Il Consiglio Comunale di giovedì 28 settembre è durato poco meno di due ore, alle prese con i rischi idrogeologici e le magagne delle società partecipate.
Nello spazio rivolto ai cittadini, Giuseppe Spina, storico abitante di Borgata Francia, ha posto il problema della messa in sicurezza del torrente Stura.
Dal 2000 l’alveo è abbandonato a se stesso, ci sono alberi dappertutto che ostacolano le acque e sono sorti degli isolotti ghiaiosi – dove è cresciuta della boscaglia – che in caso di piena sarebbero pericolosi. Il torrente si sta spostando sempre più verso la borgata e sta mangiando piano piano il territorio.
Un problema noto al sindaco Baracco che ha spiegato: “La ringrazio per la sollecitazione. Uno o due anni fa avevo chiamato il magistrato del Po ed eravamo riusciti a fare un intervento all’interno dell’alveo ma sicuramente quello non è sufficiente. Bisogna intervenire anche con il coinvolgimento di altri comuni.
L’assessore Isabella insieme alla protezione civile monitora la situazione e solleciteremo per degli interventi.”

Isabella ha poi presentato il bilancio consolidato dell’anno 2016, in cui vi sono numeri delle società partecipate che hanno fatto storcere il naso al consigliere Chiappero.
Il consigliere di Ricominciamo per Caselle ha chiesto di verificare la situazione del Cim e di sollecitare la Seta: “Seta deve spiegare perché noi paghiamo troppi interessi passivi, specialmente quelli verso i fornitori. Come mai ci sono 400.000 euro da pagare?”.
Il noto avvocato ha inoltre auspicato una presentazione dei bilanci con linguaggio più comprensibile a tutti.

Le opposizioni hanno infine puntato il dito contro l’annoso problema della sicurezza e dei vandali, riemerso dopo il grave episodio dell’incendio alle rotoballe di fieno al Prato Fiera: la richiesta è sempre quella di maggior vigilanza che però si scontra con i fondi e gli uomini a disposizione.

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