L’Anello di Settimo Vittone, verso il Monte Guarda

Nell'Alto Canavese

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L’escursione si svolge sulle pendici soleggiate del versante orografico
sinistro della Dora Baltea. Il percorso di circa dieci chilometri, per un
dislivello poco più di ottocento metri, si snoda tra vigneti di uve
Nebbiolo dalle quali si ottiene l’apprezzato vino DOC “Carema”. Numerosi
sono i terrazzamenti dedicati all’ulivo. Prevalentemente il cammino è su
mulattiere lastricate in buona condizione. Percorrendo la strada
provinciale 460 giunti a Rivarolo si devia a destra sulla SP222 in
direzione Catellamonte. Prima del paese con un’altra svolta a destra ci
si  immette sulla SS565 per Ivrea  dove si prosegue sulla strada statale
26 della Valle d’Aosta fino ad entrare nel comune di Settimo Vittone.
All’altezza del numero civico 23, alla sinistra, si trova il Comando dei
Carabinieri dove, sulla piazzetta presente, è possibile parcheggiare.
Iniziamo il nostro cammino dirigendoci verso il centro del paese. Il suo
nome pare derivi dalla sua posizione situata nei pressi della settima
pietra miliare dell’antica via consolare romana che portava da Ivrea ad
Aosta. Superata a destra la chiesa di Sant’Andrea Apostolo proseguiamo
fino ad imboccare alla destra la via Castello. Seguendo il percorso in
salita e le edicole della Via Crucis incontriamo edattraversiamo la
SP72 raggiungendo la chiesa della Madonna delle Grazie. Continuando a
salire superiamo il Rio Calamia e in breve si ritorna sulla SP72.
Proseguendo sull’asfalto in direzione nord si superano la Case Crest,
poco oltre imbocchiamo una mulattiera che dalla strada scende alla
Frazione Cesnola, la superiamo lasciandola alla nostra sinistra.
Superato il Rio Sparavera si prosegue sulla mulattiera 852 raggiungendo
un pianoro controllato dai desolanti ruderi dell’ex castello dei Palma
di Cesnola, detto il Castelletto (402 m s.l.m.). Un sentierino alla
sinistra permette di visionare il risultato di secoli di abbandono.
Continuando sulla mulattiera superiamo le Case Panieglio (425 m s.l.m.)
proseguendo quasi in piano tra ingegnosi terrazzamenti viticoli
realizzati dall’uomo con molta fatica – quando escavatori e pale
meccaniche neanche sfioravano i pensieri -, innalzando argini formati da
muretti a secco sulla scoscesa roccia poi livellando le pendici con
lavori di scavo e con un successivo massiccio riporto di terra ottenendo
così fertili terrazze. Un’ulteriore astuta pensata suggeriva come
accessorio i caratteristici “topioni”, piloni tronco conici costruiti
con calce e pietra con il duplice scopo di sorreggere l’intelaiatura dei
pergolati e mitigare la temperatura notturna cedendo il calore
accumulato di giorno. Proseguendo scopriamo i resti di una fornace per
produrre in loco calce viva  dalla cottura del calcare. Raggiungiamo
Balma Gemma, Pisapolla e Tassonera (509 m s.l.m.) dove a un bivio è
possibile scendere a sinistra verso Senge. Lo ignoriamo andando dritti
in direzione nord per raggiungere il successivo bivio dove svoltiamo
decisamente a destra sulla mulattiera 854 che seguiremo oltre Panvoglio
(874 m s.l.m.) fino a immetterci su di una sterrata per poche decine di
metri lasciandola poi per il sentiero E5 che scende alle case Guarda
sup. (752 m s.l.m.) e  Guarda inf.  Da quest’ultime case diparte una
traccia di sentiero che permette di salire ai 744 m del Monte Guarda per
una panoramica veduta. Ritornati sulla E5 scendiamo alle Case Sparavera
sup. e inf. oltre alle quali a un bivio si devia a destra sulla
mulattiera E3 per raggiungere nel centro di Cesnola (314 m s.l.m.) la
chiesa di Sant’Agata e la piazzetta della caratteristica fontana con
vasca di raccolta ricavata da un unico blocco di pietra e dall’ingegnoso
leveraggio che permette di appendere il secchio da riempire e nel
contempo azionare il rubinetto della cannella. Lasciamo la piazzetta
seguendo le indicazioni della Via Franchigena che scendendo al piano
riporta in circa due chilometri al punto di partenza.

Cartografia: edizioni MU 1:20.000 Valle Dora Baltea Canavesana n°02

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