Il 26 gennaio scorso, i quattro sindaci di Caselle, Borgaro, Leinì e Settimo, i cosiddetti “comuni cedenti” nell’intricata vicenda della creazione del nuovo comune di Mappano, sono stati convocati in Prefettura, a seguito della lettera inviata una settimana prima dove chiedevano un incontro urgente per tentare di sbloccare la situazione di stallo venutasi a creare con il Comune di Mappano.

Nella missiva chiedevano l’intervento del Prefetto per mediare tra le parti “onde poter convenire le modalità per il corretto espletamento dei servizi del nuovo Comune” (come si può leggere nel testo inviato). All’incontro si richiedeva, l’ovvia, presenza anche del sindaco di Mappano, Francesco Grassi, che era presente.

La dichiarazione sull’incontro del sindaco di Caselle, Luca Baracco: “E’ stata l’occasione per poter fare, anche, il punto della situazione su questi primi sette mesi di autonomia della comunità mappanese. Abbiamo rimarcato come la continuità dei servizi sia sempre proseguita grazie alla buona volontà dei sindaci. E’ stata fatta un po’ la storia del CIM per far comprendere meglio al Prefetto la situazione. Soprattutto, è stata l’occasione, che avevamo richiesto, per poter esprimere di persona tutta la nostra preoccupazione per le problematiche inerenti il personale ed i bilanci”.

Ossia? “Per quanto riguarda il personale”, prosegue Baracco, “abbiamo fatto un po’ un ragionamento opposto a quello di Mappano: se davvero dovessimo mandare tutto il personale previsto dalla delibera del nuovo Comune, come potremmo garantire i servizi ai nostri cittadini? Forse ancora più grave è la situazione dei nostri bilanci: senza l’approvazione di convenzioni con il nuovo Ente, che appare reticente nel farlo, come facciamo ad approvarli per tempo? E’ un problema di natura contabile di non poco conto: teoricamente si può rischiare il commissariamento, ma le incertezze nei rapporti con l’Amministrazione mappanese generano inevitabili ritardi… Io personalmente ho già comunicato in quella riunione che Caselle non riuscirà ad approvare il proprio bilancio preventivo entro il 28 febbraio, come prevede la legge. Il Prefetto si è mostrato disponibile a venirci incontro (infatti è proprio lui che potrebbe sollevare il problema), ma i problemi permangono. Il Prefetto si è offerto di proseguire nella sua attività di mediazione da noi richiesta, ma chi sta latitando davvero è la Città Metropolitana: suo dovrebbe essere il ruolo di mediatore fra le due parti (Comuni cedenti da una parte, Mappano dall’altra). Un ruolo che se è generico nell’ambito della mediazione, diventa specifico per quanto riguarda le convenzioni che dovrebbero nascere, ma che continuano a tardare e non certo per colpa nostra”.

Si prevedono quindi problemi all’orizzonte, non di poco conto, per i cinque Comuni se non si trovano accordi in tempi brevi.

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