L’autunno è tradizionalmente il periodo in cui riprendono le attività delle istituzioni che fanno spettacolo in città. Una tradizione che negli ultimi anni sembrava dovessimo dimenticare: nel 2020 le stagioni già programmate non sono potute partire per l’insorgere della seconda ondata di Covid; nel 2021 le programmazioni sono state frazionate in calendari di corto respiro, realizzati sempre stando sul chi vive tra norme mutevoli, distanziamenti e green pass. Così, una ripresa regolare come quella che si è avuta ad ottobre, con tanto di serate inaugurali, ha rappresentato un rassicurante ritorno alle belle abitudini che la pandemia aveva fatto forzatamente abbandonare. La stagione dei Concerti del Lingotto, la cui direzione è stata assunta a luglio da Luca Mortarotti (intervistato su queste pagine lo scorso mese), si è aperta l’11 ottobre con l’Orchestra Le Concert des Nations, diretta da Jordi Savall, la quale, fedele alla prassi esecutiva filologica che la contraddistingue, ha suonato su strumenti d’epoca la Sinfonia n. 8 “Incompiuta” e la Sinfonia n. 9 “Grande” di Schubert. Concerto ancor più sfizioso è stato il secondo appuntamento, il 2 novembre, che ha visto ospiti gli English Baroque Soloists e il Monteverdi Choir, diretti da John Eliot Gardiner. Era in programma una rassegna di pagine sacre barocche di Purcell (due mottetti), Monteverdi (Messa a 4 voci da cappella), Carissimi (Jephte) e Domenico Scarlatti (Stabat Mater in do minore a 10 voci). L’oratorio latino di Carissimi, posto al centro della serata, è stato il pezzo di maggiore intensità, nel quale l’ensemble vocale ha sfoggiato il pregio dei propri componenti, abili nell’alternarsi tra ruoli solistici e file del coro, per dar voce alla drammatica vicenda biblica che trova il suo culmine nel lamento conclusivo della figlia di Jefte.
Il 19 ottobre è stata la volta della stagione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI, che si è aperta, in diretta radiotelevisiva, nell’auditorium “Toscanini”, con la Sinfonia n. 2 “Resurrezione” di Mahler. Non è stata una scelta casuale: il tema della sinfonia ‒ che, per la stessa ragione, era stata già scelta nel 2006 per la riapertura dell’auditorium dopo una ristrutturazione durata parecchi anni ‒ la rende particolarmente adatta per celebrare il ritorno alla normalità dopo due anni e più di restrizioni pandemiche. Il direttore Fabio Luisi ha garantito un’esecuzione di pregio, valorizzando ogni sezione dell’orchestra Rai e il Coro del Teatro Regio, che ha dominato il movimento finale con la sua statura monumentale.
Non è prevista invece una vera inaugurazione di stagione al Teatro Regio, nonostante la “prima” del teatro d’opera fosse tradizionalmente la più emblematica. Infatti, la stagione 2022 è stata spalmata sull’intero anno solare, e comprende anche il Don Giovanni di Mozart, diretto da Riccardo Muti, in scena in questi giorni, con il quale la sala di piazza Castello riapre dopo cinque mesi in cui sono stati completati i lavori di manutenzione straordinaria del palcoscenico iniziati l’anno scorso. Il 28 ottobre è stata presentata in conferenza stampa la stagione 2023, che ci accompagnerà da gennaio a giugno, per poi tornare, dal cartellone successivo, alla tradizionale durata autunno-primavera. Come ha detto il direttore artistico Sebastian Schwarz, di fatto questa stagione “breve” è un completamento del percorso che inizia adesso con Don Giovanni, per cui non ci sarà un vero spettacolo inaugurale. Il programma prevede in maggioranza titoli di grande repertorio (Il barbiere di Siviglia, Aida, Il flauto magico, Madama Butterfly), cui si aggiunge il ritorno dopo quasi trent’anni della Fille du régiment di Donizetti, e qualche titolo più sfizioso in forma di concerto (La sposa dello zar di Rimskij-Korsakov) o al Piccolo Regio (Powder her face di Adès), dove si svolgerà anche una ricca attività per le scuole. Il titolo dato alla stagione, “Passaggi”, pone in luce la natura di transizione del programma 2023; una transizione che dal calendario si estende ai protagonisti, perché si è appreso che il direttore artistico Sebastian Schwarz, che ha programmato la nuova stagione, non ne accompagnerà la realizzazione: di comune accordo con il sovrintendente Mathieu Jouvin, ha infatti deciso che il suo mandato terminerà il 31 dicembre, quando gli subentrerà Cristiano Sandri. Un altro passaggio di mano ai vertici del Regio dove, dalla primavera del 2018, il turn over dei dirigenti si è fatto particolarmente frequente.

