Il pensiero, nell’età dei ragazzi

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Non ti porti a casa niente, sei tu che cambi. Proprio cosi, è quello che accade in questi mesi dove è entrato nella scena della sfera pubblica il pensiero dell’età dei ragazzi. Questo è un dato di fatto: i ragazzi hanno delle cose da dire e per farlo scendono in piazza.
Così, partendo da Greta, i giovani hanno evidenziato un problema, sono scesi in piazza tutti i venerdì con il Friday for Future e hanno messo sotto gli occhi di tutti un problema evidente, ma di cui nessuno se ne mai preso carico concretamente: il clima sta cambiando, se cambia il clima è a rischio il nostro pianeta.
E lì vi è stata da parte del popolo adulto una doppia reazione: da un lato una presa d’atto del problema e di riconoscimento del lavoro che i giovani stanno facendo mettendo in primo piano un tema importante; dall’altra la presa in giro, lo sbeffeggiare ragazzi che vanno in piazza solo per non andare a lezione.
Personalmente sono dalla parte dei giovani, ma a parte questo, che poco cambia, la migliore risposta alle provocazioni l’ha data un giovane che lavorando non poteva andare in piazza. Sostanzialmente diceva che anche se alcuni sono andati in strada per “baccagliare” o per saltare la scuola, torneranno con un qualcosa in più dentro e quindi sarà possibile che dalla prossima volta anche loro saranno contaminati dal vero senso dello sciopero.
Infatti, non ti porti a casa niente, ma sei tu che cambi.
Quanti di noi hanno cambiato abitudini di vita, con una maggiore attenzione all’ambiente, dopo che Greta e i giovani hanno sollevato il problema? Tanti. Già solo nell’utilizzo della plastica abbiamo cambiato abitudini: adesso in molti abbiamo una bottiglia riutilizzabile che riempiamo. Una piccola azione, ma che moltiplicata diventa un’onda, un’onda che entra dentro di noi, e che fa sì che gli scioperi dei Future for Friday siano una carta vincente perché silenziosamente, riescono a far passare il messaggio.
E così nella agenda politica è entrato nel dibattito il voto ai sedicenni, che potrebbe essere una rivoluzione, una rivoluzione anagrafica e sociale. Perché pensare che i giovani non abbiano niente da dire e nessuna idea fa solo emergere la paura verso chi ha le idee, si organizza, le manifesta e ha un coraggio che chi è adulto ha smarrito. Beata gioventù.

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