Febbraio 2020: Facciamo il punto sulla stagione

Gennaio, primo mese dell’anno, mese post festività, mese di sensi di colpa e di diete ma è anche il mese in cui la Don Bosco Caselle riprende a lavorare in vista dei vari campionati; facciamo il punto su come sta andando la Stagione delle nostre squadre.
Partiamo dalla Don Bosco Caselle Basket la quale, con 576 punti fatti e 718 punti subiti per un totale di -142, si colloca al 6° posto in classifica del Campionato UISP: cammino difficile in Regular Season per i ragazzi ma che comunque mettono impegno e voglia di divertirsi in ogni incontro, da segnalare la vittoria per 71–69 sulla squadra Carignano unica vittoria della Regular, rammarico per le sconfitte di misura per 62-67, 71-79 a vantaggio della squadra Cus Uni.To e Sportingcontro.
Proseguiamo con la Don Bosco Caselle Volley: i ragazzi e le ragazze sono al 3° posto della classifica, al comando la squadra Team Paro a +2 sulla squadra Toc Toc, del Campionato Master Misto MMS Girone B UISP con 19 punti e distano 3 punti dalla vetta concedendo pochi set agli avversari e con sole tre sconfitte, 1-3 contro Toc Toc 1-3 contro team paro e 2-3 contro l’inseguitrice Sanfra Mac N’ Drinta.
Spostiamo la palla a terra ora, occupandoci prima del Calcio a 11 e poi del Calcio a 5.
La Don Bosco Caselle Calcio a 11 con un secondo posto condiviso con la squadra Bruinese a 21 punti, si trovano a 9 punti dalla vetta occupata dalla squadra Ruffini, con tre pareggi contro San Giorgio Piossasco (3-3) Venaus (2-2) Bruinese (1-1) e solo due sconfitte rispettivamente contro la prima e la terza della classifica, la squadra Ruffini dimostra con il miglior attacco (41 gol fatti) e la miglior difesa (19 gol subiti) di essere la squadra con l’equilibrio perfetto per portare a casa il primo posto.
Ed infine, la Don Bosco Caselle Calcio a 5 che si trova in vetta alla classifica del campionato Serie C2 girone A, lasciandosi alle spalle, con un vantaggio di quattro punti sulla seconda Aymavilles, il resto delle squadre del girone con solamente 2 sconfitte contro Aymavilles per 5-7 e Atletico Taurinense per 2-4 e mostrando la propria forza con il miglior attacco a quota 58 gol segnati, la seconda peggior difesa però con 39 gol subiti attribuisce ai ragazzi un altro merito, quello di non mollare mai e credere sempre nella vittoria , con quattro giornate al termine riusciranno ad aggiudicarsi un posto nel playoff?
Segnaliamo in oltre che in data 24/01/2020 la Sezione Borgaro-Caselle della Croce Verde ha curato il corso sull’uso del defibrillatore automatico esterno (DAE), una misura maggiore per migliorare la sicurezza degli atleti: ben 11 sono i Tesserati che hanno preso parte a questo importante momento di formazione.
Gennaio però è anche un mese importante per la Don Bosco Caselle, infatti il 31 gennaio si celebra la festa di Don Bosco, il Santo dei giovani a cui abbiamo voluto rendere omaggio con il nostro sodalizio sportivo.

