Premessa: non siamo negazionisti, il virus esiste, sta creando molti morti e sta generando molta sofferenza al sistema sanitario nazionale e talvolta, poche, ha colpito anche persone giovani ed in salute
Però… Però bisogna analizzare il fenomeno in modo concreto, obiettivo e senza farsi confondere dai dati riassuntivi e assoluti che ci vengono urlati ogni sera dai mezzi di comunicazione.
Il professor Bernabei componente del famoso Comitato Tecnico Scientifico afferma in un’intervista di qualche giorno fa (https://www.la7.it/piazzapulita/video/covid-prof-roberto-bernabei-e-una-malattia-normale-05-11-2020-348712) che questa “è una malattia normale”. Stiamo parlando non di uno qualunque, stiamo parlando di un professore deputato a organizzare la sicurezza sanitaria del nostro Paese. Ed a guardare i dati noi ne siamo convinti. Questa malattia sta colpendo in questo momento circa lo 0,04% della popolazione italiana, considerando i malati che devono ricorrere alle cure ospedaliere, mentre lo 0,004% necessita di terapie intensive. Se pensiamo che molte persone ogni anno comunque devono ricorrere sia alle terapie intensive che alle cure ospedaliere per una normale influenza (nel 2016 pare sia andata davvero male), è mai possibile che un sistema sanitario sostenuto dalle esorbitanti tasse che paghiamo non sia in grado di assorbire una così minima oscillazione?
Ci piacerebbe avere una risposta.
A questo punto però veniamo alle misure adottate.
Ma davvero crediamo che chiudere i bar ed i ristoranti serva a salvare le vite di quelle sventurate persone anziane e con diverse patologie pregresse? Sempre il professor Bernabei spiega che i morti di questa influenza sono sostanzialmente tutti anziani e con almeno due malattie pregresse. Ma allora non avrebbe senso pensare ad una strategia anche drastica di tutela di queste fasce deboli?
Ma è mai possibile che nessuno ci dica che ad oggi circa 60.000.000 di italiani non hanno mai contratto il virus? Ma è mai possibile che nessuno prenda atto che il contagio avviene quando si trasmette una malattia che per definizione deve avere un sintomo e quindi gli asintomatici non dobbiamo contarli?
E ancora, ma davvero pensiamo di continuare a chiudere le aziende, far spendere soldi per adeguarsi poi chiuderle per poi riaprirle e chiuderle di nuovo? Ma qualcuno ha davvero accertato che il passato lockdown sia servito a qualcosa oppure è il virus stesso che ha ridotto i suoi effetti con l’arrivo della bella stagione? Anche a queste domande vorremmo avere delle risposte.
Certamente nessuno ci sta raccontando invece tutti gli effetti indiretti di queste scelte politiche, come il tracollo dell’economia, la disperazione di molte famiglie ridotte sul lastrico, l’insorgere di patologie psicologiche, la mancanza di cure per i malati di altre malattie ed altre ancora.
E poi scusate lo sfogo, ma chi sta decidendo del nostro futuro, delle restrizioni, della chiusura delle nostre aziende, percepisce uno stipendio certo ed intero. Vi sembra giusto??

Ricominciamo per Caselle

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.