Sugli spalti rocciosi al margine meridionale del ghiacciaio del Morion, all’estremo della ramificazione che dal fianco del crinale della testa del Rutor (3486m s.l.m.) scende ad est verso il villaggio di Valgrisenche raggiungiamo il Rifugio degli Angeli del Morion. La presenza di un rifugio a quota 2916m risale al 1937 quando un ex ricovero militare fu trasformato in meta per escursioni e base per ascensioni e traversate. Il rifugio fu allora dedicato a Clea Scavarda, alpinista torinese travolta da una slavina in alta Val Grisenche. Purtroppo nel 1990 il rifugio venne completamente distrutto da un incendio, spegnendo la giovane vita di una ragazza milanese rimasta imprigionata al suo interno. Trascorsero tredici anni, il vento ne disperse la ceneri ma nel frattempo maturarono pensieri, si fecero progetti e finalmente nel 2003 ebbe inizio la ristrutturazione. Un moderno, confortevole edificio dotato di oltre cinquanta posti letto, locale invernale, servizi igienici e docce, cucine e ampio salone pranzo si materializza. È stato interamente costruito dai giovani ragazzi dell’Operazione Mato Grosso (OMG) che lodevolmente hanno sopportato enormi fatiche sia nel trasportare in quota tonnellate di materiali a spalla sia per la realizzazione dell’opera edilizia. Già dalla sua inaugurazione avvenuta nel 2006 un gruppo di quaranta volontari ha preso a gestire a turno il rifugio nel periodo metà giugno – metà settembre. I proventi della gestione vanno interamente a sostegno di progetti di volontariato in America Latina. L’OMG è costituita da un gruppo di volontari nato nel 1967 in Val Formazza (Domodossola). Il gruppo guidato dal salesiano padre Ugo de Censi è rivolto principalmente ai giovani ai quali è proposto di impegnarsi per i più poveri. I ragazzi, riuniti e organizzati in Italia in centotrenta gruppi, si dedicano oltre che alla ristrutturazione e gestione dei rifugi anche all’agricoltura, alla pulizia di sentieri e boschi, al taglio della legna, alla raccolta frutta, alla vendemmia, allo svuotamento delle cantine, alla raccolta dei ferri vecchi, tinteggiature, ecc. Con il ricavato di questo loro lavoro gratuito che svolgono nel tempo libero e nelle vacanze, sostengono le opere dell’OMG, opere che impegnano quattrocento volontari in servizi educativi, sociali, sanitari e servizi di assistenza all’infanzia in oltre ottanta comunità povere e isolate in Bolivia, Ecuador, Brasile e Perù. Per raggiungere il rifugio risaliamo il corso della Dora Baltea fino ad Aosta, poi direzione Courmayeur fino ad Arvier, svoltiamo quindi a sinistra per Valgrisenche dove, all’uscita dell’abitato, seguiamo la strada che salendo a destra sovrasta il lago di Beauregard. Raggiungiamo Bonne (1810m s.l.m.) e, lasciata l’auto, iniziamo l’escursione incamminandoci lungo la strada che conduce a Usellieres. Dopo circa mezzo chilometro, al primo bivio imbocchiamo alla destra la strada poderale che superati numerosi tornanti esce dal bosco per salire ai pascoli di Meillares (2198m s.l.m.) e ai casolari dell’Arp Vieille (2200m s.l.m.) (70′). In questo tratto è possibile avvistare lassù in alto il rifugio che vigile come un camoscio segue attento i nostri passi . Appena prima delle costruzioni di Vieille si lascia la poderale per il sentiero che sale alla sinistra. A circa 2400 m di quota si passa nei pressi di una vetusta costruzione militare poi, addentrandoci nella conca, risaliamo pietraie, detriti, superiamo un tardo nevaio che è quasi sempre presente sul colletto oltre al quale, subito dietro su di una balconata sorge il rifugio (95’/165′). Splendido il panorama della montagne valdostane, il Grand Combin, il Cervino, il massiccio del Rosa, il Gran Paradiso, la Gran Sassiere. Pochi metri più in basso i laghetti glaciali di Morion. Il ritorno è sul percorso dell’andata.
Cartografia IGC 1:50.000 Parco Nazionale del Gran Paradiso

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