L’accesso al luogo dell’escursione lo raggiungiamo percorrendo le SP12 e SP3 per Cigliano, dove si passa sulla SP593 diretti a Cavaglià, poi raggiungiamo Biella con la SS143.
Seguendo le indicazioni per Andorno Micca attraversiamo la città diretti al ponte sul torrente Cervo.
Al di là del ponte risaliamo la sponda orografica sinistra del torrente percorrendo la SP100 per circa diciannove chilometri fino a Piedicavallo (1030m s.l.m.), ultimo paese in alta Valle Cervo, centro di soggiorno alle pendici meridionali del monte Cima della Soglia (1781m s.l.m.) raggruppato in un esiguo pianoro sulla sinistra del torrente.
Al bivio prima dell’abitato proseguiamo a sinistra fino al termine della circonvallazione dove lasceremo l’auto nel secondo capiente parcheggio posto in prossimità del Parco Ravere.
Seguendo il muraglione, alla sinistra del piazzale in direzione della valle, si trovano un servizio igienico e la scala scorciatoia per salire alla piazza Dal Cravi (delle capre), punto di partenza di alcune escursioni. La svolta è a sinistra sulla Via della Vecchia che al termine delle case immette sulla mulattiera identificata dal segnavia E50; il tempo indicativo riportato dalla segnaletica per raggiungere la nostra mèta è di circa due ore e trenta. A sinistra sulla via vi è una fontana dove è possibile rifornirsi di acqua.
La mulattiera inizia il suo percorso nella faggeta, superati i primi centotrenta metri circa di dislivello, ad un edicola votiva incontriamo alla sinistra il bivio per il vallone di Irogna ed il Colle del Lupo (2340m s.l.m.), sentiero E41 che, naturalmente, si ignora proseguendo dritti raggiungendo di lì a poco le case Rosei (1179m s.l.m.). Si attraversa il borgo passando a fianco della chiesetta dedicata a San Giovanni Battista, poi il percorso porta con un tratto di circa milletrecento metri, superati duecentotrenta metri di dislivello, al guado del Rio Cunetta e a ciò che rimane dell’alpe Casette (1410m s.l.m.).
Nei pressi, una deviazione alla destra immette sul sentiero E51 per gli alpeggi dell’Alpe Cunetta e dell’Ambruse. Rimanendo sul E50 si perviene ad un piccolo pianoro erboso dove si trovano i resti dell’Alpe la Vecchia inferiore (1710m s.l.m.), si prosegue oltre per l’Alpe omonima superiore a quota 1872m s.l.m., oggi Rifugio della Vecchia.
La trasformazione dell’alpe in rifugio ebbe luogo nel 1877-79 con fondi stanziati dal senatore Federico Rosazza nell’ambito della realizzazione della mulattiera per collegare Piedicavallo a Gaby nella Valle di Gressoney.
Le ultime modifiche e ricostruzioni furono eseguite nei periodi 1980-90 e 2010-13. È una tipica baita montana ristrutturata e trasformata in accogliente ricetto. La sua apertura stagionale con offerta di vitto e alloggio va da giugno a metà settembre.
Il rifugio situato sull’Alta Via Alpi Biellesi è posto-tappa sia per il trekking AVB che per la traversata al Monte Cresto (2546 m) o al rifugio Rivetti. In una decina di minuti, proseguendo sulla mulattiera pressoché in piano, si raggiunge il lago della Vecchia, situato a quota 1858m sotto le pareti del Monte Cresto, un grazioso bacino lacustre da dove nasce il torrente Cervo.
Prima del lago incontriamo un grosso masso dove sono incise le figure di una Vecchia e di un Orso, rappresentazione voluta dal senatore Rosazza a ricordo delle diverse leggende popolari dalle quali prese nome il lago.
Già in un racconto del IV secolo si narra che il fondo del lago è custode delle spoglie di una coppia che ai tempi delle persecuzioni ai cristiani trovarono rifugio in una grotta nei suoi pressi. Alla morte del diletto marito la donna ne affidò le spoglie al lago. In seguito, trovato nel bosco un orso ferito lo curò ed ammaestrò affezionandosi, vivendo in sua compagnia sino alla morte.
Il ritorno al Parco Ravere è sulla via del mattino.

Cartografia: IGC 1:50.000 Ivrea – Biella n°9

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.