Nell’ultimo Consiglio Comunale vi è stato un breve scambio di battute molto interessante. Brevissimo, passato inosservato. Si è parlato di “competenze”; ci si chiedeva  se un politico, in questo caso un consigliere comunale, dovesse avere oppure no delle competenze specifiche, in qualsiasi ambito, dall’edilizia, ad esempio, all’economia, alla sanità. Il consigliere di maggioranza ha rivendicato con orgoglio la propria mancanza di competenza, ma solo la sua voglia di sedere tra quegli scranni a “fare politica”.
Viene pertanto da porsi qualche domanda più precisa.
Ci si chiede ad esempio perché molti, con grosse competenze, non vadano a impegnarsi per la propria città; la risposta è che probabilmente non hanno voglia di perdere tempo a discutere per ore con chi quelle competenze non si sogna nemmeno di averle, perché si sa, basta prendere voti e ti siedi in Consiglio. Ma a fare cosa?
E ci si spiega anche perché la nostra città vada così male. A forza di non avere gente competente, si fanno scelte soltanto dettate dall’umore del momento, e i risultati si vedono.
Ed  è per questo che molti competenti si sentono inadeguati al ruolo politico, in quanto, per citare B. Russell “Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono pieni di certezze, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi”. Poche volte si sente qualcuno rifiutare un incarico politico perché “non ha le competenze”. Anzi, il non averle viene visto come un vanto. Ne abbiamo sotto gli occhi degli esempi lampanti anche a livello nazionale.
Ecco perché bisogna cambiare nel nostro modo di vedere la politica, soprattutto locale, quella che è più vicina a noi. Competenza al primo posto. Non possiamo più permetterci altri passi falsi. Certo in campagna elettorale, come sempre, passeranno a offrirvi la pizza, o altro, in cambio del vostro voto. Ma davvero il futuro della nostra città vale come una pizza margherita? 5 euro?
Se il vostro voto vale per loro 5 euro, che valore attribuisce ciascuno di noi al voto espresso in cabina elettorale? Proviamo a pensarci: quante volte dobbiamo moltiplicare quei  5 euro per ottenere il reale valore del vostro voto?
Come il pessimo teatrino che abbiamo visto andare in scena sull’abbattimento del complesso Cit.
Sindaco e compagnia pensavano davvero di convincere gli inquilini ad abbandonare le loro case, solo sventolando davanti ai loro occhi le classiche e roboanti promesse?  O più semplicemente hanno sottovalutato, e di molto, gli inquilini del Cit. Questo è l’aspetto più triste e più brutto di tutta la vicenda. In ogni caso gli amministratori hanno preso una mazzata epocale. 109 voti contro 35 e tutti a casa.
Poi a inizio novembre vi è stata un’ulteriore riunione Cit/Comune di Caselle. Dalle voci che al momento trapelano (5 novembre) le Cit verranno ugualmente abbattute. Hanno fatto votare i cittadini, hanno parlato di democrazia e poi? Fanno come vogliono ai piani alti. Ecco quanto vale il voto dei cittadini se non è in linea con quanto vogliono fare.
Vigileremo ancora una volta a difesa dei cittadini, come sempre. La democrazia non può essere davvero questa. Attendiamo atti ufficiali.
Le domande che sorgono sono tuttavia molte. Qual è il vero interesse dietro a tutto ciò? Perché il terreno di via Madre Teresa fa così gola?
Di sicuro la vicenda è stata gestita malissimo dagli amministratori comunali, e qui ritorniamo al discorso delle competenze.

Dott. Andrea Fontana
Caselle Futura

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