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martedì, Febbraio 27, 2024

Tra viaggi, opera e arti visive

 

Tra gli echi estivi di un ottobre ancora particolarmente caldo, e il turbine di impegni prenatalizi di dicembre, novembre è stato un mese relativamente calmo nel quale percorrere le strade della musica. Il percorso in realtà non è iniziato in un luogo dedicato alle performance musicali, ma da Artissima e The Others, le fiere di arte contemporanea che ‒ rispettivamente all’Oval del Lingotto e a Torino Esposizioni ‒ animano il primo weekend del novembre torinese. Mi sono aggirato tra gli stand, come mio solito, per scovare tracce musicali nelle opere di arte visiva, ed è emerso qualcosa in più rispetto allo scorso anno. Ad Artissima, Marinella Senatore, presentata da Mazzoleni, nelle opere «Make it Shine» e «Afterglow», realizzate in tecnica mista, inserisce a collage alcune pagine di partiture manoscritte. Di Tania Pérez Cordova è «A trumpet into a trumpet», una tromba fusa due volte in uno stesso stampo (inutilizzabile come strumento musicale, del quale pare un esemplare malriuscito). La galleria Persano espone «Doge» da «Meditazioni sonore per paesaggio lagunare» di Alessandro Sciaraffa, una struttura che riunisce varie campane da orchestra e produce suoni che possono rievocare l’atmosfera sinistra e immobile della Laguna nei giorni di nebbia. Il pezzo forse più interessante, perché associa alla tecnica più strettamente pittorica la più intensa suggestione musicale, è «Symphony» di Jason Martin, un olio che, con pennellate ampie, dense e materiche dalle forme sinuose, in cui rossi e gialli si intersecano e sovrappongono, evoca le ricche volute sonore di un’orchestra tardo romantica. Qualcosa di simile accade osservando il quadro di Veronica Penagos esposto a The Others, dove un intreccio di arti umani e di strumenti della famiglia degli ottoni rievoca le atmosfere vivaci del Jazz.
Ritornando nei luoghi dedicati alla musica, dopo una trasferta a Piacenza per il «Don Carlo» di Verdi al Teatro Municipale (dove ho ascoltato, come Filippo II, il basso Michele Pertusi che in questi giorni canta lo stesso ruolo nello spettacolo inaugurale della Scala), ho voluto provare una «Traviata – Opera Pop» in miniatura a Casa Fools (Teatro Vanchiglia) di via Bava. Che cos’è un’opera-pop (da non confondersi con la pop opera)? me lo sono chiesto anch’io, incuriosito da questo nuovo format di cui di recente avevo sentito parlare. Nella modalità in cui è stata allestita nel teatrino di Casa Fools è, per semplificare, il racconto di un’opera da parte di un narratore (Luigi Orfeo, ideatore e anima dell’iniziativa) che ne illustra la drammaturgia al pubblico mentre i cantanti intonano alcuni passi salienti della partitura in forma scenica. Cantavano tre giovani solisti meritevoli, Ilaria Lucille De Santis, Giuseppe Raimondo e Matteo Lorenzo Pietrapiana, al pianoforte (che sostituisce l’orchestra) sedeva Michela Varda. Ai melomani puristi sembrerà che si vogliano fare troppe cose insieme e rischi di prodursi un pasticcio, ma vi assicuro che l’essenza drammaturgica dell’opera si coglieva, anche se se ne sono perse alcune pagine musicali preziose. E, soprattutto, alla fine dello spettacolo, tante persone che all’opera non erano mai state sono uscite convinte che il teatro d’opera sia qualcosa di bello, che merita scoprire. In tempi in cui i teatri non sono affollati, divulgare la conoscenza e la bellezza di questa forma d’arte è essenziale per la sua stessa sopravvivenza.
Negli stessi giorni, al Regio era di scena «La rondine», rarità di Puccini che avevo ascoltato una sola volta in passato ed è stato piacevole ritrovare. Ma, per me, la seconda metà di novembre è immancabilmente legata al festival Donizetti Opera, che si tiene a Bergamo e del quale non perdo un’edizione. Quest’anno sono stati allestiti «Alfredo il Grande» (1823), ripreso per la prima volta dai tempi della prima assoluta, come “donizetti200” (ogni anno viene messa in scena un’opera che compie 200 anni esatti); «Il diluvio universale» (1830), titolo quaresimale di soggetto biblico; e «Lucie de Lammermoor» (1839), versione francese del più celebre capolavoro donizettiano, approntata dall’autore per la piazza parigina. Le interpretazioni musicali sono state, almeno per i primi due titoli, di alto livello, coerenti con la qualità che il festival da diversi anni sta esprimendo e che gli ha permesso di diventare un punto di riferimento internazionale e di creare edizioni discografiche di riferimento; anche perché le opere sono sempre eseguite senza tagli e a valle di studi filologici. Ho colto l’occasione del festival per visitare la mostra «Tutta in voi la luce mia. Pittura di storia e di melodramma», allestita all’Accademia Carrara di Bergamo: una raccolta di tele dell’Ottocento italiano, con una sensibile prevalenza di Francesco Hayez, che mettono in luce i fitti legami che in quegli anni intercorrevano tra le arti figurative e il melodramma. Le diverse arti, infatti, in un ambiente fecondo, dialogano e si intrecciano sempre.

Questo mese al botteghino…
Unione Musicale: (https://www.unionemusicale.it/) Il 29 dicembre, al Conservatorio, Solisti, Orchestra e Consort “Ruggero Maghini”, diretti da Luca Guglielmi, interpretano pagine sacre di Bach. Il 17 gennaio, nella stessa sede, la violinista Sayaka Shoji e il pianista Gianluca Cascioli propongono musiche di C.P.E. Bach, Mozart, Beethoven e Schumann.
Filarmonica: (https://www.oft.it/it/)
Accademia Stefano Tempia: (https://www.stefanotempia.it/)
Polincontri Classica: (http://www.policlassica.polito.it/stagione) Il 18 dicembre alle 18 spettacolo di musica e danza con il Balletto Teatro di Torino (coreografie di Viola Scaglione), mentre Lamberto Curtoni (violoncello) e Anna Barbero (pianoforte e tastiere) suoneranno musiche di Bach e dello stesso Curtoni, per sperimentare l’interazione tra le diverse arti.
Educatorio della Provvidenza: (https://www.educatoriodellaprovvidenza.it/)
Concertante: il 14 gennaio alle 17, a Palazzo Barolo, “In famiglia”, pagine di Schumann, Rachmaninov e Bernstein interpretate da Valeria Laino (soprano), Lorenzo Guida (violoncello) e Gianluca Guida (pianoforte).
Orchestra Rai: (http://www.orchestrasinfonica.rai.it/) Il 22 dicembre, come concerto di Natale, Fabio Luisi dirige le musiche del balletto Lo schiaccianoci di Cajkovskij. L’anno nuovo inizia con Michele Mariotti che, l’11-12 gennaio, dirige l’ouverture Romeo e Giulietta di Cajkovskij, il concerto-rapsodia per violoncello e orchestra di Chacaturjan (solista Ettore Pagano) e Jeu de Cartes di Stravinskij.

Teatro Regio: (https://www.teatroregio.torino.it/) Dal 22 al 31 dicembre Don Chisciotte, balletto su musica di Ludwig Minkus, coreografia di Marius Petipa, con il Balletto del Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev. Dal 4 al 7 gennaio Roberto Bolle and Friends.

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