“La sfida di Aedes? Tornare a dare dividendi”. Questo è il titolo di un’interessante intervista a Giuseppe Roveda, pubblicata sulle pagine economiche de “La Stampa” dell’11 dicembre scorso.
Aedes Siiq, la società di cui Giuseppe Roveda è amministratore delegato, è la più antica società immobiliare quotata alla Borsa di Milano.
L’intervista a La Stampa fa seguito alle tre giornate del Mapic di Cannes, l’evento fieristico internazionale più importante per l’immobiliare, in cui è stato presentato, allo stand Aedes, l’accordo per l’arrivo a Caselle Torinese del parco a tema targato National Geographic, primo in Europa.

Nell’intervista sono stati ripresi alcuni concetti importanti per capire cosa sarà il Caselle Open Mall (abbreviato COM), e qual è stato il percorso che ha portato alle ultime scelte.

 “Il COM? Non un semplice centro commerciale”.  E’ risaputo che il classico “mall” è in crisi, anche negli Stati Uniti dove sono nati. Ce ne sono troppi, e l’avanzare del commercio elettronico ne comprime i fatturati. Serve innovazione, perché lo schema abituale, ipermercato più galleria di negozi, appare non più adeguato. Così pensa Roveda, che approfitta dei tempi lunghi, imposti dalle complicazioni burocratiche (ben 11 anni, nel caso di Caselle) per studiare le possibili alternative.
Non basta più offrire il solo shopping. Ad un consumatore sempre più “liquido”, occorre rendere disponibile una molteplicità di soluzioni d’acquisto, nel negozio che può essere fisico, digitale o virtuale.
Per Roveda il COM di Caselle costituisce una rottura degli schemi, la risposta razionale e tempestiva ad una domanda che sta cambiando. Negli spazi a disposizione a Caselle, in totale 113 mila metri quadri, una parte significativa, circa 15 mila metri quadri, sarà dedicato a edutainment+entertainment: tornando alla lingua italiana, un’offerta, mirata alle famiglie e alle scuole, in cui l’apprendimento si fonde con il gioco.
Su questo filone rientrano gli spazi che verranno dedicati al parco National Geographic e agli atelier Reggio Children, mentre rientrano nell’intrattenimento puro i cinema multisala e l’altro parco tematico, di cui Roveda prevede a breve l’annuncio del partner scelto. I tempi per realizzare tutto questo: la società punta all’inaugurazione del COM nel 2020.

Il ricorso di FIH al TAR.
Questo ricorso risale a fine dello scorso ottobre, ma se ne è avuta conoscenza quando il Comune di Caselle ha deliberato a novembre la costituzione in giudizio per tutelare le proprie posizioni.
Per spiegare di cosa si tratta e da dove spunta la società FIH, occorre fare un salto indietro nel tempo, nella fase iniziale del progetto sulle aree ATA. Non volendo apparire direttamente, i proprietari a Caselle dei terreni delle aree ATA, che avevano costituito nel 2004 per la gestione dell’iniziativa immobiliare la SATAC, si affidano a due società fiduciarie milanesi, Cofircont e Timone. Dopo l’entrata nell’affare di Roveda, allora alla testa della società Praga, nel 2007, una parte degli investitori casellesi si sfila dalle due fiduciarie e costituisce la FIH SA, società anonima di diritto lussemburghese.
Successivamente estromessa da SATAC, dopo la presa del controllo del 100 % da parte di Praga Holding, FIH avvia contro la società alessandrina due successivi procedimenti arbitrali, uno a novembre 2011, il secondo a maggio 2014, ad oggi non ancora definitivamente chiusi.
Ad ottobre di quest’anno FIH, diventata nel frattempo società di diritto svizzero con sede a Lugano, ha presentato ricorso al TAR Piemonte chiedendo l’annullamento del Piano Particolareggiato e della convenzione con SATAC sottoscritta con il Comune di Caselle lo scorso 30 marzo.

L’opinione del sindaco Baracco.
Luca Baracco è da sempre un convinto sostenitore del progetto delle Aree ATA, come irripetibile occasione di sviluppo per Caselle.
Il sindaco, interpellato a proposito della mossa della FIH, premette che il contenzioso pregresso fra le società che si sono contese il controllo di SATAC non riguarda il Comune. Il ricorso di FIH comunque non lo preoccupa particolarmente, tenuto conto che l’iter amministrativo fin qui seguito è stato lungo e dettagliato, e ha coinvolto tutti i soggetti interessati.
Il ricorso inoltre non prevede la sospensiva, per cui il lavoro degli uffici comunali rivolto al rilascio dei permessi a costruire nella prima metà del 2018 può continuare.

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