Un’interessante escursione ad anello attraverso boschi e pascoli, fattibile a passo tranquillo in circa sei ore all’interno del Parco Naturale Orsiera – Rocciavrè.
Accesso: Caselle Torinese, Avigliana, Giaveno (SP192) Forno di Coazze più o meno una quarantina di chilometri. Proseguiamo per Ferria, oltrepassiamo il ponte sul rio Rocciavrè, superiamo il piccolo cimitero; su di un tratto di strada ripido, costeggiamo la recinzione del Santuario della Madonna di Lourdes, poi oltrepassiamo la deviazione per la borgata Molè. Dopo un ponticello raggiungiamo, presso un’area attrezzata a campeggio, il piazzale dove lasciamo l’auto (1050 m s.l.m.). Iniziamo a risalire la strada asfaltata per poche decine di metri fino a imboccare lo sterrato che diparte alla nostra sinistra per risalire, al di là del torrente tra i boschi, la destra idrografica della Val Sangone. Un paletto indicatore riporta le possibili mete escursionistiche raggiungibili percorrendo il sentiero 414, contraddistinto da segnavia rosso/bianco: la palazzina Sertorio, l’alpe Sellery, il colle La Roussa. Dopo quaranta minuti a circa 1200 m di quota lasciamo lo sterrato per proseguire sul sentiero 414 alla nostra destra. In sei minuti raggiungiamo la baita diroccata di Prese d’Tista (1215m s.l.m.). Alla quota di 1235m (15’/61’) ad un bivio andiamo in direzione della palazzina Sertorio. Superiamo a quota 1350 m un altro paletto indicatore e poco oltre i ruderi della baita Prese Meinardo (20’/81’). Lasciamo la faggeta ed il sottobosco di rododendri giganti (50’/131’) per inoltrarci in pineta. A quota 1454m s.l.m. in località Pian Tolone raggiungiamo la Palazzina Sertorio (45’/176′) fatta costruire nel 1909 per attività venatoria dal Cavaliere Luchino Sertorio, proprietario delle cartiere di Coazze. Successivamente, distrutta da una valanga, venne ricostruita nello stesso luogo ma a proteggerla fu anche eretto un solido paravalanghe. Nel maggio del 1944 subii parziale distruzione a seguito dei colpi di mortaio ricevuti durante un cruento scontro tra reparti tedeschi e partigiani. Dopo la guerra fu oggetto di saltuari restauri, nel 1988 a seguito della crisi industriale che coinvolse la cartiera, la palazzina andò all’asta e venne acquistata dalla Comunità Montana della Val Sangone con l’obiettivo di trasformarla in Rifugio e Osservatorio per l’ambiente alpino. Dal 2010 terminati i lavori di restauro viene gestita come rifugio escursionistico. Proseguendo per circa quattrocento metri, superato il guado sul torrente Sangone, si perviene all’agro-silvi-pastorale (1460m s.l.m.) sulla quale continuando il cammino si vanno a superare l’Alpe Sellery inferiore (1553m s.l.m.) sulla destra, più avanti sulla sinistra si supera contornandolo il Truc del Fort, un modesto rilievo dove sulla sua sommità a quota 1684m si trovano i resti del Forte San Moritio,

edificato nel 1628 per ordine del Duca di Savoia Carlo Emanuele I e distrutto poi nel 1630 dalle truppe francesi durante la guerra tra Francia e Spagna per la successione del Marchesato del Monferrato. Oggi inghiottiti dalla cotica erbosa sono solo intuibili la stella dei trinceramenti e dei muretti a secco che componevano l’antica struttura. Proseguendo all’interno del parco naturale Orsiera – Rocciavrè raggiungiamo ai piedi del Colle della Roussa, collegamento tra la Val Sangone e la Val Chisone, in località l’Alpe Sellery superiore il Rifugio Fontana Mura (1726m s.l.m.) (36’/237′). Nei pressi si trova la sorgente del torrente Sangone dalla quale il rifugio prende il nome. Per il ritorno al punto di partenza optiamo per l’agro-silvo-pastorale un poco più lunga ma più agevole. Si raggiunge la Loja scura, un’impressionante salto roccioso nel quale il torrente precipita fragorosamente in una sottostante ribollente pozza (loja) scura. Ai ruderi della borgata Prese Dragone (1179m s.l.m.) giungiamo in cinquanta minuti (342′). Nonostante il diroccamento, la sua caratteristica ed il silenzio del luogo ci riporta al presepe, noi i personaggi. Ancora alcune centinaia di metri di sterrato per immetterci sulla strada SP192 per scendere in breve all’auto in sosta.
Cartografia: Fraternali 1: 25.000 Bassa Valle Susa n°04

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