A quei tempi si chiamavano “complessi”, ma qui Freud, per una volta, non c’entra. Poi, anche in questo caso, non si è potuto fare a meno che cedere alla tentazione di adottare un termine anglosassone: “band”, che suona indubbiamente più moderno e meno provinciale. Ma “complesso” era molto più bello: era nostrano e ruspante, ed esprimeva efficacemente le mille difficoltà che si incontrano nel tenere insieme un ensemble di musicisti, in mezzo a un mare di difficoltà.
Moltissimi sono stati i complessi attivi in zona fin dagli Anni Sessanta. Ma alcuni, i veri, eroici precursori, meritano un ricordo particolare. Pionieri assoluti del beat “da Borgaro in su” furono i Bolds, nati nel lontano 1962 intorno alla figura di Gianni Mantovani,

conosciutissimo (ancora oggi) coiffeur casellese. Il gruppo ottenne un notevole successo nel territorio del Ciriacese e del Canavese, ed ebbe il grande merito di far conoscere la neonata musica beat anche nella più spersa provincia, fino ai piedi delle Alpi: da Catalano, a Lanzo, dove si ballava la domenica pomeriggio, alla Pace di Balangero e poi a Ciriè da Saracco, gestito all’epoca dalla famiglia Baima, e alla Lucciola, storico e quasi leggendario dancing ciriacese ideato niente meno che dal pittore futurista e caricaturista Alvaro Corghi, grande appassionato di ballo. A quel tempo, racconta uno dei componenti del gruppo nell’opuscolo allegato alla musicassetta “Ricordi?”, pubblicata in poche copie per gli amici negli anni Novanta, “ci incontravamo a casa di uno di noi e cantavamo le canzoni dei gruppi inglesi, leggendo i testi pubblicati su TV Sorrisi e Canzoni.”


Ma è proprio Gianni Mantovani a ricordare la nascita dei Bolds: “All’inizio degli Anni Sessanta facevo l’apprendista a Caselle, da Rino el barbè. Ricordo che un giorno, con la Vespa, venne al negozio Ezio, un chitarrista di Ceretta, dicendomi che stava cercando elementi per un complesso e io gli feci il nome di un mio amico batterista. Nacque così la prima formazione, il cui nome, in inglese, significava pressappoco “Le chitarre tonanti”. Ma nessuno di loro osava cantare e il repertorio si limitava a brani strumentali. In seguito entrai io come cantante e nacquero così i “Bolds”. Fummo i primi nella zona a far conoscere la musica beat, che si cominciava ad ascoltare alla radio. Il concerto di esordio, nel 1962, in una saletta al primo piano della Società Operaia di Ciriè, fu un grande successo. In seguito venimmo scritturati da Saracco, una sala da ballo che si trovava accanto alla stazione, dove oggi sorge l’attuale pizzeria. Qui suonavamo la domenica pomeriggio e la domenica sera, dalle nove a mezzanotte. Nella zona avevamo i nostri fans e capitava persino di firmare qualche autografo. Non esistendo ancora i dj, i complessi erano molto richiesti nei dancing e c’erano buone opportunità di guadagno per chi suonava. Noi comunque lavoravamo tutti, tranne Costanzo, il chitarrista, che frequentava il Politecnico. Era molto dura per tutti lavorare, studiare, fare le prove, ma la passione per la musica faceva superare qualsiasi ostacolo.”


Dal 2008 i Bolds sono tornati a calcare le scene con una nuova formazione e con il nome di Fuoridalmondo, con un’intensa attività live, che li ha portati, tra l’altro, ad aprire i concerti di alcune leggende della musica beat e pop come i Dik Dik e Le Orme. Degli antichi Bolds rimanevano il cantante Gianni Mantovani, il bassista Ezio Molinar, il batterista Livio Bonicatto detto Gegè, che recentemente è stato sostituito da Felice Bruno. A completare la formazione, Guido Aghem alle tastiere, Roby Barbero alla chitarra e Mauro Garino alla chitarra e al mandolino.
Tra i fan del complesso non troviamo soltanto coetanei dei componenti del gruppo, ma anche molti giovani che apprezzano la loro musica. Ricordo, in particolare, una manifestazione dal titolo “Beat Festival” che organizzammo al Taurus di Ciriè nel 2011, dedicata alla “scuola rock delle Valli di Lanzo”. L’evento prevedeva una serie di esibizioni di gruppi locali, da quelli storici fino alle nuovissime leve, per raccontare come si era sviluppata nel corso dei decenni la musica nel nostro territorio. Toccava proprio ai Fuoridalmondo aprire l’evento e ricordo bene la loro perplessità prima di salire sul palco, vista la folla di giovanissimi che riempiva la sala. Ma le cose andarono diversamente e l’esibizione fu un vero successo, perché il pubblico apprezzò moltissimo la genuinità e la fedeltà dei suoni, dei cori e degli arrangiamenti con cui il complesso riproponeva alcune pietre miliari da cui si è sviluppata tutta la musica degli ultimi decenni.

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