Una difficile ripartenza

La musica dal vivo nella ripresa post-epidemia

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Lo spettacolo dal vivo si situa certamente tra i settori più colpiti dalle misure di contenimento che hanno arginato la diffusione dell’epidemia di Covid-19. È normale che un genere d’attività che prevede, per la sua stessa natura, assembramento di pubblico e socializzazione, sia il primo ad essere bloccato e l’ultimo a riaprire in circostanze come quelle che stiamo attraversando. Infatti, lo stop ‒ dopo alcune anticipazioni a livello locale fin dal 23 febbraio ‒ è arrivato il 5 marzo, insieme alla definitiva chiusura delle scuole sul territorio nazionale. Sul “via libera”, sbilanciarsi è difficile. Precisando che (nell’ambito di un quadro normativo in continua evoluzione) alcune informazioni potrebbero già essere superate nel momento in cui le leggete, per ora è previsto che lo spettacolo possa ripartire dal 15 giugno, purché si svolga in condizioni di sicurezza. Condizioni che vengono individuate nel mantenimento della distanza interpersonale di un metro, sia tra il pubblico sia tra i lavoratori; nella capienza massima di duecento spettatori negli ambienti chiusi e mille all’aperto (in posti a sedere pre-assegnati); nell’uso delle mascherine, nella rilevazione della temperatura corporea all’ingresso e in una serie di pratiche di igienizzazione non dissimili da quelle adottate nelle chiese e negli uffici pubblici. Riflettendo un minuto su queste misure, ci si rende conto di quante difficoltà impongano nei luoghi di spettacolo. Chi ha fatto i calcoli metro in mano, ha valutato che, in una sala teatrale ordinaria, la capienza si riduca a un sesto (per rispettare il metro occorre, infatti, lasciare due poltrone libere per ogni posto occupato, nonché una fila su due senza alcuno spettatore); e, nelle sale più grandi, il tetto di duecento presenze abbatte la capienza in misura ancor maggiore. Già questo rischia, in molti casi, di rendere antieconomica la riapertura; senza contare che è arduo, ora come ora, prevedere se gli spettatori saranno psicologicamente pronti a tornare in luoghi affollati per un momento di svago. Se per i cinema le difficoltà si concentrano sul fronte dell’accoglienza del pubblico, nelle sale da concerto e nei teatri a queste si sommano le criticità nella gestione dei complessi artistici: un concerto da camera può essere tutto sommato fattibile, ma una serata di musica sinfonica o d’opera rischia di diventare una chimera, tanto più che coinvolge professionisti, come i cantanti e gli strumenti a fiato, che per le caratteristiche del loro lavoro non possono indossare mascherine e tendono a diffondere “droplets”. E la regia di uno spettacolo teatrale rischierebbe di diventare inverosimile per una buona fetta di repertorio, se si dovessero mantenere costantemente le distanze di sicurezza tra i personaggi.

A fronte di queste difficoltà, la tentazione di gettare la spugna è forte. Date per perse le stagioni primaverili, gran parte dei festival estivi europei ha già annunciato “ci vediamo nel 2021”, e ci sono dubbi sulla partenza delle nuove stagioni invernali. Uno stop prolungato, tuttavia, non può che generare una serie incalcolabile di conseguenze nefaste. Non solo per il pubblico, privato della possibilità di assistere a eventi che donano, al contempo, svago e arricchimento culturale e spirituale (l’uscita del Premier sugli “artisti che ci fanno divertire” non è stata delle più felici…); ma, soprattutto, per le persone che nel settore lavorano, molte delle quali sono liberi professionisti retribuiti a recita, e privi di coperture per i periodi di inattività. Senza contare che la pratica musicale, come lo sport, richiede un allenamento costante che non sempre è possibile realizzare senza lavorare in gruppo. Ancora, non si deve dimenticare che stiamo parlando di un settore cronicamente afflitto da una penuria di risorse economiche, che, in un momento di crisi generale, non può che aggravarsi: lo Stato, le regioni, gli enti locali e le fondazioni bancarie si trovano a dover sopperire a mille situazioni di necessità; gli sponsor aziendali, spesso, devono in primo luogo salvare le proprie attività. E bisogna riconoscere che è abbastanza facile, in assenza di una specifica formazione culturale, pensare che sia più urgente indirizzare il poco disponibile ad altri settori, lasciando il mondo dello spettacolo in balia di sé stesso.

In questo contesto, è un bel segnale di speranza vedere che molti festival italiani non hanno chiuso i battenti, ma, sia pur in versione ridotta e rimodulata, hanno presentato una programmazione che dà continuità alla serie storica delle loro attività. Potete far riferimento ai siti indicati nel box degli appuntamenti per essere aggiornati sui calendari, che, in parte, potrebbero ancora essere suscettibili di varianti. Certo, alle nostre latitudini, la possibilità di svolgere gli spettacoli estivi all’aperto è di grande aiuto. Ma, al giungere dell’autunno, occorrerà trovare un punto di equilibrio che consenta il ritorno dei concerti dal vivo nelle sale chiuse in compatibili condizioni di sicurezza. L’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai ha programmato, in queste settimane, un ciclo di concerti eseguiti nel proprio auditorium senza pubblico e trasmessi in radio: soluzione accettabile sul breve periodo da parte di un’orchestra radiofonica, ma insostenibile sul lungo. Perché i concerti classici e l’opera tornino a vivere, gli spettatori devono tornare in sala. Sperando che una seconda ondata epidemica o l’insipienza di qualche politico non condannino il nostro mondo a rimanere chiuso a tempo indeterminato.

Marco Leo

Questo mese al botteghino virtuale…

È difficile, al momento attuale, capire in quale misura potranno riprendere gli spettacoli dal vivo, in teoria concessi dal 15 giugno, compatibilmente con le normative di sicurezza che saranno via via definite. Si invitano perciò i lettori a far riferimento, per i programmi venturi, ai siti delle varie istituzioni musicali torinesi.

Unione Musicale: https://www.unionemusicale.it/

Filarmonica: https://www.oft.it/it/

Polincontri Classica: http://www.policlassica.polito.it/stagione

Educatorio della Provvidenza: https://www.educatoriodellaprovvidenza.it/

Orchestra Rai: http://www.orchestrasinfonica.rai.it/

Concerti Lingotto: https://www.lingottomusica.it/

Teatro Regio: https://www.teatroregio.torino.it/

Si fornisce, inoltre, un breve elenco di alcuni dei festival musicali estivi che, almeno per ora, non hanno completamente rinunciato allo svolgimento delle proprie manifestazioni.

Arena di Verona: https://www.arena.it/arena/it

Sferisterio di Macerata: https://www.sferisterio.it/

Ravenna Festival: http://www.ravennafestival.org/

Festival Puccini – Torre del Lago: https://www.puccinifestival.it/

Rossini Opera Festival – Pesaro: https://www.rossinioperafestival.it/

Festival della Valle d’Itria – Martina Franca: https://www.festivaldellavalleditria.it/

Festival di Salisburgo (Austria): https://www.salzburgerfestspiele.at/en/

 

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