Marzo 2020: Kobe e Manuel, Due Bandiere
Per molti il numero 24 è solo un numero, per tanti cestisti invece è motivo di commozione ed orgoglio: per tutti gli sportivi è il numero di un “campione”, di una “leggenda”, di una “bandiera”.
In tempi dove essere una “bandiera” ha perso valore, dove la fama ed il denaro la fanno da padrone, lui era la testimonianza vivente di tutto quello che si poteva ancora essere.
Kobe Bryant ed il basket: una passione ed un amore nato all’età di 3 anni, proprio qui in Italia. Trasferitosi negli USA, continuò a giocare ed a soli 18 anni venne scelto dai Charlotte Hornets, che preferirono cedere Kobe ai Los Angeles Lakers: la squadra che divenne la sua famiglia per 20 anni, fino al ritiro nel 2016.
Con i Lakers stabilisce tantissimi record personali (unico giocatore nell’NBA ad aver segnato 60 punti nella sua ultima partita, miglior realizzatore di sempre dei Los Angeles Lakers, record di punti in un singolo match) e non solo (5 campionati NBA, 2 ori Olimpici e 1 oro FIBA Americans Championship).
Kobe era e rimarrà un simbolo per il basket e per i Lakers, un connubio indivisibile: dici Lakers e pensi a lui.
Parlando sempre di “simboli” e di “bandiere”, se ci venisse chiesto di indicarne uno tra gli atleti della Don Bosco Caselle ancora in attività, non avrei dubbi su quale fare…il numero 10 della Don Bosco Caselle B Manuel Desiderio.
Tesserato dalla stagione 2002-2003, Manuel è l’esempio di come nello sport ci siano ancora dei valori da difendere: attaccamento alla maglia, passione (quella vera) e amore verso il mondo dello sport. Nel corso degli anni la sua squadra di calcio a 5 è riuscita ad esprimersi sempre ad ottimi livelli, grazie ad un gruppo (di cui MD10 è sempre stato una colonna portante) che ha sempre messo il bene collettivo sopra ogni cosa. Lo conferma il primo posto che la squadra sta difendendo con successo nel campionato di Serie C2 girone A FIGC-LND, mantenendo un vantaggio di 2 punti sull’inseguitrice Aymavilles grazie alle recenti vittorie per 2-1 su Real Scorpion (2-1) e Valtournenche (6-2) ed al pareggio (2-2) contro la Pro Vercelli.
Tornando al Basket, il 31 gennaio ha preso il via la seconda fase del campionato UISP, dove troviamo i ragazzi della Don Bosco Caselle Basket al primo posto insieme a Frassati VS (girone L Fase Bassa). con 3 vittorie su 3: 59-48 contro San Donato, 74-58 contro Oasi L.Vicuna e 57-41 contro Frog Sport. Lo scontro al vertice in programma il 27 febbraio tra Fassati Vs e Don Bosco Caselle Basket è stato rinviato e, di conseguenza, si dovrà attendere ancora per avere una capolista solitaria: 6 giornate al termine e scopriremo anche la vincitrice.
La Don Bosco Caselle Volley rimane stabile al 3° posto, a -10 dalla vetta (Team Paro) ed a +3 sulla quarta classificata, Sanfra Mac N’Drinta. Gli ultimi risultati vedono le ragazze e i ragazzi vittoriosi per 3-0 su Guidone Legumi, due sconfitte invece contro contro Team Paro (3-2) e Sanfra Mac N’Drinta (3-0).
La Don Bosco Caselle Calcio a 11 purtroppo perde il secondo posto nel campionato calcio a 11 Uisp Vallesusa-Csc, a vantaggio della Bruinese che si trova a 4 punti della capolista Ruffini. I ragazzi mantengono il 3° posto con 2 punti di vantaggio sulla squadra A.Borgoretto: i primi di marzo vedranno l’inizio dei play off e le prime 2 giornate metteranno di fronte i ragazzi Ruffini Orbassano.
Continuate a seguirci: la stagione sportiva è entrata nel vivo!

