur mantenendo le caratteristiche esterne di un tempo, è stato individuato come la nuova e prestigiosa sede della Sala Consiliare”.Ma, aggiungiamo noi, Palazzo Mosca dal 2001 oltre alla sala consiliare nello stesso piano è anche sede dello studio uffici

ale del Sindaco, dove si celebrano le cerimonie; della Biblioteca civica che oggi è dotata di oltre 43 mila volumi; di uffici nel mezzanino; e al piano terra dell’Informagiovani. Senza contare che l’edificio è dotato anche di un ampio e splendido cortile.

Nelle tre foto di Aldo Merlo:
Palazzo Mosca
Il tavolo di presidenza della seduta inaugurale, da sinistra: il vice sindaco Ambrogio Martufi, la vice segretaria comunale Maria Elisa Save, il presidente del Consiglio comunale Antonio Zappia, il sindaco Giovanni Rosito e l’assessore Giuseppe Marsaglia;
Una panoramica della sala la sera dell’inaugurazione.

Gianni Rigodanza è un giornalista e scrittore. Maestro del lavoro, Casellese dell’Anno, premio regionale di giornalismo; tra i fondatori, redattore e direttore di Cose Nostre per 32 anni. Finalista del 3°concorso letterario Marello. Autore di diversi libri di storia locale. Ha scritto per il Risveglio, Oltre e Canavèis.

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