Questo mese al botteghino…
Unione Musicale: (https://www.unionemusicale.it/) Numerosi appuntamenti da camera, tra il Conservatorio e il Teatro Vittoria. Si segnala, al Conservatorio: il 30 novembre, il Quartetto Belcea suona i quartetti“Razumowsky” di Beethoven e “Der Tod und das Madchen” di Schubert;  il 14 dicembre, recital del pianista Mikhail Pletnev, che propone un variegato programma di pezzi brevi di Brahms e Dvorak.

Filarmonica: (https://www.oft.it/it/) Il 29 novembre, al Conservatorio, il programma “Alchimie” prosegue con un concerto dedicato al rame, con gli Archi della Filarmonica diretti da Sergio Lamberto.

Accademia Stefano Tempia: (https://www.stefanotempia.it/) Il 26 novembre, alle 17:30 all’oratorio di San Filippo, il mezzosoprano Laura Capretti propone un’antologia di liriche da camera scritte da vari compositori europei tra fine Ottocento e metà Novecento.

Polincontri Classica: (http://www.policlassica.polito.it/stagione) Concerti tutti i lunedì alle 18 nell’Aula magna del Politecnico. Il 5 dicembre evento dedicato alla figura di Franco Battiato.
Educatorio della Provvidenza: (https://www.educatoriodellaprovvidenza.it/)
Concertante: Numerosi appuntamenti in varie sedi e orari. Il 26 novembre alle 20:45, all’Educatorio della Provvidenza, il tenore Alejandro Escobar, con la pianista Eliana Grasso, propone un’antologia di serenate e notturni tra Otto e Novecento. Nella stessa sede, il 29 alle 21 il soprano Valentina Coladonato, con la pianista Anna D’Errico, canta liriche da camera novecentesche e contemporanee.

Orchestra Rai: (http://www.orchestrasinfonica.rai.it/) Il 23 novembre Robert Trevino dirige i tre celebri poemi sinfonici di Respighi (Fontane di Roma – Pini di Roma – Feste romane). L’1-2 dicembre il violinista Frank Peter Zimmermann interpreta il  Concerto in re maggiore di Stravinskij, dirige Pablo Heras-Casado (in programma anche la Sinfonia n. 1 di Mahler).

Concerti Lingotto: (https://www.lingottomusica.it/) Il 22 novembre concerto della Cziffra Festival Chamber Orchestra, diretta da Gabor Takacs-Nagy, con il pianista Janos Balazs (musiche di Bartok e Liszt). Per la stagione dei giovani, il 13 dicembre è ospite il pianista Jae Hong Park.

Teatro Regio: (https://www.teatroregio.torino.it/) Fino al 26 novembre Don Giovanni di Mozart, con Luca Micheletti, Jacquelyn Wagner, Mariangela Sicilia, Giovanni Sala, direttore Riccardo Muti, regia di Chiara Muti. Dal 4 all’11 dicembre Carmina Burana, balletto di Ilya Jivoy su musica di Carl Orff, con il Balletto dell’Opera di Tbilisi.

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