La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza e i giovani non hanno bisogno di prediche, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo. Inoltre tendenzialmente i vecchi credono a tutto; gli uomini di mezza età sospettano di tutto; i giovani sanno tutto. Proprio così, e proprio due giovani militi, quando già stavo per gettare la spugna e riferire alla redazione che questo mese Cose Nostre sarebbe stato più povero perché mancava il pezzo della rubrica Croce Verde, mi sono venuti in soccorso. Grazie Micaela e Filiberto, che vediamo ritratti nella foto durante il reciproco aiuto alla vestizione, secondo i protocolli anti contagio da Covid19, altrimenti non avrei più avuto argomenti da trattare, perché il nostro “compagno di viaggio” ci ha rinchiusi, ha precluso le assistenze agli eventi sportivi, insomma ha relegato e rintanato i militi chiamandoli ad effettuare i servizi essenziali, che sono purtroppo anche quelli più rischiosi. Ecco allora pronto il suggerimento dei meravigliosi e vulcanici giovani: perché non parli delle difficoltà che abbiamo nel mantenere in vita il servizio della sezione a causa del Covid19? Certamente, bella idea. Sempre più vero, i giovani sanno tutto e sanno cogliere l’attimo fuggente. In più occasioni dei miei numerosi colloqui a vari livelli di Croce Verde Torino, registravo le difficoltà correlate alla esecuzione vera e propria dei servizi, nel senso della copertura dei turni da parte delle risorse umane: proprio quei militi volontari che sono i nostri sconosciuti angeli custodi. 365 giorni all’anno, giorno e notte, h 24 come si dice in gergo, loro ci sono e ci sono sul nostro territorio ormai da quasi mezzo secolo! Ora purtroppo il Covid19 si è trascinato dietro vuoti in termini di slanci volontaristici, qualche timore, qualche doveroso ripensamento, che ha coinvolto alcuni di loro come anche gli stessi aspiranti militi sono stati influenzati da tante parole, da tanto rumore. Alcuni militi in servizio, ma non per loro espressa scelta, bensì per vari motivi più che comprensibili, più che giustificabili, hanno richiesto il cosiddetto permesso di sospensione temporanea, previsto dal regolamento istitutivo dell’Ente. Si tratta di un permesso che viene concesso al milite che ne fa richiesta, affinché venga considerato temporaneamente esonerato dal servizio, quando obiettive condizioni di vita o di salute lo dimostrino. Come non rilasciare un permesso quando un milite – ancorché volontario – convive con genitori anziani, con mogli in stato di gravidanza oppure quando le aziende dove lavorano hanno espressamente invitato i propri dipendenti a soprassedere dal frequentare amicizie e situazioni a rischio contagio? Oppure anche più semplicemente quando un milite ha una condizione psicologica momentanea di timore ad affrontare il proprio turno, perché ormai tutti i servizi possono essere a rischio e quindi necessitano della massima attenzione e dell’osservanza dei ferrei protocolli in atto e mai dismessi dalla Croce Verde Torino. Dispositivi di tutela integrale su ogni intervento che parte dalla centrale operativa, quali quelli con pazienti aventi sintomi tipo febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Ma anche gli altri servizi, quelli in cui l’equipaggio viene chiamato in soccorso verso infortunati in strada o in luoghi pubblici sono potenzialmente a rischio, perché uno di quei pazienti soccorsi potrebbe essere positivo ed asintomantico. Da qui le defezioni comprensibili di alcuni militi. E con l’organico così ridotto, cosa hanno fatto quei giovani che ho citato sopra, ma non solo loro, anche molti altri? Loro si sono semplicemente resi disponibili e sono andati nelle squadre sotto organico e lì hanno prestato il loro aiuto. Dunque due turni, anche tre, in casi di emergenza la settimana. Questo è il vero motivo per cui chiedevo a gran voce non di premiare un singolo, bensì di premiare tutta la sezione di Borgaro-Caselle, con il titolo del Casellese dell’anno. Peccato che il sempre il nostro solito “compagno di viaggio”, non molto compagno ma subdolo antagonista, anche in questo caso non abbia guardato nessuno negli occhi e la decisione della Pro Loco – saggia seppure sofferta – è stata quella di sospendere per il 2020 l’assegnazione di questa gratificazione e di questa festa. Sarebbe stato l’unico riconoscimento, l’unico momento di festa, l’unico battimano che i militi tutti della Croce Verde Torino-sezione Borgaro/Caselle avrebbero avuto nel corso di un pesante anno. Non è una sconfitta, non è una dimenticanza, è semplicemente una temporanea sospensione di un avvenimento che, se fosse stato sancito e decretato, avrebbe permesso di vedere in una giornata di festa la riconoscenza della popolazione di Caselle e Borgaro verso uomini e donne giovani e meno giovani, per il loro servizio, per la loro dedizione, per il rischio a cui si sono sottoposti e tuttora si sottopongono. Se ne parla sempre troppo poco a livello dei media. Fa eccezione la nostra testata, che, fin dalla fondazione del giornale, ha sempre concesso spazi e fotografie che vogliono essere un corale grazie verso questa straordinaria parte della società che offre un modello di onestà e coerenza ai più giovani. Questo è uno degli esempi da dare ai giovani con il grazie a chi non si risparmia, anche adesso, soprattutto adesso.

La sezione di Borgaro-Caselle è sempre aperta e disponibile per informazioni tutte le sere dalle ore 20, la domenica e le festività tutto il giorno al telefono: 011.4501741, oppure contatto mail: borgarocaselle@croceverde.org

 

Mauro Giordano

Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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