Nella primavera del 2020, la chiusura dei teatri si era protratta per tre mesi e dieci giorni. In quest’ultimo inverno, per quanto non si sia trattato di una serrata totale, i luoghi di spettacolo non hanno potuto accogliere pubblico per ben sei mesi. Così, dopo una serie di serate in streaming (che hanno assolto al duplice scopo di tener vivo il legame con gli spettatori e di tenere in esercizio gli artisti – nonché di dare un seppur ridotto compenso ai liberi professionisti dello spettacolo, per i quali il cachet della serata costituisce l’unica fonte di reddito), le  principali istituzioni musicali torinesi hanno colto le riaperture di fine aprile come un’occasione da non perdere per recuperare il tempo perduto, e hanno scelto di organizzare concerti ben oltre il termine che di solito segna l’inizio delle vacanze. L’Associazione Lingotto Musica ha riprogrammato tre concerti previsti nei mesi scorsi per la stagione dei “Concerti del Lingotto”, tra cui l’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven affidati ad Alexander Lonquich nella duplice veste di solista e direttore. A questi, è stata affiancata una serie di cinque recital pianistici presso la Reggia di Venaria. L’Unione Musicale, che solitamente chiude i battenti alla fine di maggio, ha attivato una ricca programmazione che copre l’intero mese di luglio. L’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI ha aperto al pubblico le serate già programmate per lo streaming dei “Concerti di primavera-estate”. Piace menzionare quello svoltosi il 27 maggio, nel quale il mezzosoprano Anna Caterina Antonacci, sotto la direzione di Maxime Pascal, ha interpretato con grande sensibilità il Poème de l’amour et de la mer di Ernest Chausson, coppia di liriche per voce e orchestra che trasuda simbolismo da tutti i pori.
Una particolare attenzione merita il Teatro Regio, dove alle difficoltà pandemiche si sommano quelle finanziarie, che lo scorso anno hanno portato al commissariamento della fondazione, e quelle tecniche, perché il palcoscenico del teatro necessita di lavori di adeguamento che lo renderanno inagibile per tutto il prossimo semestre. Se ne è parlato in due conferenze stampa. La prima, ancora in modalità esclusivamente virtuale, il 26 maggio, è stata dedicata agli aspetti economici: è stato annunciato che il bilancio 2020 si è chiuso con un lieve attivo, e che è stato presentato il piano di risanamento con richiesta allo Stato di un prestito trentennale da 20 milioni a tasso 0, che consente di chiudere i debiti pregressi. La seconda conferenza, che si è tenuta, in presenza, l’1 giugno nel Palazzo dell’Arsenale, si è concentrata sui programmi artistici. Infatti, nonostante le difficoltà, la direzione del teatro ha deciso di non arretrare ma rilanciare, e organizzare un vero festival estivo, che si svolgerà proprio nel cortile di Palazzo Arsenale: una location aperta, ma racchiusa dall’edificio, che dovrebbe garantire un’ottima acustica, similmente a quanto avviene in altre simili sedi di stagioni estive (in Italia, ricordiamo in particolare il Palazzo Ducale di Martina Franca, dove si svolgono gli spettacoli del Festival della Valle d’Itria). La funzione normalmente rivestita dal palazzo settecentesco, sede della Scuola di Applicazione dell’Esercito, ha consentito di giocare con le parole e sottotitolare il festival “A difesa della cultura”. La rassegna si apre il 15 giugno con L’elisir d’amore di Donizetti, con la regia e buona parte dei solisti che lo hanno interpretato in streaming in primavera (repliche fino al 20), seguito da ben cinque opere (Madama Butterfly nell’adattamento drammaturgico di Vittorio Sabadin, La serva padrona, Pimpinone, Pagliacci, Il barbiere di Siviglia), nove concerti e alcuni spettacoli per bambini fino al 22 settembre. Una vera e propria stagione d’opera, dunque, che farà assomigliare Torino a città come Monaco di Baviera o Londra (per non parlare della celeberrima Salisburgo) che ospitano abitualmente ricchi festival estivi. E dopo? Oltre il 22 settembre, organizzare spettacoli all’aperto a Torino diventa rischioso. A metà dello stesso mese, scade il mandato del commissario Rosanna Purchia, e al teatro dovrà essere data una nuova dirigenza ordinaria, mentre il palcoscenico di piazza Castello resterà inagibile fino a fine anno. Per tornare alle stagioni d’opera consuete bisognerà forse attendere il 2022.

Questo mese al botteghino…
Colpisce favorevolmente la solerzia con cui le istituzioni musicali torinesi hanno colto la possibilità di riaprire i battenti, compatibilmente con le condizioni di sicurezza e le normative in materia: i programmi sono insolitamente ricchi, considerata la stagione ormai estiva. Dati gli imprevisti che può riservare l’evolversi della situazione, si consiglia di consultare sempre il web per verificare gli aggiornamenti dei programmi.
Unione Musicale: (https://www.unionemusicale.it/) Numerosi concerti, alle ore 20, fino al 28 luglio, nelle due sedi del Conservatorio e del Teatro Vittoria. Si segnalano i recital pianistici di Pietro De Maria (7 luglio) e Andrea Lucchesini (28 luglio).
Filarmonica: (https://www.oft.it/it/)
Accademia Stefano Tempia: https://www.stefanotempia.it/
Polincontri Classica: http://www.policlassica.polito.it/stagione
Educatorio della Provvidenza: https://www.educatoriodellaprovvidenza.it/
Orchestra Rai: (http://www.orchestrasinfonica.rai.it/) Il 23 giugno e l’1 luglio alle ore 20 concerti della rassegna “Pops”, con programmi che accostano il classico e il moderno.
Concerti Lingotto: (https://www.lingottomusica.it/) Il 30 giugno e l’1 luglio (entrambe le date in doppio turno, alle 17:30 e alle 21) il pianista Alexander Lonquich propone l’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven, con l’Orchestra da camera di Mantova.
Teatro Regio: (https://www.teatroregio.torino.it/) “Regio Opera Festival” come descritto nell’articolo. Fino al 20 giugno L’elisir d’amore di Donizetti. Il 23 giugno concerto del Coro. Dal 3 al 9 luglio Madama Butterfly di Puccini.
La maggior parte dei festival estivi quest’anno ha mantenuto la programmazione, sia pure in formato contenuto rispetto a quanto si era abituati a vedere sino al 2019. Si suggerisce di cercare informazioni sul web a proposito di Stresa Festival, Ravenna Festival, Arena di Verona, Sferisterio di Macerata, Festival Puccini di Torre del Lago, Rossini Opera Festival di Pesaro, Festival della Valle d’Itria di Martina Franca. Numerose anche le rassegne all’estero, per raggiungere le quali occorre però informarsi bene sulle formalità sanitarie per l’espatrio e per l’accesso ai luoghi di spettacolo.

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