Passato, presente e futuro.

Questa potrebbe essere la sintesi perfetta della ditta EdiLevra, ma merita ben più questa azienda artigiana che non una sintesi di tre parole.

Sfogliando il sito istituzionale non può, non saltare all’occhio, la storicità del marchio e del lavoro della famiglia Levra. Sul nostro territorio è a Caselle fin dal 1932.

Insomma, entrare nell’olimpo dell’ultimo decennio per il compimento del centenario di fondazione non è traguardo da poco. Il tempo è il miglior galantuomo, e solo dei galantuomini come lo sono il Geometra Giorgio Levra e i suoi figli Claudio e Roberto, restano all’onore del modo anche dopo 90 anni di attività seria, professionale, competitiva e sempre all’avanguardia della tecnologia.

Ci offre l’occasione di parlare della EdiLevra anche un importante incarico che Claudio Levra ha da poco assunto in ambito della C.N.A.- Confederazione Nazionale dell’Artigianato.

Claudio è stato eletto Presidente della Sede Territoriale di Ciriè, che ha competenze su una vastità di comuni a partire da Borgaro e fino ad Ala di Stura, comprendendo anche la valle di Viù.

Dunque più che mai passato, presente e futuro.

Ci siamo incontrati in ditta con i due titolari Claudio e Roberto, non senza la presenza del papà Giorgio.

Proprio a quest’ultimo iniziamo a chiedere che tipo di azienda abbia rilevato da suo papà.

“Mio papà era un costruttore di edilizia generale e lavorava molto sul territorio di Borgaro e Caselle. Molte case di queste due città le ha costruite mio papà.

In quel tempo era stato abilitato alla firma sui calcoli di cemento armato dal Politecnico di Torino, e per allora era un grande prestigio.”

– Adesso che il testimone è passato ai figli Claudio e Roberto, come si è trasformata l’azienda? –

Ci risponde Claudio dicendo che: “L’azienda si è dovuta trasformare, o meglio, adattare. Siamo entrati da tempo in un periodo di crisi per il settore edile. Nel settore privato EdiLevra ha dovuto pensare ad una ottica di edilizia sostenibile, mentre nel settore pubblico ci siamo dovuti attrezzare con una informatizzazione di tutti i sistemi aziendali. Abbiamo anche ottenuto la certificazione SOA, certificazione indispensabile e prestigiosa per lavorare con il pubblico.”

– Di cosa vi occupate prevalentemente? –

Diciamo che abbracciamo l’edilizia a 360 gradi: dall’edilizia industriale con la costruzione e manutenzione di edifici produttivi, all’edilizia civile, con la costruzione e manutenzione di civili abitazioni.”

– Proprio dal vostro sito abbiamo rilevato un vostro grande investimento in macchinari e attrezzature. –

”Sì, è così.  Abbiamo costantemente investito nel parco macchine, siamo arrivati ad avere macchinari innovativi, piccoli, medi e grandi, quindi con grande sensibilità operativa. In questo modo non dobbiamo dipendere da nessun noleggiatore.”

– La vostra vocazione è anche quella di eseguire opere relative al trattamento delle acque, campo questo oggi molto sentito sul piano dell’inquinamento.

In cosa consistono queste opere?-

“Sì, da tempo realizziamo impianti di questo tipo. Si tratta di impianti di depurazione di acque grigie e nere di edifici, realizzati dove non c’è la possibilità di allacciarsi alla rete di smaltimento pubblica. Costruiamo quindi dei serbatoi con particolari attrezzature; le acque che gli arrivano vengono poi rilasciate con un grado di purezza che consente loro di essere immesse nel terreno senza inquinare.”

– La nostra memoria ci porta anche a molti e particolareggiati studi che papà Giorgio aveva svolto relativamente alle esondazioni del torrente Stura, in Borgata Francia. Ben sappiamo che gli esili argini del torrente fossero un pericolo per Caselle e la sua borgata, allo stato attuale vi occupate ancora di questo fenomeno? –

A questa domanda papà Giorgio si illumina, e ci mostra un corposo carteggio archiviato al quale ha dedicato tanto tempo e tante energie, che aveva speso proprio per trattare l’argomento. Ci ricorda anche che Cose Nostre dell’epoca aveva pubblicato a piene pagine quegli studi, inviati anche al “Magistrato del Po” ora “Autorità di bacino”. Con il successivo coinvolgimento del competente Ministero, si era arrivati arrivati al traguardo con gli attuali lavori in corso, che, precisa: “Non li facciamo noi”, ma andrò a controllare che siano fatti bene”, prosegue scherzando.

– Parliamo dell’incarico di Presidente della CNA al quale è stato chiamato Claudio da poco tempo, quale è il suo programma? –

“Sono stato da poco riconfermato Presidente della sede territoriale di Ciriè e ne sono felice: c’è molto da fare per questa categoria di lavoratori. Sicuramente dovremo portare avanti nei tavoli opportuni il problema della carenza di liquidità degli artigiani. Dobbiamo continuare ad andare nella direzione di chiedere di spalmare in un tempo medio lungo il carico fiscale che gli stessi dovranno sostenere nei prossimi mesi. Solo così potremo scongiurare ulteriori chiusure. Parallelamente dovremo seguire molto da vicino con le amministrazioni locali: come verranno investiti i grossi finanziamenti che nei prossimi mesi arriveranno dall’Europa, affinché vengano creati investimenti e progetti che abbiano una effettiva ricaduta sul tessuto lavorativo locale. Infine, dovremo pensare di incentivare il turismo nelle nostre valli per riuscire a sfruttare a pieno l’imminente stagione estiva.”

Nel progresso economico si sono sempre visti due tipi di imprese: quelle che cambiano e quelle che scompaiono.

EdiLevra, fa parte delle imprese che hanno saputo cambiare, trasformarsi, progredire. Bravi.

Buona e lunga vita, Edillevra.

 

 

Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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