In Italia quando si nomina il termine “banda” tutti hanno un’idea di cosa si tratta. Un insieme di personaggi spesso con i capelli bianchi, in divisa semi militare che suona strumenti fragorosi e accompagna parate o processioni o funerali con musiche ritmate e a volte un po’ stonate.

Ma la banda non è solo “quella” banda pur senza rinnegarne la nobile funzione. Grandi autori hanno scritto brani originali da suonare in concerto, spesso impegnativi per gli esecutori e per gli ascoltatori.

Andando indietro nel tempo, sembra lapalissiano, se si voleva sentire musica occorreva qualcuno che la suonasse. E sicuramente – salvo il caso della nobiltà e dell’alto clero – non c’erano soldi per ingaggiare musicisti professionisti. Radio, dischi, CD, DVD e MP3 erano ancora molto lontani da essere inventati.

Per questo nasce il termine “filarmonica” che quasi tutti i complessi bandistici hanno adottato. Filarmonica – come la sorella filodrammatica per il teatro – definisce un gruppo di persone che hanno una passione in comune, l’armonia ossia la musica. Vogliono mettere in pratica questa loro passione suonando insieme a livello amatoriale e vengono sostenuti da una comunità parrocchiale o cittadina – ricordiamo anche il termine “campanilismo” – che è disposta ad un aiuto per le spese -principalmente le divise e … il vino – in modo da poter godere della musica nelle feste comandate.

La frazione Ceretta di San Maurizio ha una banda dal 1867, con tutte le caratteristiche che dicevamo, compreso il campanile prospiciente la sede delle prove. L’unità d’Italia non era ancora completata e l’italiano era una lingua straniera, ma la Cerettese già suonava.

Mantenere attiva la banda in un territorio così piccolo richiede grandi sforzi organizzativi. E la parte più difficile è quella di trovare le nuove leve.

Come genitori vogliamo offrire la possibilità ai nostri ragazzi di scegliere tra tante alternative quindi perché non la musica? Oltretutto, anche se è meglio iniziare da piccoli, non esiste un’età limite per imparare (Ceretta ha ottimi esempi di “diversamente giovani”…). E molti adulti hanno suonato in qualche banda o complessino prima di essere assorbiti dalla vita professionale e dalla famiglia ed oggi rimpiangono di aver smesso.

La Filarmonica Cerettese è pronta ad accogliere tutti a braccia aperte, offre un ambiente sereno, non competitivo, con un maestro paziente ed innamorato dell’insegnamento. Il percorso di studi si articola su tre anni con lo studio del solfeggio, le lezioni individuali dello strumento scelto e la pratica di insieme (junior band). Sono possibili percorsi individualizzati per chi avesse già esperienza.

Solo pochi geni hanno imparato la musica da autodidatti, per un formare buon musicista ci vogliono ottimi maestri ed a Ceretta ci sono.

A partire dal mese di settembre la Filarmonica organizza presso la scuola elementare di Ceretta e presso la sede di Via della Parrocchia 38 alcune dimostrazioni pratiche dei vari strumenti.

Quindi che tu sia genitore o studente, lavoratore o pensionato puoi contattare il maestro Andrea Marchi al numero 340 703 7455 per informazioni e per combinare un incontro conoscitivo. Oppure puoi inviare una mail all’indirizzo della Filarmonica Cerettese: f.cerettese@gmail.com.

 
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Filarmonica Cerettese
Classe 1958, ex dirigente di azienda, torinese di nascita, ho una famiglia che unisce Sud e Nord, Italia ed Europa. Mi sono diplomato al liceo classico ed ho conseguito la laurea in Economia a Torino. In azienda mi sono occupato di controllo di gestione, amministrazione, personale. Ho lavorato oltre 15 anni in paesi esteri dirigendo piccole filiali del gruppo al quale ho dedicato tutta la mia carriera. Ho così avuto l’opportunità di avvicinarmi a lingue straniere e scoprire culture antichissime; ho provato a capire la gente di altri paesi vivendoci un po’ insieme ed ho imparato che quello che ci divide sono solo i preconcetti ma anche, troppo spesso, il peso della Storia. Una volta in pensione mi sono dedicato da una parte al volontariato, utilizzando le mie competenze a beneficio del terzo settore, dall’altro ho ripreso la passione per la musica che mi aveva sempre accompagnato, in verità senza grandi risultati. All’età della pensione ho iniziato a studiare e praticare uno strumento a fiato che mi ha permesso di introdurmi nel meraviglioso mondo delle bande musicali piemontesi. Per Cose Nostre scrivo della Filarmonica Cerettese ed in generale di temi relativi all’associazionismo musicale popolare.

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