Tre le liste in competizione a San Maurizio Canavese, rispetto alle quattro della tornata precedente. Non più ripresentata infatti la lista Cinque Stelle, in ripiegamento ormai ovunque. Nel 2017 c’era una lista PD, che questa volta si doveva imparentare con Fonte Viva, operazione poi abortita all’ultimo per disaccordi insorti nella fase di scelta dei candidati. Unica lista di partito a presentarsi, poco prima della scadenza dei termini, la lista n° 3 targata Fratelli d’Italia proposta da Antonio Mundi.

A scontrarsi per la vittoria, sono però state le due liste civiche con profonde radici nella realtà sanmauriziese: la lista SiAmo San Maurizio, guidata da Laura Cargnino, candidata sindaco per la seconda volta, come già nel 2017 (quando ottenne il 20% dei voti), e la lista Fonte Viva. Quest’ultima, forte di un progetto politico a lungo termine che da trent’anni le ha permesso di prevalere nelle ultime sei competizioni elettorali, anche questa volta ha centrato l’obiettivo. Dopo aver espresso i sindaci Balma, Canova e Biavati, ora l’Associazione Fonte Viva ha portato a conquistare la fascia di primo cittadino Michelangelo Picat Re, 62 anni, geometra in pensione, presidente dell’APD San Maurizio Calcio, fra i padri fondatori di Fonte Viva. Picat Re è alla sua prima esperienza amministrativa, ma  potrà contare su una squadra di assessori uscenti collaudata, con in testa un amministratore di lungo corso come Ezio Nepote, e tanti giovani che hanno imparato il mestiere sotto l’ala del sindaco uscente Biavati, quali Silvia Aimone-Giggio, Sonia Giugliano, Giulia Gobetto, Andrea Persichella e Daniela Rigodanza, tutti rieletti.

Un segnale negativo su cui riflettere, il forte aumento dell’astensionismo, con i votanti scesi al 48%.

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