Quasi ad augurare buona fortuna, oggi, mentre si organizzava la mostra sulle farfalle che sarà aperta in tutto aprile 2021 al castello di Pralormo, ho visto volteggiare una bella Atalanta ( avete presente la farfalla nera con le macchie rosse?) Si è posata guarda caso sulla mano di Giada Gaiotto che sarà impegnata in quella che doveva essere la manifestazione legata a Messer Tulipano 2020, nelle vesti di appassionata e pittrice di insetti, insieme agli studiosi Gianfranco Curletti e Leonardo Falletti. Il mostriciattolo, come sapete, si è divorato tutte le mostre e gli eventi, ma i tulipani spuntano, i lavori nel parco devono continuare e con una buona dose di ottimismo che sempre la contraddistingue, la contessa Consolata  Beraudo di Pralormo, ha deciso di partire comunque con l’organizzazione delle visite che permetteranno al pubblico, su prenotazione, di ammirare la magnificenza delle fioriture dei tulipani e la straordinaria bellezza delle farfalle. Non preoccupiamoci: possono entrare, vista la grandezza del Parco e delle corti del castello, fino a 3900 persone contemporaneamente e il servizio di ristorazione fornirà cestini da picnic che si potranno gustare al tavolo, ma anche nelle grandi radure del parco tra mughetti, muscari, tulipani e peonie. Niente classi e niente gruppi per quest’anno. Solerti addetti faranno mantenere le distanze di sicurezza!

