Il gran rifiuto

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Con l’ultimo Consiglio comunale è arrivata anche la notizia che aumenteranno la tassa rifiuti. Un aumento che come al solito colpirà maggiormente le attività, con un rincaro del 6 per cento circa, rispetto alle utenze domestiche (più 2 per cento).

Ripetono che non sono grossi rincari, 50 euro in più cosa volete che siano… Un euro in più alla settimana. E però l’amarezza sale, quando vedi che molti non pagano e invece i soliti pagano sempre per tutti. Perché purtroppo la realtà è questa, inutile negarlo: molti, troppi, non pagano la tassa rifiuti e molti hanno richiesto riduzioni che non sono dovute; alcuni dopo aver usufruito per anni delle riduzioni qui a Caselle si sono trasferiti in altri comuni e lì hanno acquistato addirittura un appartamento. Erano davvero così indigenti?

Il Comune di Caselle ha inoltre accumulato negli anni crediti per diversi milioni di euro che non incasserà mai, e che sono stati spalmati sulle altre utenze. Quando, pochi mesi fa, era stata ventilata l’ipotesi che la luce non pagata dovesse essere caricata sulla bolletta dei clienti virtuosi è successa una mezza rivoluzione. Qui paghiamo un servizio anche per chi non lo ha mai pagato e stanno tutti zitti. Non è tanto l’aumento, ma la qualità del servizio stesso. Le strade non sono certamente pulite e molti punti del contratto non vengono tuttora rispettati. Ritengo che Seta, che sempre coi nostri soldi abbiamo salvato dal fallimento, debba essere abbandonata una volta per tutte per rivolgerci ad un altro gestore del servizio. Alla fine ci converrebbe.

Inoltre è venuta alla luce una strana vicenda riguardante una presunta falsa fideiussione riguardante il centro commerciale nell’Area Bertetto. In pratica un ammanco per le casse comunali di circa 360.000 euro. E nessuno, negli uffici competenti, si era mai accorto di nulla. Seguiremo con attenzione la vicenda, e le cause legali che inevitabilmente ci coinvolgeranno, e sarebbe interessante che anche la Corte dei Conti se ne occupasse. In ogni caso sarebbe un grosso danno per le casse casellesi, con buona pace di tutti coloro che invece versano tutto fino all’ultimo centesimo. Per un’ordinaria pratica per imbiancare una facciata ci chiedono decine di documenti in marca da bollo, e li spulciano uno per uno; ora si scopre che su una fideiussione così importante a nessuno  è venuto in mente di fare una telefonata di verifica. È normale tutto ciò?

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