I due minibus del servizio Provibus

Era il 18 ottobre 2010. Partiva a San Maurizio e in nove comuni limitrofi un nuovo servizio di trasporto pubblico, supportato economicamente dall’allora Provincia di Torino. Il servizio, a carattere sperimentale, intendeva venire incontro alle esigenze di mobilità di cittadini sfavoriti per il fatto di abitare in frazioni isolate, non interessate dal passaggio di treni e autobus di linea. Il progetto, battezzato Provibus, prevede punti di raccolta dislocati in maniera capillare sul territorio. Chi ha bisogno del servizio, attivo dal lunedì al venerdì nelle fasce orarie 8,30-12,30 e 14,30-17,30, lo prenota il giorno prima, telefonando al numero verde 800 049 629, e concorda con l’operatore orario e punto di salita e discesa. Praticamente, una via di mezzo fra un bus e un taxi, ma col vantaggio di tariffe abbordabili: ogni viaggio costa, a seconda del tragitto, da 1,60 a 2,80 euro, ulteriormente abbattibili se si acquista l’abbonamento a 20 corse. Il servizio viene svolto da due minibus della ditta Furno Viaggi, appaltatrice del servizio. Il Profibus, anche se non troppo pubblicizzato come merita, tanto che molti cittadini non ne conoscono tuttora l’esistenza, ha incontrato in questi anni un forte gradimento soprattutto da parte delle fasce “deboli” (anziani, disabili, persone prive di patente o di auto privata). Così scrive, ai giornali, la signora Carla Bugè pochi mesi dopo l’entrata in esercizio del Provibus: “Desidero far sentire la mia voce e quella di un gruppo di donne anziane che come me abitano nelle frazioni interne di San Maurizio. Per anni e anni siamo state prigioniere nel deserto delle nostre frazioni perché non siamo in grado di guidare e perché la stazione bus è troppo lontana e disagevole per noi, pertanto abbiamo dovuto rassegnarci a restare intrappolate in quel recinto isolato, privandoci del semplice ma lecito piacere di un acquisto al mercato principale, di una cioccolata calda al bar del paese, di una passeggiata gioiosa fra le vetrine di Natale o di una visita a una persona cara, anch’essa impossibilitata come noi a far tanta strada a piedi. Poi un giorno, proprio come avviene nelle fiabe, è arrivata “una carrozza magica” a strappare dalla prigionia obbligata tutte le persone come me, che nella ripetizione esasperante di un quotidiano senza contatti esterni, avevano ormai perduto ogni speranza di riuscire a varcare quei confini angusti dove c’era solo la tristezza a farci compagnia. Quella “carrozza fatata” si chiama Provibus”.

Il posto centrale per la gestione delle chiamate

“L’apprezzamento del servizio e la soddisfazione della clientela – ci raccontano negli uffici della ditta Furno a San Carlo Canavese, dove è installata la postazione centrale che riceve le chiamate e gestisce gli spostamenti dei due bus dedicati – sono anche legate al rapporto umano che si è creato fra operatori e utilizzatori del servizio, dato che l’80% delle chiamate arriva da clienti fidelizzati”.

Questi i numeri attuali del Provibus riferiti dalla ditta Furno: 450 i km di percorrenza quotidiana, con una media di 40-50 utilizzatori; nell’anno scorso, il 2021, si sono avuti 10291 passeggeri, circa 100.000 i km percorsi. Dodici i comuni del Ciriacese coperti, con una cinquantina di fermate attive. Nelle fermate della frazione Malanghero, è inoltre possibile l’interscambio con Me Bus, l’analogo servizio attivo nel territorio da Caselle a Settimo e Chivasso.

Attilio Dughera

“Questi numeri potrebbero essere ulteriormente incrementati – riferisce Attilio Dughera, referente per la Mobilità dell’Associazione Fonte Viva e recente relatore della Commissione Nuove Opportunità – se, come noi chiediamo alla Città Metropolitana, il servizio del Provibus verrà ampliato come orario oltre le 17, 30, esteso anche al sabato e pubblicizzato, perché molti sanmauriziesi ancora adesso dopo dieci anni non ne conoscono l’esistenza. Inoltre, noi come Fonte Viva crediamo fortemente nella necessità del potenziamento dell’interscambio fra Servizio Ferroviario Metropolitano, piste ciclabili del progetto VeLa e Provibus. L’intermodalità fra questi mezzi avrebbe il suo naturale punto focale nella stazione ferroviaria di san Maurizio, l’unica dotata di un ampio comodo parcheggio.  Altro possibile polo di espansione del servizio deve essere l’area industriale di Pista, vicino all’aeroporto, dove lavorano 240 addetti e dove l’esigenza di una mobilità sostenibile è forte, come emerso in un recente incontro di Fonte Viva con gli imprenditori”.

 

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