Giunti a Lanzo Torinese, seguendo i binari della ferrovia si devia a destra lasciando la SP2 per la SP22, superato il passaggio a livello si procede dritti fino a raggiungere il ponte sul torrente Tesso al di là del quale al bivio svolteremo a sinistra sulla SP31.

Sono circa nove chilometri di strada tortuosa per salire a Monastero di Lanzo (825 m s.l.m.) e proseguire per la frazione Chiaves (976 m s.l.m.). All’inizio della piazza di Chiaves si svolta subito a destra con stretta curva in strada Fontana Sistina, si ignora una deviazione sulla sinistra, giunti al fondo della borgata Curchiatto si svolta a sinistra per il piazzale della fontana. Proseguendo in direzione Menulla per poco più di due chilometri si giunge ad una sbarra di interdizione ai mezzi motorizzati, parcheggiata l’auto sul ciglio della strada (1353 m s.l.m.) diamo inizio all’escursione. 

Risalendo la strada asfaltata per circa ottocento metri si trovano sul lato sinistro un cancello a sbarrare la carrareccia per il Colle San Giacomo e di fronte sullo stesso lato l’imbocco del sentiero scorciatoia che imbocchiamo per giungere in breve al colle (1460 m s.l.m.) (12′).

Sull’ampio piano la segnaletica ci indirizza a destra immettendoci sul sentiero 3R (Tre Rifugi) per salire all’Alpe di Santa Barbara (1504 m s.l.m.) (7’/19′).

Il sentiero 3R collega tra loro la baita sociale Alpe San Giacomo della sezione CAI di Lanzo, il rifugio agrituristico Salvin e il rifugio Peretti Griva, reso inagibile da un incendio nel 2001 è attualmente in fase di restauro.

Superata l’Alpe e il vicino pilone votivo il sentiero quasi pianeggiante raggiunge sulla dorsale il Passo della Forchetta (1589 m s.l.m.) (18’/37′), ottimo punto panoramico sulla Val Grande, su Santa Cristina, sulla sottostante Ceres con il suo ponte ferroviario, ampie vedute sulle più alte vette della Val Grande e quelle della Val d’Ala.

Sull’ampio spiazzo è presente un cippo A.N.P.I. dedicato al sacrificio di Michelangelo Peroglio e Mario Marino che feriti nell’aprile del 1944 in uno scontro con i nazifascisti, che sorpresero la loro pattuglia presso il vicino Roc del Gal, diedero la propria vita per consentire la ritirata dei compagni.

Riprendiamo il cammino sullo sterrato proveniente da Menulla; su pendenza alquanto modesta raggiungiamo l’Alpe dei Prati della Fontana (1701 m s.l.m) (25’/62′), si prosegue sino ad incontrare alcuni tornanti che evitiamo by-passandoli affrontando sulla destra un sentiero scorciatoia che termina all’Alpe di Monastero (1971 m s.l.m.) (50’/112′).

Ritornati sullo sterrato avanziamo per circa quattrocento metri raggiungendo al di là di una curva il lago di Monastero (1993 m s.l.m.) (17’/129′), dominato dalla Punta Gias Vej (2180 m s.l.m.), nonostante il suo nome si trova nel comune di Cantoira e le sue acque sono tributarie della Stura di Valgrande.

Il successivo alpeggio che incontriamo prima della nostra meta è l’Alpe di Coassolo (2032 m s.l.m.) (13’/142′) raggruppato alle pendici della Cima La Rossa (2318 m s.l.m.).

Proseguendo contorniamo in direzione Est le pendici del Gias Vej, salendo alla quota massima di 2091 m s.l.m. poi in discesa la sterrata raggiunge l’Alpe di Costapiana situata a 2050 m s.l.m. (35’/177′).

Sul pianoro dell’alpeggio una stazione meteo, installata nel 1972 per l’organizzazione Meteomont del Comando Truppe Alpine, registra e trasmette dati utili al supporto meteonivologico per la prevenzione, la sicurezza ed il soccorso in montagna (da sempre parti integranti delle attività delle Truppe Alpine) dei molti frequentatori.


L’andata e ritorno si effettuano sullo stesso percorso per un totale di diciotto chilometri.

 

Cartografia: Fraternali 1:25.000 Basse Valli di Lanzo n°09. 

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