L’Uomo di Zero è un’opera rock ecologista ante litteram composta nel
1972 dal musicista casellese Lino Pastore. L’opera venne presentata per
la prima volta al Raduno Pop al campo sportivo di Caselle, che andò in
scena il 7 luglio 1973. Insieme all’Opera dello Spazio di Pastore, si
esibirono alcuni fra i migliori musicisti progressive torinesi
dell’epoca: Living Life, Walter Negri, Dedalus. Un po’ di numeri fa
è stato proprio Lino Pastore, che fu uno dei protagonisti e organizzatori
di quell’evento, a raccontarci il contesto giovanile casellese di quegli
anni da cui nacque quell’importante festival.
“L’Uomo di Zero” venne rielaborato in seguito con un taglio più
progressive per l’Assoluto Naturale, formazione che partecipò nel 1976
ad un concorso nazionale promosso dalla rivista musicale Ciao 2001 all’
Altro Mondo di Rimini. Una rassegna senza spettatori ma importantissima:
il pubblico era costituito esclusivamente da
addetti ai lavori: giornalisti, musicisti, manager in cerca di nuovi
talenti. Un centinaio i partecipanti ma per l’Assoluto Naturale fu un
trionfo; arrivarono primi, fra i complimenti entusiasti di gente come
Francesco de Gregori e Carlo Massarini. L’Assoluto Naturale sembrava
proiettato verso l’olimpo della musica italiana: venne ingaggiato da un
importante produttore che li scrittura per un tour insieme a Roberto
Vecchioni e i Gatti di Vicolo
Miracoli. Ma le cose non andarono come sperato: Beppe, il batterista,
dovette smettere per problemi familiari e alcuni dissidi interni alla
band portarono allo scioglimento, proprio nel momento decisivo. E così
L’Uomo di Zero cadde nel dimenticatoio per diversi decenni.
Ora l’opera originale viene presentata in un album digitale sulla
piattaforma Bandcamp, in una nuova formazione che vede la partecipazione
di Dario Bruna alla batteria, Jonny Martina al basso e Luigi Bairo alla
seconda chitarra, con una registrazione effettuata in presa diretta, per
mantenere il più possibile intatto l’impatto live della band.
All’indirizzo https://assolutonaturale.bandcamp.com il disco può essere
ascoltato e scaricato gratuitamente insieme ad un booklet digitale, che
oltre alla storia del gruppo e ai testi, riporta diverse immagini, i
disegni originali e la storia dell’alieno disceso dal pianeta Zero sulla
Terra nel vano tentativo di avvisare l’umanità della fine imminente
verso cui si è incamminata.
L’Uomo di Zero verrà presentato dal vivo a Caselle il prossimo 3 Settembre
nella tensostruttura del Prato della Fiera, nell’ambito degli eventi
organizzati per festeggiare i 50 anni del giornale Cose Nostre.
In quell’occasione l’opera verrà proposta in una nuovissima versione
rielaborata e ampliata, con l’inserimento di Giorgio Baudino alla terza
chitarra elettrica. Lo spettacolo verrà realizzato in collaborazione con
il CLG Ensemble diretto dal batterista e musicoterapeuta Dario Bruna. La
cooperativa sociale CLGEnsemble è un’eccellenza tutta piemontese: un
centro diurno per disabili psicofisici, che ha realizzato esperienze
uniche in Italia, dimostrando come integrazione e produzione artistica
di alto livello non siano concetti inconciliabili. Un progetto al quale
partecipano ospiti con deficit intellettivo medio-grave, con una
svariata proposta di laboratori che vanno dall’improvvisazione musicale,
alla costruzione di macchine sonore, ad attività finalizzate a
trasformare il prodotto dell’orto in alimento da cucina, alla
realizzazione di Giardini Sonori, come quello creato in via delle Querce
alla Falchera. Nei loro spettacoli, gli ospiti del centro hanno
interagito con musicisti professionisti di fama, creando eventi
assolutamente unici. Nei loro spettacoli si sono esibiti con artisti
come Paolo Spaccamonti, Fabrizio Modonese Palumbo, Paolo Rigotto,
Giorgio Li Calzi, Paolo Della Piana, Federico Marchesano, Ramon Moro,
Han Bennink.

Autore, giornalista e musicista. Ha pubblicato libri dedicati alla “cultura della bicicletta”, resoconti di viaggio, testi di argomento pedagogico, di narrativa per ragazzi e di storia locale. Ha scritto di musica per il settimanale Il Risveglio ed è autore per la rivista Canavèis.

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