Maggio 2020:Una parte di noi…

Ancora un mese fermi: tra i nostri pensieri … è proprio di un pensiero, di uno stato d’animo che vogliamo parlarvi.
Ci siamo imbattuti in un discorso scritto da un’atleta:
“Sei all’ultimo minuto. L’ultimo minuto dell’ultima partita dell’anno. Stai perdendo e la tua squadra uscirà dalla contesa molto prima di quanto avreste previsto. Sei veramente stufo e questi inesorabili sessanta secondi si rivelano tra i più lunghi della tua vita. Un lungo flash-back attraversa la tua mente. Pensi a quanto fosse bello fare due allenamenti più una partita a settimana e sentirti competitivo come un leone in una savana ogni partita. Quando, nonostante fossi da sempre un grande amico della vita non proprio da atleta, su quel campo nessuno ha mai visto o saputo di quanto tu facessi “il non atleta” il sabato sera. Quando ti crucciavi per gli errori commessi in partita ma sapevi che tanto il tuo mister ti avrebbe martellato la settimana seguente, che a pensarci bene non capivi se fosse una cosa positiva o meno. Poi hai cominciato a litigare. Con la scuola, i tuoi, il mondo e forse anche te stesso. La vita cambia, solo il pallone, il campo, la palestra sembrano non cambiare mai. Poi arriva il lavoro, che modifica tutto: ancora una volta. Cominci a cambiare squadra, a saltare allenamenti per il lavoro, a giocare di meno. Volevi cambiare il mondo e alla fine ti sei fatto cambiare da lui, come tutti. “Questione di priorità”, di prospettive. Ti convinci che alla fine è giusto così. Arrivare a giocare una volta a settimana nella squadra di amici nel classico torneo amatoriale. Dove ti incazzi una volta sì e l’altra pure: che sì, magari ti darà anche qualche soddisfazione ma non cancellerà mai quello che poteva essere e mai sarà. Ti risvegli solo quando l’arbitro con il triplice fischio finale decreta una delle sconfitte più cocenti della stagione o forse addirittura della vita.
Ma tu stavolta non sei né preoccupato né disperato. Perché sai già quello che vorrai dire ai tuoi compagni nello spogliatoio. “Ragazzi per me finisce qui. Io smetto” Sì l’hai detto davvero. Forse non ci credi neanche tu, ma quelle parole sono uscite proprio dalla tua bocca. Sì, è ora di dire basta. Basta farsi venire il sangue amaro perché “non vado più avanti”. Perché non hai tempo per allenarti. Perché vedi gli altri che ti sfrecciano accanto e tu non hai più né lo scatto né il fiato di una volta. Perché a ritrovarti a 50 anni con il panzone come l’avversario che ti ha battuto non ti ci vedi proprio. “Perché a ritirarsi quando è tardi sono capaci tutti”, lo disse Platini: sicuramente non avrai neanche un’unghia del suo talento, però capisci perfettamente cosa intendesse. Stentano a crederci tutti ma dopo anni passati su quel campo, in quella palestra 25 anni, hai deciso che il momento di farsi da parte è arrivato. Senza cercare alibi, scuse o dare la colpa ad allenatori che non ti hanno compreso o menischi vari rotti. Non cambierebbe comunque il finale. Non cambierebbe quello che poteva essere e non sarà. Qualcosa evidentemente non ha funzionato e non cambia molto sapere come e perché: forse, più semplicemente, doveva andare così. Anche i grandi amori ti possono far soffrire, a volte star malissimo. Ci pensi, e mentre rifletti sul fatto che quella potrebbe essere l’ultima volta che porti il borsone a spalle, sai che in fondo è giusto così. Chissà se un giorno arriverà una seconda occasione. Forse, se tutte le volte che vedi dei bambini giocare vorresti dargli dei consigli, qualcosa vorrà dire. Forse la tua ultima occasione sarà metterti una tuta addosso e andare a spiegare sui campi di provincia a dei ragazzi che non devono mai smettere di credere nei loro sogni. Perché qualcuno dovrà pur dirgli che un giorno gli mancheranno le corse sotto la pioggia e gli allenamenti nel fango. Perché non importa quanto male ti abbiano fatto, i grandi amori non si dimenticano mai. Se sono davvero importanti, con loro l’ultimo tentativo sarà sempre il penultimo.”
Uno stato d’animo simile a questo l’abbiamo attraversato tutti, dopo un infortunio, dopo una sconfitta, dopo una brutta stagione, dopo una giocata sbagliata, dopo la stanchezza post partita/allenamento.
Lo scopo non è farvi deprimere ancora di più in questo periodo facendovi pensare che prima o poi si smetterà, ma, anzi, proprio l’opposto facendovi pensare che tutti gli anni di attività sportiva li porteremo con noi per sempre, faranno parte di noi, del nostro carattere: gioie e dolori, tutto insieme.
Quando con i compagni di squadra ci si incontrerà, magari per caso, e si inizierà a pensare a tutti i momenti passati insieme, una volta salutati ci rimarrà quel sorriso, quel magone carico di emozioni, quel senso di aver fatto parte di qualcosa di meraviglioso.
Perché lo sport non è solo corsa e sudore … lo sport è emozioni: lo sport è Vita.

