Il problema dell’approvazione dei bilanci riguardante i cinque Comuni coinvolti nella questione Mappano permane: il nuovo Ente e i quattro Comuni cedenti (Borgaro, Caselle, Leinì e Settimo) sono legati, che piaccia o meno, dall’invarianza di spesa sancita dalla sentenza della Corte Costituzionale.
Il fatto è che non tutti hanno la stessa opinione su come interpretare quest’invarianza, oltre che il dialogo istituzionale sia quasi assente ormai. E sono guai, perché bilanci in ritardo causano rallentamenti nel funzionamento delle macchine amministrative ed eventuali sforamenti dell’invarianza porterebbero a teoriche sanzioni.
Anche la delibera d’indirizzo approvata dalla Città Metropolitana non ha portato maggior chiarezza e distensione, come peraltro preannunciato.
Il Comune di Caselle aveva ritenuto opportuno convocare una riunione con quello di Mappano per provare a trovare una quadra, ma da Mappano non si è visto nessuno.

05_BaraccoLa dichiarazione in merito del sindaco di Caselle Luca Baracco: “A seguito dell’approvazione della delibera d’indirizzo della Città Metropolitana che, seguendo le indicazioni della Corte dei Conti sull’invarianza di spesa, ci impone di utilizzare il metodo concertativo sulla delicata faccenda dei bilanci (ma non solo), come Comune di Caselle abbiamo voluto organizzare un incontro con il Comune di Mappano, per il 22 marzo, avente come tema proprio la questione bilanci, di modo da concertare il più possibile a monte le cifre: ogni minimo errore, o sforamento, potrebbe infatti costarci caro e lo scopriremmo solo, per così dire, a valle, cioè quando la Corte dei Conti, avendo in mano i cinque bilanci, farà i dovuti controlli.
Ovvio che Caselle è uno dei Comuni che “rischia” di più, visto che è quello che ha ceduto più territorio e abitanti al nuovo Ente.

Ebbene, per tornare all’incontro del 22, l’intera Giunta più i nostri tecnici è rimasta in attesa della controparte inutilmente, perché nessuno da Mappano si è presentato (la riunione era stata convocata con 48 ore di anticipo) ma, cosa ancora più grave a livello istituzionale, nemmeno si sono degnati di avvisarci del fatto che avrebbero disertato la riunione. Sarebbe bastata una telefonata, una mail, invece nulla: lo ritengo un fatto grave!
Abbiamo poi scoperto che in quelle ore la Giunta Grassi era in riunione per deliberare, naturalmente senza aver concordato nulla coi Comuni cedenti”.
Prosegue Baracco su altri temi: “Ma gli sgarbi sono continuati. Abbiamo mandato a Mappano una bozza sulla convenzione per il Settore Lavori Pubblici: nessuna risposta. Il 23 abbiamo mandato una lettera dove gli comunicavamo un debito nei nostri confronti per 430 mila euro per personale e servizi prestati al nuovo Ente, cifra che andava inserita tra le uscite nel loro bilancio e che si desume dalla delibera della Città Metropolitana: nessuna risposta.
Grassi si lamenta poi del problema delle anticipazioni di cassa che generano un interesse da restituire, ovviamente, alla banca: noi ci siamo offerti diverse volte di anticipare (anche Borgaro) somme fino al 30 giugno prossimo e, naturalmente, non chiedevamo di certo interessi. Non ci hanno mai degnato di risposta!”.

Per chiudere sul fatto che Grassi ritiene di non dover nulla ai Comuni cedenti perché i conti andrebbero fatti dal 2013: “Stiamo scherzando vero? Nel 2013 il Comune di Mappano non esisteva. Di cosa stiamo parlando? La realtà è che bisogna cominciare a concertare, ed anche in fretta, invece di fare accordi con Comuni estranei a quelli cedenti facendo saltare l’invarianza.
Abbiamo Enti bloccati perché non si approvano i bilanci: qualcuno se ne assumerà la responsabilità”.

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