Fin dalla sua prima edizione, nell’anno 2001, la cerimonia della premiazione del Casellese dell’Anno si tiene nella giornata della festa annuale dell’Associazione Pro Loco.
La novità di quest’anno è stata la scelta del giorno, il 3 dicembre, in concomitanza con la Fiera di Sant’Andrea.
A posteriori possiamo dire che è stata una buona scelta: chi era per le vie del centro cittadino a vivere la giornata di fiera ha avuto la possibilità di abbinare la partecipazione alla manifestazione, svoltasi presso il Centro Polifunzionale di via Basilio Bona. Anche il meteo non ha infierito: la giornata era fredda, ma tersa e luminosa, dopo la nevicata del giorno prima.

Nel Salone delle Feste del Centro, puntuale alle 12 la cerimonia ha preso il via, aperta dai saluti di Gianpiero Barra. Il presidente della Pro Loco ha ricordato il significato del premio, assegnato ad un casellese che si sia distinto in uno o più campi (cultura, sport, arte, politica, musica, lavoro, volontariato) e che abbia portato in alto, in Italia e nel mondo, il nome di Caselle Torinese.
La scelta del premiato viene fatta da un’apposita giuria, composta da 36 persone, che si è riunita lo scorso 26 ottobre presso la Pro Loco per vagliare e discutere le segnalazioni pervenute, e quindi individuare il premiando tramite tre successive votazioni a scrutinio segreto.
Il premio consiste in un’artistica medaglia appositamente coniata, raffigurante le quattro case, simbolo di Caselle, e in una pergamena con nome del vincitore e motivazione del premio.

E’ toccato quindi al direttore di Cose Nostre, Elis Calegari, tratteggiare la figura del premiato di questa edizione numero diciassette, il vigile del fuoco Mauro Cavallo.

Ecco le parole usate da Elis: “Parlare di Mauro è facile: lo conosco da quand’era bimbo.
Ha sempre avuto lo stesso sguardo: occhi buoni, che non hanno mai mentito. Anche quando giocava a calcio era così: un terzino (allora si chiamavano ancora così e gli “esterni bassi”, per fortuna, non erano ancora nati…) tosto e puro, senza trucco e senza inganno, non tradiva mai. L’allenatore gli assegnava un uomo da marcare, una zona da presidiare e lui, volitivo, non arretrava di un passo. Lottando e sacrificandosi, sempre al servizio della squadra. Il tempo non l’ha cambiato. Ha mutato ruolo, ha mutato squadra, ma lui è sempre lo stesso: come allora, corre dove c’è da portare un aiuto, dove non  si deve e non si può tornare indietro. Se esiste ancora una parvenza di Stato, lontano da mafie, corruzioni e infiltrazioni, lo si deve a servitori umili e coraggiosi come Mauro, “usi ad obbedir tacendo”, che non smettono un solo istante di credere in ciò che fanno, nonostante tutto e tutti.

Nonostante di loro ci si accorga solo quando questo nostro disgraziato Paese è toccato da una nuova pesante disgrazia, e Dio solo sa quante volte in un anno ciò ci tocca.
Premiando oggi Mauro, premiamo idealmente tutte le eccellenze professionali che l’Italia vanta nel mondo della pubblica assistenza: effettivi o volontari, poco importa. Lo dicemmo già quando premiammo Luciano De Matteis: pensate a cosa ne sarebbe dell’Italia se per un solo istante chi si occupa di soccorso smettesse di operare… So che la parola eroe gli fa venire l’orticaria, ma in questo momento storico, nel quale i nani troppo spesso sopravanzano i giganti, occorre non aver paura delle parole. In fondo l’etimo della parola eroe pare rifarsi all’accezione più pura del termine “servo”: a totale servizio degli altri. E questa è la vita che s’è scelto Mauro Cavallo.

Come in quei tristi giorni di Rigopiano, come ogni qualvolta è chiamato a superare i limiti, a compiere uno straordinario e generoso atto di coraggio, Mauro sa che ciò può comportare il  sacrificio di se stesso. Proprio come Ettore, non come Achille, baciato dagli dei. E come ben sappiamo, nessuno dei nostri grandi immensi servitori dello Stato lo è.
Ecco perché Mauro merita questo premio. In quello sguardo, quello che mostrava correndo leggero lungo la fascia, ora lo so, era ravvisabile quel coraggio che è diventato la cifra costante della sua vita. Quel coraggio che rende accessibile ogni via”.

 

La parola è quindi passata a Luca Baracco, che sottolinea come la consegna di questo riconoscimento (e per lui come sindaco è la sesta volta che gli tocca) sia importante perché permette di riflettere sulle positività della comunità. Nel caso dell’eletto di quest’anno, premiando Mauro si premia tutto il corpo dei Vigili del Fuoco.

 

Si procede quindi alla consegna di medaglia e pergamena a Mauro, e di un omaggio floreale alla moglie Anna.

Tocca ora a Mauro Cavallo fare la sua dichiarazione: “Io ho fatto semplicemente il mio lavoro. E a Rigopiano, dove è toccato a noi intervenire per una seria di coincidenze fortuite, ho avuto la fortuna di poter mettere in pratica le tecniche di soccorso su cui da 35 anni mi addestro”.

Per Erica Santoro, che prende quindi la parola nella sua veste di Assessora alle Politiche Culturali, Mauro Cavallo fin da piccolo voleva essere un Vigile del Fuoco, e voler essere è diverso da voler fare.

Chiude gli interventi Luciano De Matteis, Casellese dell’Anno 2009, che da il benvenuto al neoeletto nel gruppo dei Casellesi dell’Anno.

La festa si è spostata quindi in via Madre Teresa di Calcutta, per il tradizionale pranzo sociale di soci e simpatizzanti.

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