Caro Direttore, mi chiamo Fiorina e sono una bella mucca di razza frisona olandese; Le scrivo perché sono disperata, convinta che solo Lei sappia risolvere il mio (nostro) problema.
Voi umani ci allevate per il nostro buon latte o, ancora peggio, per mangiarci, e questo è già un fatto terribile e inammissibile: non avete idea di quale tremenda espressione negli occhi abbia un’amica che portate via con il furgoncino, per condurla al macello. Noi capiamo tutto, siete solo Voi che, ritenendovi superiori e intelligenti, pensate che le mucche e altri animali siano stupidi.
Inoltre ho molti amici selvatici che mi raccontano terrorizzati che loro invece vengono ammazzati per gioco. Lascio a Lei le considerazioni in merito, se esiste ancora la libertà di pensiero.
Però mi permetta, forse Voi credete di essere onnipotenti: anche tra la Vostra razza siete molto feroci e decidete chi vive o chi muore. Ma La prego, almeno una cosa lasciatela stare come è sempre stata. Non potete decidere anche di come deve funzionare il tempo, a vostro piacimento.
Avete addirittura la pretesa di cambiare le ore della giornata, in base alle stagioni: mi riferisco a quella che avete chiamato “ora legale”. Ma mi faccia capire, nel Vostro mondo di legale non esiste più niente, e Voi vi accanite con l’ora? Perché? Per avere più luce la sera e fare più danni?
Guardi che per noi animali della fattoria questo rappresenta un enorme problema, un grosso dramma: tutti gli anni ci sconvolgete il metabolismo. Anzi, io che sono entrata in menopausa ho dei grossi problemi ad adattarmi ai vostri capricci, e sarà sempre peggio.
Quando cambiate l’ora, impiego almeno tre mesi per riadattarmi: quando mi sono abituata è di nuovo ora di cambiare. Non ne possiamo più.
Se per 6 mesi sono abituata a tenere il latte fino alle 05.00, non potete di colpo farmelo tenere fino alle 06.00 e viceversa, perché non riesco più e divento gonfia come una mongolfiera: noi siamo molto precise, come degli orologi. Almeno andate alla MuccASL4 e procurateci dei pannoloni da mucca (date la presenza di molte mucche a due zampe, non dovrebbe essere un problema).
Oppure mettete nella stalla dei diffusori di musica classica, almeno ci concentriamo su Beethoven e per un po’ il latte non ci scappa. Ma scusate, quando Voi dovete fare plin plin andate subito in bagno, no? E perché noi dobbiamo rimanere in attesa con le zampe incrociate?
La mia amica e compagna di mangiatoia Ermenegilda, una bellissima pezzata valdostana, quando cambiate l’ora va in crisi ed è costretta ad andare in analisi dalla Dott.ssa Scamorza, che si è vista triplicare la clientela bovina in un tempo brevissimo.
Invece mia cugina Ramona del Trentino Alto Adige ha voluto fare sciopero del latte: dopo 3 giorni è stata portata al Pronto Soccorso: il latte, fermentando, è diventato Malibù (un’ottima bevanda a base di rhum e cocco). Da allora lavora al Pocabanana, un bar esotico sulla spiaggia di Arma di Taggia, come addetta ai cocktail e agli stuzzichini di formaggio.
Per la sua grande intelligenza è diventata una grande influencer molto più in gamba di quelle umane (bello sforzo, non ci vuole poi molto), ed è in lista per partecipare al Talent Show “Tu si che Lattes”.
Inoltre il prestigioso quotidiano britannico Tomes le ha dedicato un’intervista.
Ma questo disastro non riguarda solo noi mucche: infatti sono stata eletta come rappresentante della fattoria, e Le devo esporre anche la situazione degli altri colleghi.
Il Clan Beeeeenelli, composto da 15 caprette, ha il nostro stesso problema. Con la differenza che, essendo animali molto irascibili, alcune di loro sono agli arresti domiciliari, perché hanno preso a cornate l’allevatore ritenendolo erroneamente responsabile dell’ora legale.
Il nostro amato gallo Giorgio una volta era un esemplare meraviglioso: alto, bello, muscoloso, con una voce da tenore potente e pulita (niente a che vedere con i vostri attuali ragazzini fenomeni da social, che avete il coraggio di definire cantanti) e, infine, un grande playboy.
