Nel Consiglio Comunale del 26 marzo scorso, si è iniziato a parlare anche di Bilancio di Previsione 2018, su cui il Comune di Caselle è in ritardo per via della “grana” legata all’invarianza di spesa nell’ambito della partita Mappano Comune (è l’ultimo dei cinque Comuni coinvolti a doverlo ancora approvare). E purtroppo, l’assessore alle Politiche Finanziarie ed Ambientali Giovanni Isabella ha dato una brutta comunicazione: l’aumento, sicuro, della TARI e, probabile, addizionale di IRPEF e IMU.

Screenshot-2018-3-27-Microsoft-Word-isabella-doc-isabella-pdfL’articolata dichiarazione dell’assessore Isabella:
“Credo di essere stato parzialmente frainteso in Consiglio Comunale. La questione Mappano esiste e siamo preoccupati, perché bisogna tenerne conto per preparare bilanci seri e precisi.
Sulla questione Irpef, il problema è legato al fatto che le banche dati su cui si fanno i calcoli non sono in mano ai singoli Comuni, ma al Ministero e “viaggiano” su dati indietro di due anni. Quindi i numeri di Mappano vanno tenuti ben presenti per evitare di sbagliare le previsioni: bisogna fare delle stime, ma, ad oggi, non è detto che saranno necessari dei correttivi.
Comunque, in numeri, ad una prima stima, con la perdita del territorio ceduto al nuovo Comune, dovremmo perdere quasi un milione di euro di IMU e circa 400 mila euro di Irpef. Per quanto riguarda la Tari, gli aumenti previsti per aziende e attività commerciali saranno pari al 5,9%: mediamente vuol dire circa 20 euro all’anno! Per le utenze domestiche viaggiamo sul 1,7%.
Ovvio che gli aumenti danno fastidio, e lo danno anche a me da utente, ma è da diversi anni che non ritoccavamo le tariffe. Ciò è dovuto alla perdita di Mappano e, soprattutto della sua zona industriale: all’evidenza dei numeri non si scappa ed il Consorzio Bacino 16 ha presentato il “conto”, sotto forma del loro Piano Economico Finanziario.
Il problema non è politico, come qualcuno sostiene, ma meramente tecnico: se non facciamo così, non riusciremo a pareggiare i conti. Ho però già preso un impegno pubblico come assessore: ovvero quello di scalare o restituire il prossimo anno quanto versato in più quest’anno dalle aziende e dalle attività commerciali. Si tenga poi presente che, come già detto diverse volte, si partirà con la tariffazione puntuale dei rifiuti, novità che porterà in prospettiva, inevitabilmente, ad un calo dei costi complessivi.
Sulle altre tariffe stiamo valutando tutti insieme, come Giunta, il da farsi: sono scelte politiche, ma dobbiamo scrivere i numeri da inserire nel bilancio. Bilancio su cui siamo in forte ritardo – siamo gli ultimi dei Comuni coinvolti!- proprio per colpa della questione Mappano: sia perché siamo il Comune più coinvolto ed esposto, sia per la scarsa collaborazione del nuovo Comune”.

Il commento critico del Movimento 5 Stelle: “L’aumento Tari è stato ‘giustificato’ in Consiglio Comunale come una normale conseguenza della nascita di Mappano Comune ed un logico effetto normato a cui non ci si può esimere.
Si è anche aggiunto che l’Amministrazione valuterà strade alternative da intraprendere per cercare in futuro di fare risparmiare i cittadini, ad esempio diminuendo i passaggi per la raccolta del vetro e della carta. Noi pensiamo che una buona amministrazione, conoscendo le norme, dovrebbe anticipare queste problematiche, mettendo anche sul tavolo di lavoro, alternative che possano fare non solo risparmiare i cittadini, ma anche per offrire un servizio migliore.
Sul nostro programma comunale, presentato prima delle elezioni del giugno 2017, avevamo già indicato alcune strade da percorrere, come si evince sul nostro sito web www.m5scaselletorinese.it.
Ad esempio introducendo i principi dell’economia circolare incentivando le buone pratiche: riduzione, riuso, riciclo, raccolta e recupero. Come? Campagna di sensibilizzazione presso le scuole, creare sinergie tra chi produce e chi deve smaltire gli scarti industriali e urbani, promuovere l’installazione di punti vendita di prodotti alla spina come latte, cereali, pasta, olio, vino, sapone e detersivo, in modo da ridurre i costi per gli imballaggi (risparmio per noi consumatori) ed i costi di smaltimento dei rifiuti (costi per tutti i cittadini), installare raccoglitori automatici di contenitori usati, tipo “vuoto a rendere” con resa di scontrino spendibile, col concetto che chi rivende/produce rifiuti deve contribuire alla loro raccolta, istituzione di un’area presso l’ecocentro dove vengono conferiti materiali riutilizzabili, a cui si dà una nuova vita (Ecoscambio), controllo puntuale del servizio erogato, nel rispetto delle regole sancite della Carta dei Servizi”.

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