Domenica 10 gennaio 2021: il Vax Day, per i militi della Croce Verde Torino Sezione di Borgaro-Caselle. Di seguito la toccante testimonianza e un grande messaggio di speranza di Marco Aimo Boot, milite della terza squadra della nostra sezione, che riportiamo integralmente così come ci è pervenuta.
Non si può aggiungere altro se non portare alta riconoscenza verso un gruppo di volontari che hanno anteposto il servizio gratuito e volontario rispetto alla loro vita privata. A loro il nostro riconoscente e mai sufficiente: grazie.

Nel tardo pomeriggio di Venerdì 8 Gennaio un messaggio del tutto inaspettato si presentava nella mia casella di posta elettronica. Era la comunicazione da parte dell’Azienda Sanitaria Locale “Città di Torino” con la quale mi invitava a presentarmi presso l’Ospedale Martini di Torino per sottopormi alla vaccinazione anti-SARS-COV2.
Appuntamento fissato per domenica 10 gennaio ore 10.
Le adesioni erano state raccolte tra i militi della Croce Verde Torino solo lo scorso 15 Dicembre, di conseguenza apprendere a distanza di poche settimane l’assegnazione dell’effettiva data per la vaccinazione mi ha sorpreso positivamente.
Ho appreso questa notizia con soddisfazione e riconoscenza nei confronti della Direzione Sanitaria Regionale per aver offerto a noi volontari la possibilità di effettuare la vaccinazione con la medesima priorità del personale sanitario operativo in tutta la Regione Piemonte.
Si tratta di un privilegio e di un gesto concreto di riconoscenza per il nostro operato durante tutti questi mesi di pandemia in cui una parte di noi militi non si è risparmiata nonostante i giorni molto difficili che abbiamo dovuto affrontare.
Personalmente ho trascorso le ore precedenti la vaccinazione con una certa apprensione. Infatti il turno di guardia notturno della terza squadra, dove milito, ha casualmente preceduto il “Vax Day” e può capitare che l’orario di fine turno possa essere influenzato da una chiamata di soccorso improvvisa a ridosso del cambio squadra. Il rischio di giungere in ritardo presso l’ospedale Martini per sottopormi al vaccino era concreto. Avevo pianificato la mia partenza dalla sede di Borgaro poco prima della fine del turno grazie alla disponibilità di un collega e amico a sostituirmi in questo lasso di tempo. Arrivare in ospedale puntuale all’appuntamento con la siringa di anti-SARS-CoV-2 con un rassicurante margine di sicurezza era al primo posto tra le mie priorità. Assolutamente non potevo mettere a rischio la possibilità di vaccinarmi nella sessione prenotata.
Come “fortuna” vuole, l’imprevisto ha effettivamente fatto capolino. Poco prima delle ore 7 di domenica 10 gennaio, il telefono della centrale operativa del 118 interrompeva il dormiveglia della squadra. La chiamata era per una richiesta di soccorso urgente a seguito di una caduta accidentale in casa presso l’abitato di Settimo Torinese.
Senza alcun tentennamento, salivo a bordo dell’ambulanza con il resto dell’equipaggio indossando prontamente la tuta monouso di protezione tipica del periodo “COVID” per recarci tempestivamente sul target. L’intervento aveva indubbiamente priorità assoluta, ma una parte del mio cervello elaborava il fatto che questa missione di soccorso avrebbe messo a rischio l’arrivo in orario al mio vitale appuntamento con lo scudo “anti-COVID”.
 Non potete immaginare che sospiro di sollievo nel vedere l’amico Ivano che attendeva prontamente l’arrivo della mia ambulanza nell’area di parcheggio antistante l’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Bosco, pronto a darmi di cambio. Con scrupolo e rapidità provvedevo, con il supporto del collega, alla svestizione dei DPI monouso come previsto da protocollo, mettendo a frutto l’esperienza acquisita sul campo in questi mesi di pandemia. Nonostante l’orario della vaccinazione si stesse avvicinando inesorabilmente, ma confortato da un buon grado di ottimismo, salivo prontamente bordo dell’auto di servizio lasciatami dall’amico Ivano, fiducioso di poter arrivare a destinazione senza ritardo nonostante l’inconveniente del servizio appena portato a termine.
 La giornata vaccinale appena trascorsa rimarrà certamente impressa nella mia memoria, come evento storico a livello personale in cui si accendono le prime luci concrete per uscire dal tunnel della pandemia. Vaccinarsi deve essere visto prima di tutto come un gesto di grande responsabilità nei confronti della collettività in cui ciascuno di noi è chiamato ad esporsi in prima persona mettendo da parte timori e dubbi di fronte ad un vaccino nuovo e sviluppato in tempi record grazie agli stupefacenti progressi della scienza e della ricerca.
 La vaccinazione anti-SARS-CoV-2 rappresenta per noi volontari della Croce Verde Torino una svolta epocale in quanto consentirà a tutti i militi, che in questi nove mesi di pandemia hanno optato liberamente di astenersi dall’espletamento dei turni guardia per diverse ragioni personali, di poter riprendere la loro attività a decorrere dal settimo giorno dopo la somministrazione della seconda dose vaccinale. Un risultato importante per ricostituire l’organico della sezione di Borgaro-Caselle dopo mesi in cui un gruppo ristretto di militi rimasti operativi si sono prodigati a fornire la costante copertura dei turni con sforzi enormi e ciò per non impattare negativamente sul servizio alla collettività del territorio.”

Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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