Caro Direttore,
tutti conoscono i fatti legati alla brutale uccisione di Massimo Melis, il milite della Croce Verde di Torino assassinato con un colpo alla tempia. Si sa anche che il giorno dei funerali una folla impressionante, costituita da semplici cittadini e da una rappresentanza di tutti i militi della Croce Verde Torino ha partecipato alle esequie, al termine delle quali un amico mi ha avvicinato, e con le lacrime agli occhi mi ha confidato come durante la celebrazione abbia collegato la morte di Massimo Melis con la vicenda del “milite ignoto”, trattata dal bellissimo docu-film andato in onda sulla Rai, proprio il giorno della sua morte.
Nel film si poneva in evidenza il coraggio e la caparbietà della mamma del “milite ignoto”, che aveva perso il proprio figlio; viceversa nei fatti dei nostri giorni, si tratta di un milite certamente non ignoto, bensì conosciuto da tanti, tantissimi cittadini: anche lui ha lasciato una madre, con la quale viveva, completamente sola.
Massimo operava in Croce Verde Torino, prima come volontario poi come dipendente, da oltre venticinque anni e veniva spesso comandato di servizio proprio nella nostra sezione di Borgaro-Caselle.
Quanti servizi Massimo ha svolto nei mesi di massima diffusione della pandemia e quante volte è stato nelle nostre case, irriconoscibile “palombaro” a prelevare ammalati di Covid!
Ecco, caro Direttore, queste poche righe per correlare due morti assurde: quella dovuta alla Grande Guerra, quella del nostro milite Massimo Melis.
Due madri unite in un dolore immenso.
Due martiri accomunati da altruismo e dedizione per il prossimo.
La morte di Massimo non resterà vana, è riuscito a riunire in un dolore composto, associazioni, stendardi e divise di colori diversi, uomini e donne dalle idee più diverse, per ricordarci che alla fine stiamo percorrendo tutti la medesima strada.
Peccato che troppi di noi si scorderanno presto, troppo presto di questi meravigliosi esempi di vita, cui era doveroso dedicare questa riflessione, che desidero, attraverso te, caro Direttore, portare a conoscenza dei tanti nostri affezionati lettori.
Con immutato affetto e la consueta stima verso la tua persona.

Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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