Recentemente la Città Metropolitana ha approvato la tanto attesa delibera avente per oggetto: “Ulteriori indirizzi per la definizione dei rapporti conseguenti all’istituzione del Comune di Mappano”. Un atto che sembra aver soddisfatto il nuovo Comune, ma che ha palesemente scontentato i quattro Comuni (Borgaro, Caselle, Leinì e Settimo) cedenti.
Nelle premesse del testo si parla tanto “regolazione convenzionale” come “strumento idoneo”, di “azione concertativa” necessaria: ma tutto questo dov’è? Curioso poi che si scriva che “i cinque Comuni – pur in assenza di formali atti di regolazione convenzionale – hanno garantito la continuità dei servizi alla comunità mappanese”, quando vi è un ricorso al TAR per interruzione di pubblico servizio…
Scorrendo la delibera si legge anche che “la legittima pretesa del Comune di Mappano di ottenere una rapida implementazione della forza-lavoro per la propria attività gestionale deve trovare attuazione con gli strumenti consentiti dalla legge, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e nell’ulteriore rispetto del principio di invarianza finanziaria complessiva stabilito in sede di giudizio”. Si precisa poi “che il compito della Città Metropolitana deve ritenersi limitato all’indicazione di un mero criterio di riparto che tenga conto degli elementi “popolazione” e “territorio” ponderati fra loro, al fine di consentire ai Comuni cedenti di dare attuazione a tale criterio, sotto la loro piena ed esclusiva competenza e responsabilità in merito alle scelte effettuate”. In poche parole, si decide di “ponderare l’elemento “territorio” per il 10% del valore di riferimento per ciascun Comune cedente e l’elemento “popolazione” per il 90%”. Fine.
E come diceva Totò, arrangiatevi!

Il comunicato stampa del sindaco di Mappano, Francesco Grassi: “La Città Metropolitana con la delibera che fissa le quote di riparto di beni e personale ha praticamente concluso la fase che detta le norme guida della nascita del nostro Comune.
Un particolare ringraziamento, per il difficile lavoro svolto, va al vicesindaco Marco Marocco che da quest’estate si è fatto carico di questa difficile transizione. Un prezioso supporto in questa fase è stato anche dato dai gruppi consiliari e dall’Anci. Il direttore regionale Marco Orlando e il membro del direttivo Paolo Ruzzola, anche in qualità di capogruppo, hanno dato un apporto fondamentale.

È stato un importante obiettivo raggiunto non solo per Mappano ma anche per i Comuni cedenti che permetterà di proseguire nei successivi passi necessari alla corretta ripartizione delle risorse.
Ora speriamo che finalmente si riesca nei passi necessari per applicare definitivamente la legge istitutiva del Comune di Mappano.

Altro importante momento la partecipazione per la prima volta di Mappano alla conferenza dei sindaci dell’ASL to4 nella quale sono intervenuto presentando le criticità della collocazione di Mappano all’interno dell’ASL to4 con il rischio che i propri cittadini tendano ad utilizzare i servizi dell’ASL torinese.
Per questo motivo ho proposto all’ASL to4 di collaborare al progetto Casa della Salute e ho ottenuto subito l’interessamento dei suoi vertici tanto che già a breve riprenderemo il confronto per valutarne la fattibilità. Siamo fermamente convinti che un servizio di prossimità per i nostri cittadini potrà migliorarne di molto la qualità della vita”.

La dichiarazione del sindaco di Caselle, Luca Baracco: “Abbiamo preso atto con rammarico, come sindaci dei Comuni cedenti, che la Città Metropolitana non ha minimamente preso in considerazione i suggerimenti formulati dai nostri tecnici, non tanto sui contenuti della delibera (su cui avevamo già ampiamente discusso), ma su come effettivamente ripartire le cifre.
Si corre seriamente il rischio che una delibera di mero indirizzo come quella, secondo noi approvata, rimanga quasi lettera morta, dando il via ad una serie di ennesimi ricorsi. Ci aspettavamo un dialogo maggiore proprio per evitare questo tipo di potenziali strascichi e chiudere, più o meno definitivamente, la partita: così non è stato, peccato. Andavano discusse e sviluppate meglio le quote di riparto tra tutti ed inserite poi nel testo della delibera per evitare ogni tipo di equivoco.
Quali sono gli obiettivi da raggiungere? Non è dato saperlo dalla delibera: le quote da ripartire includono personale, “solo” soldi, convenzioni? Tutto è lasciato all’arbitrio dei Comuni… Sembra proprio che Città Metropolitana abbia voluto chiudere in fretta e furia la partita, accodandosi alla Regione, lasciandoci ai nostri litigi e ricorsi: infatti non sono previste ulteriori riunioni.
Siamo francamente delusi perché si poteva fare molto meglio”.

Il sindaco di Borgaro, Claudio Gambino, è decisamente lapidario: “Sono molto amareggiato dall’atteggiamento della Città Metropolitana e per il momento non voglio più rilasciare dichiarazioni sulla questione Mappano”.

Partita chiusa quindi?
Per i cosiddetti Enti superiori pare proprio di sì, ma per i cinque Comuni si prevedono anni di possibili ricorsi.

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