Alla fine di gennaio era in calendario la discussione, e la successiva approvazione, di una delibera della Città Metropolitana avente per oggetto: “Ulteriori indirizzi per la definizione dei rapporti conseguenti all’istituzione del Comune di Mappano”.
In poche parole, una delibera di otto pagine per definire i famosi criteri di riparto tra i Comuni cedenti ed il nuovo Ente.

Qualcuno dirà che era ora che qualcosa si muovesse ed in effetti così sarebbe, peccato che i Comuni interessati non ne fossero a conoscenza e, tanto meno, fossero stati coinvolti nella scelta dei criteri, alla faccia del ruolo di mediazione dell’Ente superiore.

In una riunione dei capigruppo della Città Metropolitana stessa, il problema è stato posto dal capogruppo per il Partito Democratico, l’ex sindaco di Borgaro Vincenzo Barrea, e la delibera, per ora, è stata ritirata. Il parere in merito del sindaco di Caselle Luca Baracco: “Trovo tutta la situazione semplicemente assurda: la Città Metropolitana, anziché conciliare tra le parti, tira fuori una delibera per nulla condivisa e la pone in votazione! Quand’anche fossimo stati d’accordo sul testo, e non è così, trovo sia una mancanza di rispetto. Se non fosse stato per il nostro capogruppo Barrea, si sarebbe posta tranquillamente in votazione una delibera che ci riguarda, senza che ne sapessimo nulla. A questo punto mi chiedo se la Città Metropolitana ha davvero voglia di lavorare con noi per cercare di sottoscrivere delle convenzioni con il Comune di Mappano, oppure non veda l’ora di togliersi di torno la patata bollente scaricando tutti i problemi sui cinque Comuni: ma mediare non significa di certo questo”. A questo punto? “Abbiamo richiesto un incontro urgente con l’Ente superiore: incontri avvenuti il 2 ed il 9 febbraio, ma che non hanno portato a nulla di positivo per ora”.
Prosegue Baracco: “Abbiamo chiesto come mai non siamo stati interpellati sulla preparazione della delibera e ci è stato risposto, in poche parole, che era colpa nostra se la bozza di convenzione che aveva proposto Città Metropolitana era fallita. Certo che è “colpa nostra”: era un testo del tutto dissimile da quello che stavamo concordando e avevamo proposto delle modifiche mai recepite. In questa delibera, l’Ente ha stabilito dei criteri di riparto, ma su quali basi tecniche?
Nessuna risposta ci è stata data. Perché si è deciso il 90% sulla popolazione ed il restante 10% sul territorio? Noi non siamo d’accordo! Noi sindaci dei Comuni cedenti abbiamo chiesto la riapertura del tavolo tecnico che aveva ben lavorato. Sembra proprio che con questa delibera la Città volesse uscire definitivamente dalla partita, ma ci sembra davvero poco “elegante”… Un altro esempio? Ho chiesto se la delibera che volevano porre in votazione avrebbe avuto valore auto-applicante o di indirizzo: la riposta è stata di semplice indirizzo… Non vogliono assumersi responsabilità, evidentemente, e volevano lasciarci alle nostre liti”
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A sostegno della tesi di Baracco (e dei suoi colleghi Gambino, Leone e Puppo), alcuni stralci del testo che sarebbe dovuto andare in voto: “Atteso che alla data odierna non risultano sottoscritti gli accordi convenzionali utili alla gestione della fase transitoria, né risulta che il Comune di Mappano e i comuni cedenti abbiano attuato alcuna parte della deliberazione predetta, nemmeno in merito alla effettiva successione nella proprietà e negli altri diritti e obbligazioni esistenti sui beni già puntualmente ivi ripartiti [a parte l’accordo sui dipendenti del CIM; ndr] (…) Considerato che, all’esito di numerosi confronti, la Città Metropolitana ha proposto in data 16 ottobre 2017 ai Comuni interessati una bozza di convenzione per l’esercizio associato delle funzioni, utile alla gestione della fase transitoria sino alla compiuta organizzazione del Comune di Mappano; Atteso che, con nota prot. 28539 del 22/11 u.s., la Città di Caselle Torinese (“all’esito del confronto con i Comuni di Borgaro, Caselle, Leini e Settimo”) ha proposto rilevanti modifiche alla struttura della proposta di convenzione, mentre con nota prot. 1842 del 4/12 u.s., il Comune di Mappano ha proposto un “protocollo d’intesa” di contenuto, finalità e valore legale differenti da quelli di cui alla citata proposta di convenzione; Accertato che dalla comparazione delle ipotesi prospettate nelle due citate note di replica, risulta evidente l’assenza di sufficienti punti di convergenza tra i Comuni cedenti e il Comune di Mappano per poter utilmente procedere nella discussione sul testo di convenzione proposto da questa Amministrazione”.

E così via… In tutto questo caos, la Città Metropolitana voleva approvare una delibera non concordata, o almeno discussa, con i Comuni coinvolti? Sembra davvero una cosa senza senso,  quasi un lavarsene le mani…

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