Ma non pensiamo alle catene, pensiamo piuttosto alla libertà di entrare nel fantastico mondo delle farfalle! Potremo osservare, disposte in diorami scientificamente corretti le varie specie di farfalle o lepidotteri: divise a seconda dei territori d’origine e dell’habitat. Un posto speciale per le farfalle di Pralormo, le stesse del nostro territorio, che ritroveremo negli acquerelli di Dario Cornero, negli oli di Giada e nelle sue fotografie. Gianfranco Curletti ex direttore e ora curatore onorario del Museo di Carmagnola, allestirà uno spazio con l’attrezzatura dell’ appassionato “cacciatore” di farfalle e presenterà alcune curiosità che le riguardano. Scoprirete ad esempio che  le due farfalle bellissime, simili, gialle con striature nere, una con due specie di occhi rossi e blu, l’altra con due lunghe codine si chiamano Podalirio e Macaone, proprio come i due fratelli medici, citati nell’Iliade, che parteciparono alla guerra di Troia! E che dire della farfalla Macroglossum che sembra un colibrì e ci incanta con la sua capacità di starsene sospesa, battendo le ali 70 volte al secondo, mentre infila la lunga spiritromba nel ricettacolo dei fiori!? Bella anche la storia della Bramea del Vulture, scoperta nell’area del Vulture in Basilicata solo negli anni ‘60 e considerata un fossile vivente poiché è documentata la sua origine nel Miocene, ventisei milioni di anni fa! E ancora un cenno alla povera “testa di morto” Acheronthia atropos, che porta sul dorso il disegno di un teschio e che è spesso usata nei thriller come elemento macabro, ad esempio è proprio questa falena dalle abitudini notturne ad essere infilata nella bocca delle vittime come simbolo di trasformazione, nel famoso “Il silenzio degli innocenti”. Tra le nostre farfalle un posto …elevato lo occupa la Parnassius Apollo, quella bianca con macchie rosso arancio e nere che vediamo svolazzare in montagna e che è stata immortalata dal poeta Guido Gozzano. Potrebbe essere considerata-afferma Gianfranco Curletti – il simbolo della conservazione degli ambienti montani. Vivendo tra i 500 e i 2800 metri la larva neonata resta nell’uovo per svernare, poi come pupa resta sotto le pietre e infine in luglio- agosto sfarfalla e vola sui pendii soleggiati in cerca della compagna. Peccato che la sua bellezza …apollinea abbia attirato troppo i collezionisti, per cui anche questo è diventato fattore di rischio.
Nei diorami creati dentro grandi teche di vetro, sfavillano le farfalle più famose del mondo: Leonardo Falletti, collezionista entomologo,  le ha sistemate su rami e fiori per farne ammirare la bellezza. Ricordo l’emozione per averle viste volare vive e  libere in un grande “giardino delle farfalle “ vicino a Boston, ma so che anche in Italia cominciano a nascere “ case di farfalle”: a  Montegrotto Terme (Pd), Bordano(Ud), Milano Marittima (Ra), Collodi.
Le farfalle hanno un ruolo importante come impollinatori e occupano un ruolo fondamentale nella catena alimentare come preda di molti artropodi, rettili e uccelli. Sono preziose perché garantiscono il trasporto di polline favorendo l’impollinazione incrociata e garantendo il rimescolamento dei geni. Le piante traggono vantaggio da questo aumento della diversità genetica. Purtroppo il 71 % delle 576 specie di farfalle diurne europee è a rischio e il 60% di queste si trova in Italia, quindi abbiamo delle grosse ricchezze e anche forti responsabilità. Il discorso è vastissimo, ma un punto deve rimanere fondamentale: se spariscono gli insetti saremo noi a rischio d’estinzione. Due anni fa a Casalborgone ho visto un agricoltore trattare per ben 6 volte con insetticidi, spruzzati in alto dal trattore, una fila di noccioli. Noi quell’anno non abbiamo raccolto nocciole, perché lasciate al naturale erano state attaccate dalla cimice asiatica, lui sicuramente avrà avuto un buon raccolto… Quest’estate abbiamo notato però una diminuzione del numero delle farfalle, soprattutto non si è più vista l’apatura ilia, rarissima. Ci sarà qualche nesso? L’agricoltore era protetto da una tuta bianca ( ma fino a che punto sarà sicuro che non l’ha respirato anche lui?) Certo se si vive accanto ad un grande appassionato di insetti, non è difficile prestare loro la giusta attenzione; le cose piccole, insignificanti come peso e aggressività, restano  nascoste ai più. Le farfalle per lo meno si fanno notare per la loro bellezza. Giada Gaiotto che da molti anni è “cacciatrice fotografica” di farfalle soffre ogni volta che a fine stagione vengono a tagliare un prato che per gran parte dell’estate rimane allo stato brado, per cui è un susseguirsi di fioriture che colorano il prato ora di iperico e ranuncolo giallo, ora di trifoglio e centaurea lilla, di salvia di prato e veronica blu, di achillea e silene bianco, con graminacee che arrivano alla disseminagione ed erbe alte tra cui sentirsi …lillipuziani di Gulliver! E’ il regno delle farfalle: Giada non le insegue; per qualche strano motivo (tipo di pelle?)le si fermano sulle mani, si lasciano avvicinare mentre succhiano il nettare e lei può fotografare senza fretta. Le sue foto saranno esposte a Pralormo dove un filo invisibile traccia il percorso che unisce a lei la pittrice e appassionata naturalista, allevatrice di farfalle, Maria Sibylla Merian, nata nel 1647 a Francoforte sul Meno.
D’altra parte proprio in questi giorni lo hanno confermato su Nature: lasciare terreni allo stato brado servirebbe a garantire la sopravvivenza di moltissimi animali oltre alla biodiversità botanica.
Ho parlato di collezionismo. A qualcuno piace fermarsi solo all’aspetto critico, pensare agli insetti fissati in bell’ordine nelle teche può creare disagio, ma dobbiamo riflettere. “ Le collezioni che troviamo nei Musei non solo permettono cultura, ma sono indispensabili per lo studio delle specie: pensate che conosciamo circa un milione di insetti, ma  le ultime tecniche di ricerca con droni e passerelle mobili che corrono a decine di metri di altezza, nella fascia detta canopy  su giungle inesplorate hanno permesso di stimare la presenza di almeno 15 milioni di insetti!(ultimamente il  canopy tour è stato inserito nei viaggi turistici anche solo per gustare un’emozione …estrema)  Meglio riuscire a documentarli questi insetti, a descriverli prima che sia troppo tardi. Dovremmo aver capito, da un anno a questa parte, che dobbiamo imparare a vivere NON come se  fossimo i padroni del mondo, ma solo un piccolissimo insignificante componente. Ecco che non ci sembrerebbe più una esagerazione l’aver creato un corridoio ecologico di salvezza per la Zerynthia Polyxena, specie protetta, scoperta nell’area del cantiere della Tav: la popolazione di Zerynthia verrà aiutata a trasferirsi nelle zone vicine adatte al suo sviluppo!

Oltre a invitarvi : a visitare il parco di Pralormo nel mese di aprile rendendo merito al coraggio di Consolata visionaria castellana di Pralormo, a visitare il Museo di scienze naturali di Carmagnola e quello di Torino che finalmente riapre, a contattare Leonardo Falletti e Gianfranco Curletti per fare tutte le domande che volete,( tanto le spiegazioni fluiranno…) , a vedere le fotografie di farfalle di Giada Gaiotto e suoi dipinti (non sappiamo ancora se i colori covid permetteranno di portare a Pralormo alcuni esemplari degli insetti che alleva) , oltre a tutto questo vi chiedo semplicemente di imparare il nome delle più diffuse farfalle dei nostri prati!!!!

P.S. Utile…da Agronotizie 21 febbraio 2020
Un metodo  per difendere i noccioli dalla cimice asiatica alquanto rudimentale ma efficace è quello di installare nei pressi delle aree dove presumibilmente le cimici andranno a svernare (capannoni, magazzini aziendali…), all’inizio dell’autunno, dei pannelli in legno ricoperti di colla per topi e dotati di feromone. L’obiettivo è quello di intercettare gli esemplari che sono alla ricerca di un rifugio per trascorrere l’inverno.

Naz

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.