Si è chiusa domenica 24 settembre, a Palazzo Mosca, la mostra personale della pittrice casellese Franca Battistella.

Inaugurata il 16 settembre, con un vernissage affollatissimo (oltre 200 persone!), la mostra ha riconfermato i successi di pubblico e di critica ai quali l’artista, figlia del compianto Ottaviano che tutti ricordiamo, è, ormai, certamente e largamente abituata.

Ed in effetti, le sue opere, secondo un raro processo del tutto inconsueto, piacciono a tutti, siano essi estimatori della pittura astratta, siano essi più inclini ad apprezzare forme più tradizionali di espressione artistica.

Nei quadri di Battistella, rigorosi dipinti eseguiti tramite un uso personalissimo dell’acquarello, ognuno riesce a vedere qualcosa, un frammento della propria interiorità, sensazioni già vissute in prima persona, la sorpresa di un inaspettato ricordo ed anche immagini precise, velieri oscillanti in una brezza profumata di mare, misteriose macchine rumoreggianti (forse temibili strumenti meccanici e pericolosi), boschi verdeggianti e sfolgoranti sotto un cielo d’estate, spiagge biancheggianti e spazzate dal vento, stormi di uccelli che volano verso altri lidi lontani, farfalle, cavalli, alberi rigogliosi stracarichi di frutta, popolati da misteriosi volatili dalle piume vaporose e variopinte e non si sa quali e quante altre cose scaturite dalla fantasia di ognuno, tutte imprigionate sulla carta in una pittura piena di luce e di colori, di movimento, di festa.

“Samadhi”, parola piena di fascino che indica uno stato di fusione assoluta fra la realtà e i più alti gradi di sublimazione meditativa, rende l’idea e il messaggio positivo e gioioso (ancorché mai ingenuo, mai superficiale), la visione di Battistella del mondo e del futuro, sempre fiduciosa e appassionata, ispirata ogni volta dai sogni migliori, e dai migliori propositi, ci raggiunge puntualmente, davanti ad ogni sua opera, piacevolmente e profondamente, suggerendoci che, oltre alle pochezze avvilenti di un’era prosaica e materialista come la nostra, possono esistere valori superiori, significati più alti e, soprattutto, un’auspicabile ed incantevole bellezza.

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