Sto facendo come i carcerati o i giovani di leva d’un tempo alla fine del loro servizio alla patria: ogni sera cancello sul calendario il giorno trascorso per essere pronta, allo scoccare della mezzanotte del prossimo 31 dicembre, ad assestare un potente calcione in rovesciata a questo 2020 “bisesto e funesto”.

Poi mi volterò verso il nuovo anno, accogliendolo con un tirato sorriso, consapevole che gli effetti della crisi sanitaria, economica e sociale scoppiata con la pandemia si faranno sentire ancora per molti mesi.

Il mio innato e, credevo inscalfibile, ottimismo comincia a vacillare.

Al momento siamo nuovamente quasi ai domiciliari.

Chiusi cinema, palestre, piscine.

Coprifuoco alle 21.

Sospese sagre, fiere e eventi culturali.

A cosa serve allora “Andar per sagre”?, mi sono chiesta. Ero quasi convinta a chiedere al mio direttore di sospendere la rubrica fino a tempi migliori, poi ho trovato un senso a questa pagina.

Potrebbe essere d’aiuto, a chi legge, per  intravedere uno spicchio di azzurro in un cielo scuro scuro.

Mi spiego meglio: in fin dei conti le pandemie hanno sempre fatto irruzione nel corso dei secoli, portando come ora dolore e cambiamenti nella società; però la vita ha ripreso piano piano il suo corso, adattandosi a nuovi corsi e a nuovi progressi. E così succederà anche adesso.

Case farmaceutiche e scienziati stanno lavorando a pieno ritmo per produrre il vaccino giusto che verrà somministrato nel corso del prossimo anno, in modo da lasciare alle spalle questa nefanda esperienza. Esperienza da non dimenticare, ma da studiare e capirne le cause per provvedere affinché non si ripeta più.

Da questo piccolo spazio di azzurro, ho colto l’occasione per qualche suggerimento di svago. Niente appuntamenti a breve termine, niente sagre o mercatini di Natale, ma occasioni per passeggiate all’aria aperta in stretto contatto con una natura curata dalla maestria di abili mani di giardinieri e architetti del verde, che hanno saputo creare angoli di paradiso vegetale in Terra nel corso dei secoli.

Vi propongo itinerari tratti da “Garden Route Italia”,  guida ufficiale dei giardini italiani, un invito al viaggio attraverso il tempo e lo spazio.

“Dal Rinascimento al mondo contemporaneo, i giardini italiani offrono una straordinaria testimonianza della bellezza, della storia e dell’autenticità dei luoghi in cui sono stati creati”, riporto fedelmente ciò che ho letto in apertura al sito.

Il progetto si propone, tra le altre cose, di rilanciare la fruizione culturale e turistica dei parchi e dei giardini italiani anche in relazione con il paesaggio; di contribuire allo sviluppo sostenibile e armonico dei territori;  di diffondere la conoscenza di un’Italia meno nota, contribuendone alla buona manutenzione; di incrementare la conoscenza di luoghi, attività ed esperienze, favorendo la creazione di posti di lavoro qualificati.

Il portale web sarà terminato per la primavera del 2021 e fornirà informazioni su attività ed esperienze collegate ai giardini italiani.

Vengono proposti itinerari tematici suddivisi per aree geografiche all’interno delle quali vi è una sotto divisione per Regioni.

Purtroppo, e naturalmente, le mie proposte potranno essere prese in considerazione con l’inizio della bella stagione; al momento molti giardini sono chiusi per l’arrivo del lungo inverno e per manutenzione ordinaria. Però al risveglio primaverile potrebbero fornire l’occasione per una prima uscita all’aria aperta.

Giardini paesaggistici e collezioni botaniche

Castello di Miradolo- San Secondo di Pinerolo (To) – Via Cardonata 2

Situato all’imbocco della Val Chisone, si erge al fondo di un ampio parco il castello neogotico

della fine del Settecento del marchese Maurizio Massel di Caresana. A sua moglie, Maria Elisabetta della Marmora, si deve la veste neogotica degli edifici e il disegno paesaggistico del giardino, definito tra il 1823 e il 1833. Il parco si sviluppa intorno a una grande radura a prato antistante il castello, mascherando il perimetro cintato con siepi, boschetti e alberi isolati. Vi si trovano oltre millesettecento alberi di diversa dimensione e pregio, appartenenti a oltre settanta specie. La vicinanza al torrente Chisone e la posizione climaticamente felice rendono il luogo habitat ideale per molte specie animali.

Orari: sabato, domenica e lunedì dalle 10 alle 17 solo su prenotazione entro il giorno precedente; intero 5€, ridotto 3€.

Contatti: 0121 376545 ( da lunedì a venerdì 9/13 e 14/18)- prenotazioni@fondazionecosso.it

Il Torrione- Pinerolo (To)

Via Galoppatoio 20

Il giardino, uno tra i più belli del Piemonte, è ricco di variopinte aiuole sparse qua e là con arte fra i larghi viali. Il complesso ha origini medievali, sebbene l’aspetto odierno risalga alla prima metà dell’Ottocento e sia da attribuire ai conti Canera di Salasco, proprietari fino alla vendita, nel 1856, ai marchesi Doria Lamba che tuttora lo gestiscono.

