L’extatosoma tiaratum lichene mi guarda rassegnato mentre lo invito per l’ennesima volta ad esibirsi davanti ad una scolaresca entusiasta (sono passati circa 400 alunni di scuola elementare) in un saluto un po’ rap, con le due prime paia di zampe alzate a mo’ di braccia. Forse sa che per compensarlo della sua pazienza gli offrirò verdissime e pelosette foglie di rovo e lo affiderò alle cure dell’allevatrice Giada, che mi proibirà di tirarlo ancora fuori dalla teca.

Dagli insetti vivaci e viventi, dai bachi da seta che si stanno chiudendo elegantemente nei bozzoli, mi fiondo verso il lungo tavolo su cui l’entomologo Christian Castelain mi fa scoprire con infinita pazienza le varietà di farfalle “lycene” di cui è collezionista. Rispolvero il mio francese d’antan e comincio a indagare: mi piace scoprire come sia arrivato ad avere in casa oltre 1500 scatole entomologiche, con decine di migliaia di farfalle (prezzo dai 5 ai 1500 euro e anche più per esemplari rarissimi) e perché si sia dedicato a questa varietà in particolare. Mi fa osservare come l’attenzione venga catturata immediatamente dalla bellezza di grandi esemplari di “morpho” dai metallici riflessi blu , di “saturnia pyri”, di “argena” dalle lunghe code, ma come si possa poi osservare che ci sono farfalle di piccole dimensioni, dai colori più belli di quanto il più bravo artista possa miscelare.
Arrivato con i genitori da Calais a Nizza, Christian aveva amato da subito la Costa azzurra, non solo il mare, ma soprattutto l’interno della costa, con i suoi rilievi e il suo verde fiorito. A 10 anni ecco il primo retino da …cacciatore di farfalle, lasciato solo nel periodo delle scuole superiori, distratto da più divertenti cacce amorose! Dopo il matrimonio avvenuto nel ‘74, il retino e la caccia hanno avuto di nuovo grande parte nella sua vita di libraio. Nel frattempo iniziava a specializzarsi in “lycenidi”, dette “les petits bleus”. Avete presenti quelle farfalline azzurre dei nostri prati? Quelle!
Nonostante la grande passione per i libri (libraio per trentacinque anni!)Christian Castelain riuscì a viaggiare soprattutto negli ultimi venti anni in tutta l’Europa, il Maghreb, il Medio e Vicino Oriente.
– Ma le licene sono diverse?-
Mi sento davvero ignorante.
– Sì. certo. In ogni zona le varietà hanno piccole caratteristiche che le differenziano. Grazie a queste diversità spesso si spiegano anche fenomeni geologici, cambiamenti climatici, mutamenti dovuti all’opera dell’uomo.-
Ultimamente Christian è stato in Libano, in Siria, in Giordania, in Pakistan, in Iran e in Armenia, terra in cui tornerà in giugno per completare la ricerca in altre due zone. Mi dice che se sto brava, mi racconterà di quella volta che si ritrovò in prigione per tre giorni per colpa delle farfalle!

Una parte delle sue collezioni arriva dalla Guiana francese in cui può recarsi ogni anno con una certa facilità poiché essa è ancora colonia francese, pur facendo parte dell’America latina, al confine con Brasile e Suriname. Quando non lo tempesto di domande nel mio francese ottocentesco, Christian si immerge nello studio di un libro che parla dell’Armenia. Ogni viaggio deve essere attentamente programmato, anche quando l’obiettivo è cacciare con il retino la farfalla che ancora non c’è, quella che portata a casa un attimo prima che muoia naturalmente, gli darà la possibilità di avere microscopiche uova.

Osservazione, studio del comportamento nel volo, nell’accoppiamento, nella deposizione delle uova, del rapporto con la pianta ospite, sono campi di ricerca che Christian Castelain indaga e relaziona per il mondo scientifico con estrema precisione. Il bello è che nessuno, tranne un vero cacciatore di farfalle come lui, può insegnare come muoversi in questo mondo parallelo.

Lo stesso dicasi per altri insetti come i carabi di Leonardo Falletti o per i minerali portati dagli esperti torinesi dell’APMP: solo in manifestazioni come quella appena conclusa di Entomineral meeting a Casalborgone e più in grande, a Modena, si possono far incontrare l’animo del giovane neofita con l’esperienza più coinvolgente dei “vecchi” appassionati. Studio ed esercitazione sul campo insieme a loro sono il massimo. Nel corso della manifestazione almeno dieci futuri entomologi-cacciatori-allevatori sono emersi: bastava guardarli e ascoltare le loro domande.

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