I Comuni cedenti scrivono al Prefetto chiedendone l’intervento

CIM - Dopo la lettera di diffida voluta dal sindaco Grassi

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Il 12 gennaio scorso, i quattro Comuni cedenti (Borgaro, Caselle, Leinì e Settimo) hanno inviato una lettera al Prefetto di Torino (e per conoscenza alla Regione Piemonte ed alla Città Metropolitana), sollecitandone l’intervento per sbloccare la situazione di stallo in cui sembrano versare i rapporti tra gli stessi Comuni ed il Comune di Mappano.

Nella missiva si richiede infatti la convocazione di “una riunione urgente, alla presenza del Sindaco del Comune di Mappano, onde poter convenire le modalità per il corretto espletamento dei servizi del nuovo Comune”.
Nella lettera si ricorda il personale già inviato, tramite comando, presso la nuova municipalità, il passaggio dei dipendenti ex CIM, ed il rifiuto della prosecuzione del distacco del vice commissario Mattiello (per quanto riguarda la partita Polizia Locale).
Le parole del sindaco di Caselle Luca Baracco: “Dispiace aver dovuto inviare una lettera al Prefetto, ma da soli non sappiamo più cosa fare per tentare di sbloccare la situazione.
Mi sembra che la nostra disponibilità sia evidente, ma non possiamo ricevere sempre solo richieste a senso unico. Ci aspettiamo maggiore collaborazione dalla nuova Amministrazione, per il bene dei mappanesi ed anche dei nostri cittadini.
Bisogna andare avanti e risolvere le questioni: già così sarà una faccenda lunga e complicata, ma se non c’è la volontà di tutti, i problemi complessi diventano insormontabili”.
Il commento del sindaco di Borgaro Claudio Gambino: “Mi sembra davvero assurdo essere obbligati a scrivere al Prefetto perché faccia da mediatore. E’ da giugno che andiamo avanti così: l’onere spetterebbe a loro, invece sembrano immobili. Perché continuano a rivolgersi a noi per ogni cosa davvero non lo capisco.
Devono andare avanti ed affrontare i problemi che si presentano di volta in volta. Non capisco perché dobbiamo sollecitarli sempre noi: era prevedibile che sarebbero andati incontro ad una marea di problematiche: noi possiamo e vogliamo aiutarli, ma non possiamo sostituirli in tutto. Devono imparare a gestire la situazione, cominciare a muoversi da soli”.

Alla data del 12 gennaio non era ancora avvenuto l’incontro che ha portato all’accordo per il passaggio dei sei dipendenti ex CIM al neo-Ente, ma il problema non è solo quello, anzi per il sindaco Baracco, “quella è stata la partita, forse, più semplice”.
Insomma, i Comuni cedenti chiedono l’intervento della Prefettura per cercare di forzare i tempi e convincere il sindaco Francesco Grassi ad una maggiore collaborazione.
Al 19 gennaio, nessuna risposta era pervenuta dalla Prefettura, tanto che Baracco era pronto ad inviare una nuova lettera di sollecito…

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