L’invarianza di spesa va rispettata

La Corte dei Conti conferma

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Sette pagine: questa la lunghezza della delibera trasmessa dalla Corte dei Conti al Comune di Caselle per rispondere ai quesiti posti dall’Amministrazione Baracco sulla spinosa faccenda dell’invarianza di spesa.
I quesiti posti alla Corte riguardavano: il concetto di invarianza di spesa; i possibili criteri per il perseguimento della stessa (con le ricadute sui singoli Enti); ed “in relazione alle spese per il personale, come possa essere perseguito e ripartito tra i Comuni il rispetto dell’invarianza” e “quali conseguenze comporterebbe l’eventuale iscrizione, nei bilanci dei cinque Comuni, di somme maggiori rispetto alla somma delle medie dei quattro Comuni cedenti”.
Quesiti non da poco e necessari per non incorrere in conseguenze pesanti… Infatti la Corte conferma che “il principio di invarianza di spesa è immanente” e che le modalità di determinazione di tale invarianza “devono essere necessariamente concertative”.
La Corte precisa poi che “solo dopo l’adozione degli atti amministrativi di riparto, presupposti dei nuovi bilanci”, potrà verificare “se i bilanci preventivi e successivi siano o meno rispettosi del patto di stabilità”.
Si può ancora leggere che “l’istituzione di un nuovo ente locale, specie se per scorporo, deve avvenire con invarianza di spesa e cioè senza incremento di costi amministrativi”.
Ma per quanto tempo deve valere questo principio? Secondo la Corte per almeno un triennio, ovvero la stessa durata dei bilanci e dei relativi DUP.
Il commento del sindaco Baracco: “La risposta della Corte dei Conti ha confermato che la linea tenuta finora dai quattro Comuni cedenti sulla questione invarianza di spesa è quella corretta. Abbiamo voluto chiedere un nuovo parere alla Corte perché Caselle è il Comune più “esposto” sulla materia, visto che è quello che ha dovuto cedere più abitanti e territorio al nuovo Comune di Mappano.
Dalla relazione è emerso che, ma noi ne eravamo già convinti, l’invarianza di spesa non è né un “mito”, né una fissazione dei Comuni cedenti, ed in particolar modo di Caselle, soprattutto quando si parla di spese relative al personale dipendente di questi Enti: la Corte dei Conti ci esorta a tenere ben presente questo principio ed a concertare al massimo con Mappano tutti i nostri movimenti. Quindi continuo a non capire l’atteggiamento tenuto dalla Giunta del nuovo Comune che ha deliberato senza consultarsi con nessuno degli altri Amministratori coinvolti”.

Alla domanda se ci siano stati contatti e/o risposte da parte dell’Amministrazione mappanese alle varie richieste e sollecitazioni casellesi, Baracco risponde che “per ora non abbiamo avuto risposte, di nessun tipo, da parte loro a tutte le nostre missive e richieste d’incontro.
E’ un atteggiamento che non riesco davvero a comprendere… Oltretutto, attendendo loro segnali, siamo rimasti l’ultimo Comune dei cinque coinvolti a dover ancora approvare il bilancio: siamo in ritardo ed ora ci tocca “correre”.
Ritengo che il loro sia un atteggiamento scorretto”. Non si può sgarrare di una virgola quindi, ma siamo già partiti con il piede sbagliato allora: perché Mappano sta utilizzando agenti di Polizia Locale provenienti da Comuni altri rispetto ai quattro cedenti? Il “banco” così è già saltato perché, perlomeno, la spesa andava concordata ed inserita nei bilanci.

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