Ora è diventato un alcolizzato, a forza di bere whisky di mais. Perché non sa più quando cantare. Se canta in anticipo, riceve uno scarpone sulla testa, se canta in ritardo riceve uno stivale.
Il nostro povero amico ormai viaggia sotto scorta, perché più volte lo hanno minacciato di finire in forno con le patate.
Brutte notizie anche dal Coccodè Club formato da 25 galline, di cui 4 morte per suicidio a causa della forte delusione riguardante il gallo Giorgio: pensi che erano talmente innamorate che avevano messo la sua foto tra quella di James Dean e quella di Elvis Presley.
Ma oltre a questo, c’è il problema dell’esaurimento collettivo: non sanno più quando fare l’uovo, rischiando dei parti prematuri, intasando i reparti di pulcinologia di tutti gli ospedali.
Poi c’è la questione dell’insonnia: si sa che le galline vanno a dormire quando il sole tramonta. Ma d’estate, a causa dell’ora, della posizione geografica e delle giornate più lunghe, il sole tramonta anche alle 22.00. Quindi sono diventate nottambule, e al mattino dovendo svegliarsi presto sono completamente rimbambite. Sono ormai tutte ricoverate alle Pollinette per accertamenti.
Persino il nostro Helmut, l’uccellino dell’orologio a cucù tedesco, è esaurito: non sapendo più quale sia l’ora giusta, si è rifiutato di uscire per battere le ore. Si è chiuso in sé stesso, non mangia più e non beve più. Abbiamo persino provato a invogliarlo con un buono vacanza per l’Oktoberfest a Monaco, ma niente da fare; ha addirittura messo in vendita la casetta in legno su un sito specializzato, perché la sua intenzione è migrare verso una nazione che non abbia questa stupida ora legale.
A proposito di orologi a cucù: la Germania, ai tempi si rifiutò di adottare l’ora legale perché nella zona della Schwarzwald (dove vengono prodotti) molti venditori rischiavano di finire in manicomio.
Coloro che in negozio avevano un migliaio di orologi, avrebbero dovuto aggiornarli con l’ora legale e successivamente con l’ora solare: avrebbero passato il tempo così, tra una lancetta e l’altra, senza poter seguire i clienti con il conseguente fallimento dell’attività.
Infine, caro Direttore, devo chiederLe ancora una cosa. Ma si tratta di una cosa confidenziale, oltre che piuttosto imbarazzante, per cui Le chiedo la massima discrezione.
Mi spiego meglio: sono in questa azienda agricola da circa 15 anni. Ebbene, in tutti questi anni, tutti i giorni, il mio padrone arriva alle 05.00 ed alle 18.00 e mi tocca le tette per una buona mezz’ora. poi se ne va, senza…concludere. Non mi fa mai niente. Non mi salta mai addosso. Non una carezza, due coccole, due paroline gentili. Nemmeno un messaggio su What’s Cow. Come se fosse un giochetto sadico, non so. Forse gli manca una rotella. Forse è timido. O forse gli manca il Viagra.
Devo aggiungere che il soggetto lo fa sfacciatamente con tutte, causando seri problemi: ad esempio, Ermenegilda non ha più retto e si è iscritta al sito di incontri mucching.com; Ramona ha fatto domanda per diventare mucca di clausura; Ursula, la mia amica frisona olandese, sta pensando di ritornare in Olanda per aprire una vetrina ad Amsterdam, nel Red Lait District: servizio completo più caffelatte a colazione, di produzione propria. Tutto a km. zero, molto ecologicamente corretto.
Altre vogliono denunciare il fattore per stalking, anche se sono molto dubbiose, visto come vanno queste cose con Voi umani: prima che la legge si applichi, la persona in questione è stata uccisa.
Comunque. Sarò anche in menopausa, ma certe voglie ci sono ancora.
Se questa situazione non si può risolvere mi faccia una cortesia: si assicuri che su Muuuzon (il sito di vendita on line per bovini) si possa pagare con dei latticini, perchè in questo caso ho un caro amico cavallo che mi potrebbe fare il bonifico con la Banca… Sella.
Per calmare i miei bollenti spiriti, mi compri un toro gonfiabile.
Grazie di tutto, La saluto.
Bear, per Fiorina

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