E ci risiamo. Puntuali (e fastidiosi) come l’influenza arrivano in questo periodo coloro che si mettono in testa di svuotare il centro di Caselle. La solita vecchia storia. Caselle non può stare dov’è perché ci passano gli aerei sulla testa. Perché l’Enac dice che dobbiamo spostare le scuole. Perché in pratica diamo fastidio.

Vogliono spostarci tutti in un fantomatico luogo “verso Stura”. Ma verso Stura dove? Non si sa. Per prima la scuola media di piazza Resistenza, che verrà spostata alla succursale. Emblematico. La sede viene messa nella vecchia succursale, dopo un ampliamento, ovviamente. Ma se l’Enac richiede determinate modifiche, dovrebbe anche darci i fondi necessari; dobbiamo forse spostarci per far spazio a lor signori e rimetterci anche? Un centro storico senza servizi e senza scuole è un centro storico morto.
Anni di politica edilizia sconsiderata che ha costruito nell’area oltre la ferrovia senza prevedere uno straccio di servizio ha dato questi frutti. Qui in centro siamo come gli indiani nei vecchi film western, “se non ci siamo è meglio”, perché qualcuno deve prendere il volo per Ibiza. Una riserva tollerata a malapena.

Un aeroporto che vive di voli scarsi,cari e scomodi viene a dettare legge sul nostro territorio. Quanto sarebbe bello vedere un po’ di orgoglio cittadino. Ma manca proprio quello, un vero senso di appartenenza alla nostra città. Meglio il volo per Ibiza, o la nostra storia e le nostre case?

Fatto sta che le voci che creano svalutazione degli immobili e delle attività commerciali vanno fermate. Anche legalmente. Basti pensare: chi andrà ancora dal panettiere in centro, se non ci sono più scuole, ad esempio? E di conseguenza, chi vorrà mai acquistare o creare un’attività in centro? È davvero questo che vogliamo? Essere solo il corridoio di passaggio per gli aerei? O una città a misura di uomo dove sia bello vivere? Se vogliono le nostre case le devono pagare a prezzo di mercato. Altrimenti devono tacere o deviare la pista di qualche grado. Perché è più semplice deviare una pista rispetto a spostare una città. O no?

Dott. Andrea Fontana
Caselle Futura


 

Per concludere l’anno in consiglio comunale di dicembre si è discusso di come le opere faraoniche progettate a servizio delle aree ATA, nonostante sconvolgano intere viabilità, non comprendano la realizzazione di nuovi tratti di fognatura pubblica e cito ad esempio Via Le Fabbriche che si trasformerà in uno stradone ad alto traffico ben illuminata e con marciapiede ma priva di ciò che i cittadini aspettano da anni cioè la fognatura.
La mia speranza per l’anno a venire e che l’amministrazione nell’esaminare i progetti oltre a stendere chilometri di asfalto pensi alle urbanizzazione primarie anche perché altrimenti i cittadini dovranno in futuro pagare un conto salato per poter raggiungere le fognature attuali, cosa non gradita preso atto che tutti i cittadini ormai giunti nel 2018 dovrebbero godere degli stessi diritti e non solo dei doveri nei confronti dell’amministrazione.

Favero geom. Alessandro
Lega Nord

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here