Giugno 2020: Attesa

È il giorno della partita: mentre prepari il borsone inizi a pensare a cosa farai una volta in campo, immagini azioni da standing ovation, l’abbraccio dei compagni, gli applausi del mister, però … nello spogliatoio, a pochi minuti dall’uscita in campo, scopri che partirai dalla panchina. Lo sconforto, l’impotenza davanti a questa decisione, i mille pensieri sul perché: tutto questo prende possesso di te. La partita è iniziata: tu seduto in panchina ansioso, la gamba trema nervosamente, lo sguardo che passa dal campo al mister come se fosse un pendolo di un orologio, ogni piccolo movimento del mister ti dà l’illusione e la speranza che possa chiamare te. Sei come una molla pronta a saltare, aspetti il cenno per capire che è arrivato il tuo momento: eccolo, il mister guarda fisso te, il vostro sguardo s’incrocia, tutta la tensione si trasforma in orgoglio e adrenalina, è arrivato il momento, il momento tanto atteso. L’incubo di ogni atleta è arrivato: un infortunio serio, uno di quelli che mette a dura prova il tuo futuro sportivo, che mette a dura prova la tua forza mentale. Decidi che la tua “fine” non è ancora arrivata, che non sarà un incidente di percorso a farti prendere questa decisione: la tua decisione. Lotterai e combatterai per vincere questa battaglia, fatta di durissimo lavoro e di tanta attesa. La lotta è quotidiana: una lotta per recuperare, una lotta per non lasciarsi andare allo sconforto, perché ogni giorno che passa è un giorno in più che sei lontano dalla tua passione ma è anche un giorno in meno verso il tanto sognato rientro.
Più passano i giorni e più si avvicinano le “libertà”, il poter tornare ad allenarsi al 100%, ritrovare gli allenamenti in squadra, ritrovare la Palla: per poi ritrovarsi vincitore di questa grande battaglia.
In questi mesi, in questa quarantena, in questo stop forzato, è come se ogni sportivo avesse vissuto uno di questi due “eventi”: lo stop è stato come essere lasciati in panchina o infortunarsi, stare a casa senza poter praticare è stato come aspettare la chiamata del mister, trovarci improvvisamente senza campionati è stato come la convalescenza dall’infortunio … non importa quanto ci è stato tolto del nostro sport, perché in ogni atleta lo sport è qualcosa di molto radicato dentro di sé e per ogni caduta ciascun atleta si rialzerà, si rialzerà e tornerà.
Sono stati mesi durissimi che ci hanno messo a dura prova: una prova che ha riempito ogni aspetto della nostra vita di incognite, ci ha fatto riflettere su ogni cosa, ma sono sicuro che c’è un aspetto che in ogni sportivo non ha mai vacillato … la voglia e l’amore per lo Sport!!!!
Anche il santo del quale portiamo il nome, Don Bosco, si trovò nella sua vita personale e nel suo impegno con i ragazzi ad affrontare gravi e ricorrenti epidemie che colpirono Torino, l’Italia e l’Europa. Il “nostro” santo si trovò a far fronte il cholera morbus del 1854, del triennio 1865-1867 e del 1884. Don Bosco, unitamente ad alcuni dei suoi ragazzi più grandi, si impegnò, seppur nella relativa limitatezza dei mezzi e delle conoscenze dell’epoca, concretamente ed in prima persona per superare quelle situazioni di crisi, soccorrendo gli ammalati e dando ospitalità agli orfani, raccogliendo il plauso e la gratitudine anche delle autorità pubbliche: non si arrese allo scoraggiamento ed alle difficoltà ma, anzi, seppe far crescere la sua opera e la sua amorevole responsabilità nei confronti della comunità nella quale era inserito.

