Nel corso della sua storia la bicicletta non è stata solo un mezzo di trasporto e uno strumento sportivo, ma ha catalizzato l’interesse di poeti, filosofi e mistici. Ecco due poesie che cantano la dueruote nei suoi aspetti più spirituali, quasi uno strumento di meditazione e di consapevolezza.
La prima è un canto dei Baul, i “Folli di Dio”, cantori mistici itineranti, le cui origini si perdono nel Medioevo indiano. Pur dichiarandosi induisti, i Baul non riconoscono il sistema delle caste, professano la parità di tutte le fedi religiose, sostenendo che la divinità è racchiusa nel cuore di ogni uomo. Sono stati riscoperti dal poeta indiano Rabindranath Tagore, che ha riconosciuto nei loro testi uno dei vertici letterari della civiltà e della spiritualità indiana. I Baul si spostano di solito in bicicletta, utilizzano strumenti musicali costruiti da loro stessi ed eseguono brani in cui l’improvvisazione riveste un ruolo determinante.

La seconda è una poesia di Gianni Milano, poeta e pedagogista torinese nato nel 1938, che è stato uno dei fondatori e dei principali esponenti del movimento beat in Italia. Come insegnante elementare, Gianni Milano ha realizzato importanti e innovative esperienze didattiche nel Ciriacese, basate anche sull’utilizzo quotidiano a scuola della bicicletta.

Canto della confraternita mistica bengalese dei Baul

…Muoviti in avanti
Mettendo un piede sul pedale
Tutti i rituali svaniranno
Tieni la visione davanti a te
Tieni fermo il manubrio.
Stai ben seduta sul sellino, o mente
Mantieni l’equilibrio
Inspira, trattieni il respiro
Senza guardare né a destra né a sinistra
Pedala recitando il tuo mantra.
Cerca delle buone strade
Lasciati alle spalle tutti i pensieri inutili.
Per diventare un Maestro
Devi fare un giro in bicicletta!

Sali leggero sulla sella, Sali,
e svuota la tua anima d’oggetti,
che trascinano al basso, al radicare.

Rimani come foglia che sospinta
sia dal vento amico e senza peso,
nell’universo amico che t’avvolge.

Sali leggero sulla sella, Sali,
e pedala con metodo costante,
quasi sgranando rosari in devozione.

La ruota emette un suono ch’è preghiera,
e benedice ad ogni giro il tempo
dell’acquisito vuoto di pensiero.

Meditazione è il volgere del viaggio
senza traguardi e senza mete alcune,
accolto da invisibili segnali.

Gira la ruota gira e batte il cuore,
in sintonia con quel che vive e muore,
Sali leggero sulla sella, Sali,

e pellegrino ascolta il tuo fiatare,
ch’è insieme della terra e anche del mare.
La bicicletta non ti sa tradire,

ma sodale al patire dei tuoi giorni
non aggredisce, non distrugge o inquina:
t’offre la libertà come in vetrina.

Su questo geroglifico ambulante
gioca le carte e parti in un istante:
sii mistero nel vortice dei giorni,

muovi le gambe a ritmo e in armonia,
senza rancori né grettezze amare.
Prendi la bicicletta e così sia!

Gianni Milano

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