Alla fine di ottobre è stata approvata la Delibera di Giunta n.143 avente per oggetto “Intervento trasformazione e riqualificazione dell’ex presidio socioassistenziale Baulino in nuova sede comunale unificata – Approvazione progetto di fattibilità tecnica ed economica”.
Com’è infatti noto da tempo, già la prima Giunta Baracco (in realtà se ne parlò già “ufficialmente” in una determina di fine 2011 con la costituzione di un gruppo di lavoro) aveva tra i suoi obiettivi quello di ristrutturare e adibire a sede degli uffici comunali (accentrando quasi tutti i settori attualmente dislocati tra piazza Europa, Palazzo Mosca e via Cravero) lo stabile che ospitava lo storico ex presidio socio-assistenziale “Giovanni Baulino”, sito in via Torino 99.
Da quando la casa di riposo è stata privatizzata (per i noti problemi economico-gestionali), ossia da circa sei anni, e costruita ex novo in via Aldo Moro, il “vecchio” Baulino è rimasto desolatamente vuoto all’ingresso della nostra cittadina.
Ora però sembra che si sia partiti spediti verso la “rinascita” della storica struttura. Come si può leggere nella delibera, nel progetto di fattibilità si parla di una spesa prevista di ben 2 milioni e 485 mila euro (di cui quasi 2 milioni per le opere a base di gara).
La dichiarazione in merito del sindaco Luca Baracco: “Dopo aver approvato lo studio di fattibilità, il passo successivo sarà quello di approvare il progetto esecutivo definitivo (entro fine anno, al massimo inizio del 2018) per poter successivamente andare in gara. Contiamo di poter aprire il cantiere entro l’anno prossimo”.
Alla domanda se sarà necessario accendere un mutuo per finanziare l’opera, Baracco ha risposto che “il meccanismo di finanziamento è ancora in corso di discussione, ma, con ogni probabilità, non avremo bisogno di ricorrere ad un mutuo, disponendo di risorse proprie sufficienti”. “Tra l’altro”, continua il primo cittadino, “contiamo di ricavare all’incirca 600-700 mila euro dall’alienazione dell’immobile di via Cravero, ottenendo quindi così almeno un quarto della cifra necessaria alla realizzazione dell’opera”.

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