A Caselle è tempo di investimenti, cambiamenti e rifacimenti. In questi ultimi periodi si sono visti qui e là, per la città, apertura e chiusura di cantieri, progetti futuri e immediati di piccolo, medio e altissimo impegno di spesa.
Grandi cose che migliorano l’aspetto della città e la sua vivibilità. Molti diranno o comunque penseranno che i grillini siano sempre quelli del “no”, delle cose che non vanno, purtroppo noi vorremmo dire sempre “sì” ed essere ottimisti, ma occorre evidenziare alcuni aspetti, di non secondaria importanza, che emergono dallo studio dei documenti, delle convenzioni, delle gare di appalto.
La nostra attenzione non è solo diretta a quello che si vede, ma a quello che avviene dietro le quinte, ovvero nelle fasi preparatorie e nelle fasi esecutive, che permettono con attenzione di rilevare eventuali difformità.

Alcuni avranno visto due video che riprendono il cantiere di Via Torino, con una inaugurazione che dovrà essere necessariamente ripetuta, visto che la stessa, ad oggi, ha ancora il cantiere aperto.
I due video riprendevano alcuni aspetti non in linea con la normale gestione della sicurezza di cantiere, della viabilità pedonale e automobilistica, e della cartellonistica adottata.
Aspetti forse ritenuti da alcuni secondari, ma di evidente importanza per la sicurezza di chi lavora e di chi transita a piedi o in auto nelle zone adiacenti e limitrofe.
In primo luogo ci stupiamo della buffa cartellonistica eseguita a mano e, in secondo luogo, di quella mancante per indicare i sensi di marcia.
Solo dopo che avvengono incidenti sul lavoro, che purtroppo quotidianamente riempiono le cronache, ci chiediamo come possano accadere, così come la cronaca di Caselle ha riportato poco tempo fa in Piazza Boschiassi.
Spesso è per negligenza ma in parte gli incidenti avvengono anche perché occorre risparmiare per ottenere il sudato margine, inesistente perché schiacciato dai pesanti sconti che le gare pubbliche normalmente impongono per loro natura, fino ad arrivare in alcuni casi ad utilizzare gli oneri riservati alla sicurezza per poter fare cassa e pagare gli stipendi.

Per noi la  sicurezza non è uno slogan pubblicitario. La sicurezza per noi non si fa mettendo semplicemente un multavelox, mettendo a bilancio cifre di incasso presunte e di valore elevatissimo.
Come dice e ripete sovente qualcuno “la politica è l’arte del fare”. Sì, la politica è un’arte, ma anche il cinema è arte e ogni attore conosce bene la sua parte mentre recita; noi invece crediamo che la politica sia un mezzo di comunicazione per confrontarsi e capire, al fine di ottenere il meglio per i cittadini, crediamo che sia partecipazione di ognuno, per le proprie esigenze, per dare voce, per realizzare progetti utili e necessari.
Quando diciamo no è perché l’arte prende il sopravvento rispetto alla realtà; diciamo no a contratti basati su tutto e su nulla, ricchi di cavilli, commi, articoli, leggi che al momento della loro applicazione non permettono di risolvere i problemi oggettivi dei cittadini, a causa della notevole carta, ricerca degli Enti responsabili e altre complicazioni non previste.
I cittadini sono consapevoli che la politica deve risolvere e non complicare la loro vita, perché forse questo è uno dei motivi di disaffezione verso l’arte del fare ovvero la politica.

I disagi di Via Torino sono marginali rispetto a ciò che ci aspetterà da qui a 10 anni, con un evolversi di cantieri da nord a sud e da est a ovest, che faranno parte della nostra quotidianità, grazie agli innumerevoli lavori previsti per il grande progetto delle aree Ata.
Anche sulla logica di questi investimenti ci sarebbe molto da dire, anzi da evidenziare, in merito alle modalità, alle scelte e alle priorità, ma questo sarà sicuro argomento nella prossima puntata.
Buona riflessione.

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