Luglio 2020: Fischio finale

Davanti al televisore a guardare una partita … e proprio mentre si sta battendo un rigore, si sta colpendo per una schiacciata, si sta saltando per un tiro da tre … ci viene tolta la corrente: il sapore di questo finale di stagione è esattamente questo, pieno di punti interrogativi su quello che sarebbe successo.
Per noi della Don Bosco Caselle e per tutti gli sportivi è stato un periodo particolare e difficile: difficile perché la voglia di tornare a praticare ciò che si ama è sempre stata forte, però è andata così ed è arrivato il momento di tirare le somme della stagione con ormai le ultime partite disputate a fine febbraio – inizio marzo.
Cominciamo dai ragazzi della Don Bosco Caselle Calcio a 11: il campionato Uisp Vallesusa-Csc ha portato un ottimo terzo posto del girone Otto a quota 22 punti, a -12 dalla vetta, garantendo l’accesso ai play off che sarebbero dovuti iniziare ai primi di marzo, ma che purtroppo non inizieranno mai. Rimane comunque l’ottimo terzo posto conquistato dai ragazzi che, non mollando mai, hanno sempre lottato per la vetta.
Passiamo ora alla Don Bosco Caselle Volley: nel Girone B del campionato Master Misto UISP troviamo solo due squadre che sono riuscite a giocare le 12 gare del campionato e quindi troviamo una classifica parziale. I nostri ragazzi e le nostre ragazze si trovano al quarto posto con gli stessi punti della terza classificata (Sanfra Mac N’Drinta) che, però, ha una partita in più.
In questo caso con solo una partita da dover giocare e con un distacco di 6 punti dal secondo posto ed essendo a pari punti con la terza classificata, lo stop forzato non ci ha permesso di vedere chi l’avrebbe spuntata per l’ultimo gradino del podio.
Rimaniamo in palestra, ma ci spostiamo ai ragazzi della Don Bosco Caselle Basket ai quali, purtroppo, lo stop ha portato via la possibilità di terminare la loro ribalta: li avevamo lasciati alla fase due del campionato UISP Girone L Fase Bassa con tre vittorie su tre ai danni di San Donato, Oasi L.Vicuna e Frog Sport. È un vero peccato non essere riusciti a portare a termine la stagione: i ragazzi, dopo una prima parte di stagione non facile, avevano trovato il loro giusto equilibrio riuscendo ad imporsi sugli avversari con costanza e determinazione. Peccato: siamo sicuri che manterranno tutta la loro sana rabbia fino all’inizio del prossimo campionato, pronti a prendersi quello che gli è stato negato.
Per finire ecco una buona notizia: la squadra Don Bosco Caselle B si stava imponendo nel campionato di Serie C2 girone A FIGC-LND ed era lanciatissima verso i play off che avrebbero decretato l’approdo in Serie C1. Dopo tantissima attesa ed incertezza è arrivata la decisione definitiva da parte della Federazione: promozione in Serie C1!
Per i nostri ragazzi si tratta di un ritorno in Serie C1 dopo che tre anni fa avevano rinunciato alla massima serie. Una conclusione fantastica non solo per la stagione attuale, ma di tutto il progetto tecnico: i ragazzi della DBCB, infatti, erano stati vicinissimi alla promozione già lo scorso anno.
Siamo arrivati ai saluti, alla pausa tra una stagione e l’altra: una pausa che serve a ricaricarsi in vista della prossima stagione, sperando di tornare alla totale normalità.
Prima di salutarci vorrei ringraziare tutta la Don Bosco Caselle, gli Atleti delle nostre squadre e soprattutto ogni Dirigente che dedica del tempo con passione a tutti noi.
Un ultimo grazie da parte mia a tutti voi che state leggendo e che avete letto nei mesi scorsi: ci ritroveremo presto!

Gabriele Cosma
Cosma Gabriele nato a ciriè TO il 5 marzo 1991, studi presso l’istituto superiore alberghiero F.Albert con ottenimento di qualifica sala/bar più diploma di ristorazione; professione cameriere dal 2011 con esperienze nei ristoranti: La credenza di San Maurizio canavese, Pier Bussetti al castello di Govone, relais Bella Rosina presso il parco La Mandria e dal 2012 presso Antica Locanda dell’Orco di Rivarolo canavese.

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