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giovedì, Giugno 20, 2024

    Val Grande di Lanzo, il belvedere di Roci Fouieri

    Nelle Alpi Graie

     

    Raggiunto il comune di Ceres percorrendo la SP1, superata la stazione
    ferroviaria si prosegue salendo alla Piazza Europa: imboccata la Via
    Cantoira, seconda uscita a destra (la prima conduce alla chiesa
    parrocchiale), si procede fino in fondo dove al trivio, proseguendo
    dritti in Via Monsignore Filipello, si raggiunge il piazzale del cimitero
    dove è possibile parcheggiare l’auto. Camminando verso l’ingresso del
    cimitero alla destra, tra il basso muretto e la ringhiera in ferro, vi è
    il passaggio (segnalato) per imboccare il sentiero n°301A e scendere
    alla sottostante pista ciclopedonale che permette di percorrere in tutta
    tranquillità i sedici chilometri nella Val Grande di Lanzo che separano il
    comune di Ceres da Forno Alpi Graie, situato nel comune di Groscavallo,
    alle pendici delle Levanne. Sulla pista, risalendo la sponda destra del
    torrente Stura, si attraverseranno boschi, prati e radure sempre
    allietati dal costante mormorio dell’acqua nello scorrere a valle. Per
    una tranquilla giornata all’aria aperta, zaino in spalla con il
    necessario per la scampagnata, la presente escursione propone di percorrere con
    tutta calma il primo tratto della pista che raggiunge in circa tre
    chilometri i due ponti di Cantoira. Il tratto non presenta alcuna
    difficoltà a eccezione del sentiero iniziale che richiede attenzione
    per il suo fondo scalinato e irregolare. Per chi non ha passo sicuro si
    suggerisce, quando ancora in auto, anziché imboccare la Via Mons.
    Filipello, di deviare a destra sulla SP33. In fondo alla breve discesa sulla
    sinistra si trova l’inizio della ciclopedonale con relativa segnaletica
    (658m s.l.m.). Unico neo il poco spazio per parcheggiare. Sul cammino si
    supereranno le Case Chios (680m s.l.m.), Case Luminati (698m s.l.m.), Le
    Grange e alcune edicole votive. Non mancano tra la vegetazione brevi
    accessi alle acque cristalline del torrente. Giunti al primo ponte di
    Cantoira lo si attraversa lasciando la ciclopedonale  per salire a
    vagabondare nell’abitato risalendo la valle, alla ricerca delle dismesse
    fornaci per la calce, della casa-forte e di scorci suggestivi. Così
    facendo scopriremo in fondo alla Via Case Michiardi la piscina comunale,
    il parco giochi ed il secondo ponte, dove la ciclopedonale in
    precedenza lasciata) attraversa per portarsi sulla sponda sinistra e
    continuare il suo percorso verso l’inizio della valle.  Attraversato il
    ponte ritorniamo sulla ciclopedonale sulla sponda destra (760m s.l.m.) dove
    possiamo scegliere se fermarci lungo la riva per goderci l’ambiente,
    crogiolarsi al sole e dar fondo alle provviste o proseguire dritti sul
    sentiero per Santa Cristina (1350m s.l.m.) che diparte di fronte al
    ponte. In breve si giungerebbe al luogo dove è possibile ammirare il
    Dolmen del Rio Combin (cartelli indicatori), tipo di tomba megalitica
    preistorica a camera singola costituita da due o più piedritti
    verticali che sorreggono uno o più lastroni orizzontali. La costruzione
    era in origine ricoperta, protetta e sostenuta da un tumolo. Proseguendo
    lasceremo,  dopo aver superato circa novanta metri di dislivello, il
    sentiero principale per imboccare a destra  la deviazione indicata da
    freccia lignea per il belvedere panoramico di Roci Fouieri (850m
    s.l.m.). Il belvedere sorge su di un affioramento di roccia prasinitica
    che caratterizza il basamento del Monte Rosso  offrendo una visione
    panoramica su una interessante porzione mediana della Val Grande di
    Lanzo, sulla Rocca di Lities, sull’Uia di Bellavarda e sulla Cresta
    della Seitiva. Una gradita coccola è la presenza di una fresca fontana.
    Come per l’inizio del sentiero a Ceres, si sconsiglia a chi ha passo
    insicuro anche il tratto dal luogo del dolmen fino al belvedere per
    l’attenzione che richiede il suo fondo scalinato e irregolare.  Ridiscesi
    al ponte svoltiamo a destra sulla ciclopedonale per iniziare il rientro
    sul tratto ancora sconosciuto, che congiunge i due ponti, dove si
    possono vedere dei massi erratici e leggerne la descrizione sui pannelli
    presenti. Si conclude il rientro sul percorso del mattino.

    Cartografia: Fraternali 1:25.000 Valli di Lanzo n°08

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