Il parco si sviluppa verso meridione, creando una cornice di vegetazione attorno a un’ampia radura prativa che contrappone alla villa un lago dalle forme sinuose con isolotto centrale. Il progetto per il parco è datato 28 marzo 1835 e firmato da Xavier Kurten, al tempo direttore del parco reale di Racconigi. Tra le eccellenze botaniche, la variegata collezione di ortensie, un gruppo di insoliti ippocastani arbustivi , imponenti  cedri del Libano, magnolie, querce, liriodendri ed esemplari di Gingko biloba. Il parco ospita, all’ombra di alberi secolari, una collezione di duemila arbusti di ortensie  appartenenti a settanta specie diverse.

Aperto da aprile a ottobre tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18; intero 6€- fino a 10 anni gratuito. Contatti 0121 323358- prenotazioni@fondazionecosso.it

Castello del Roccolo- Busca (To)

Strada Romantica 17

Edificato dal marchese Roberto Tapparelli d’Azeglio, fratello del noto statista Massimo, insieme alla moglie Costanza Alfieri di Sostegno tra il 1831 e il 1862, il castello  è immerso nella folta vegetazione collinare. L’architettura è un mix tra revival medievale, stile neogotico e accenti moreschi e orientali.  Ospitò personaggi illustri quali Silvio Pellico, Cavour, il re Umberto I e la regina Margherita.

Il parco alle spalle del castello presenta una natura solo apparentemente spontanea, in realtà sapientemente composta tra specie esotiche e autoctone. Le serre classicheggianti, realizzate tra il 1846 e il 1850, chiudono la successione di una serie di terrazze panoramiche introdotte e custodite da due leoni in pietra. Lungo l’asse centrale che attraversa il complesso si snoda il percorso d’acqua: dalle cascate retrostanti il castello alla fontana nel salone principale, dalle grotte con giochi idraulici al laghetto con la statua zampillante del tritone, fino alla fontana marmorea neorinascimentale posta sopra la serra.

Il castello è aperto da luglio a ottobre. Accesso al castello e ad una parte del parco solo con visita guidata inclusa nel biglietto d’ingresso; intero 5€- ridotto 3€.

Contatti: 333 9875841.

Giardino Botanico di Villa Bricherasio- Saluzzo (Cn)

Via G.B.Bodoni 88

Un paradiso della biodiversità ai piedi della collina di Saluzzo. Villa Bricherasio offre un vero e proprio “giro del mondo”: al suo interno sono raccolti oltre 36 mila esemplari per un totale di circa duemila specie botaniche provenienti dai cinque continenti. Le colline creano un microclima favorevole alla coltura di specie rare e delicate. Il giardino è ripartito in tre distinte zone: mediterranea, temperata fredda e continentale ed è stupefacente considerare che alcune piante, che in natura crescono separate da migliaia di chilometri, in questo parco convivono. Nel giardino si susseguono le fioriture di rose inglesi, rampicanti e arbustive. Vi sono anche le collezioni di ortensie, camelie, sambuchi e graminacee; esemplari di albero della canfora, albero del cacao, cipresso del Kashmir, palme ed eucalipti dalla Tasmania e dalla Nuova Zelanda. Una ninfea ciclopica, la ninfea Victoria, è tra i grandi protagonisti del laghetto; pregio di tutti gli orti botanici, di norma protetta in serra, cresce qui all’aperto, con foglie che raggiungono notevoli dimensioni nei mesi di luglio, agosto e settembre.

Aperto dal 25 aprile al 28 ottobre dal martedì alla domenica dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19; intero 5€, gratuito sotto i 12 anni.

Contatti: 0175 41061.

Castello di Bagnolo- Bagnolo Piemonte (Cn) – Via Palazzo 23

L’edificio di origine medievale, costruito nell’XI secolo, è stato integrato nel borgo nel corso del 1600 ed è divenuto una residenza nobiliare nel corso dell’epoca barocca. Inserito in una rete di cascine e mulini idraulici in un’area collinare dove alle coltivazioni di un tempo si sono sostituiti boschi di castagni, faggi, betulle e conifere a cui si intrecciano prati, vigne e frutteti, il palazzo Malingri è ornato da un parco di origine seicentesca. La residenza, si collega alla natura grazie a due porticati gemelli laterali e ai grandi bossi  che avvolgono la scalinata d’accesso. Il parco è ornato da alberi monumentali secolari: pini, cedri, tassi, faggi e querce. Spettacolare la fioritura nelle diverse stagioni.

Visite private dal 15 aprile al 15 novembre.

Visita guidata dai padroni di casa all’intero complesso, passeggiata al castello, possibilità di sostare per un pic-nic nelle sale del castello 16€; visita guidata e pranzo leggero preparato in casa 38€; visita guidata e pranzo del castello nelle sue sale 45€.

Contatti: 335 5244080; prenotazioni@fondazionecosso.it

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