La notizia del momento è il ripristino dei vitalizi dei parlamentari, approvato in una notte, furtivamente e velocemente, segno che in Italia se si vuole le cose veloci si possono fare in fretta.

La prima obiezione che viene fuori è “ci sono tante altre priorità da gestire prima”, sì, vero, ma da qualcosa bisogna iniziare, si deve dare un segnale forte e tangibile di discontinuità, perché ogni mestiere o attività ha pari dignità e considerazione, ma i privilegi acquisiti così sono uno scandalo.

Il risparmio potrà essere significativo o meno, ma quello che conta è il segno che porti gradualmente ad una rivisitazione dell’apparato statale mal distribuito come numeri, con settori sovrabbondanti e “ripieni” di personale parcheggiato a vita in virtù di favori, voti di scambi e quant’altro, e settori quali ad esempio sanità e istruzione, in perenne collasso per mancanza di risorse.

Un apparato statale non si compone di soli parlamentari, pensiamo ai componenti dei vari ministeri, lo staff delle alte cariche dello stato, gli apparati regionali, delle città metropolitane e dei comuni che sovrabbondano di ruoli inutili e/o obsoleti.

Non si parla di licenziamenti, ma una ridistribuzione tramite spostamento di ruoli ed acquisizione di competenze, per andare a riempire i buchi in alcuni settori e svuotare i serbatoi insensati dei poltronifici.

Personale formato e preparato al netto dei ruoli specifici (perché non ci si può improvvisare medico o insegnante) può risolvere le criticità. Una macchina burocratica resa efficiente funziona meglio, le procedure si snelliscono, i costi si abbassano notevolmente e la popolazione che vede risparmio ed efficienza.

La vecchia politica è refrattaria a questi cambiamenti, a scapito del cittadino che si trova a pagare sempre più tasse per coprire le inefficienze ritrovandosi fra le mani lungaggini e disservizi.

La lotta del M5S è difficile ma deve partire da qui, per poi toccare tutti i settori dove lo spreco di denaro pubblico sta svuotando le casse dello stato e dei cittadini, già provati da anni di crisi e recentemente dal Covid.

Proprio nel periodo di lockdown si è provato sulla pelle delle persone le difficoltà della macchina stato nel gestire la situazione economica, il poco personale inadeguato incolpevolmente e gli ostacoli creati ad arte dalle opposizioni, vedi gestione Cig, che hanno criticato erroneamente (complici i media e la stampa che hanno fatto da grancassa) l’ inefficienza del governo.

L’ opposizione è la stessa che è scesa dalle nuvole quando la commissione ha ripristinato i vitalizi (effetto Scaiola … a mia insaputa …) ma è protagonista di questo colpo di mano, con gli altri partiti complici col loro silenzio.

Stendiamo poi veli pietosi nei confronti di chi ostacola il lavoro del governo con azioni e inazioni, per poi criticarlo apertamente tacciando di inefficienza.

Cambiando discorso e tornando alla nostra cittadina, un’amministrazione comunale che critica i cittadini che segnalano e criticano sui social network le “bruttezze” di Caselle, le strade rattoppate e perennemente disastrate, le situazioni di pericolo e di degrado, ecc… invece di segnalare agli uffici preposti ha ragione in parte, non serve facebook se non come sfogo ed elemento di discussione educata, serve la mail all’Urp, ma in un paese dove l’amministrazione comunale è efficiente, non si aspetta la segnalazione dei cittadini, ma si previene perlustrando ed agendo prima che la situazione degeneri. O no ?

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