Il 14 maggio scorso si è tenuto il tanto atteso Consiglio Comunale aperto sulle aree ATA, richiesto dalle forze di opposizione. Il giornale si è già occupato del Consiglio, perciò in questo articolo abbiamo chiesto alle forze politiche un commento su come sia andata la serata.

Cominciamo con le parole, sempre concise, del consigliere comunale di centrodestra Andrea Fontana: “E’ stato un Consiglio utile, anche se hanno provato a ripetere sempre le solite cose. Intanto un paio di cose sono venute alla luce. Nessun permesso a costruire è stato ancora concesso, e quindi nessun investitore è ancora stato trovato. Insomma non c’è niente di concreto, manca la parte più importante: il denaro. E il progetto, se mai dovesse partire, e non ne sono affatto certo, non verrà realizzato prima di 5 anni da oggi, ad essere ottimisti. E meno male che in campagna elettorale ci avevano detto che a primavera avremmo avuto la posa della prima pietra… Chi continua a illudere le aspettative di molti dovrà renderne conto ma soprattutto spiegarne i motivi”.

A seguire alcuni stralci del comunicato stampa del Movimento 5 Stelle, assai critico: “Il Consiglio Comunale aperto, voluto dalle forze di opposizione, ha permesso ai cittadini di comprendere alcuni aspetti delle famose (o famigerate) aree, nonostante i numerosi interventi chiarificatori (volutamente ?) troppo tecnici.
Tante belle parole, promesse di grandi guadagni per le casse comunali, meravigliosi tetti verdi, grandi infrastrutture, piste ciclabili, 200 negozi, 40 tra bar e ristoranti, la trasmissione di  un bellissimo video molto avvincente, dove si poteva ammirare la meraviglia di questo Open Mall con addirittura delle navette per girare all’interno dell’area.

Proviamo a guardare dietro questo video, e pensiamo come potrebbe farlo il casellese che in questi anni ha investito i propri soldi e sacrifici per attività commerciali e potrebbe vedersi tagliato fuori da questa opera, oppure come il casellese e non, che ha investito acquistando una casa per avere la natura sotto gli occhi ed invece avrà la gioia di avere una tangenziale di 10,5 mt di larghezza con conseguenti rumori e inquinamento. Quale sarà la fine del perfetto ecosistema, che verrà distrutto in nome di un sistema a cui non interessa il cittadino ma solo il denaro?”.

Ed ancora: “Da parte nostra, continuiamo a far fatica nella ricerca degli aspetti positivi del cementificio Ata, in quanto questo dispiegamento di bitume e cemento e il conseguente disboscamento dell’ area preposta non è sensato, soprattutto nell’ottica della sostenibilità e della salvaguardia dei territori e dell’ ambiente. Se da una parte le promesse tangenziali e la rivisitazione della viabilità casellese potrebbe portare benefici in termini di scorrevolezza, per contro l’aumento del traffico dovuto alla maggiore affluenza dovuta all’area caricherebbe di inquinamento una zona fortemente sollecitata dalla presenza dell’ aeroporto e dal viavai degli aeromobili. Quale sarà la ricaduta sul commercio casellese? Non abbiamo ricevuto nessuna risposta chiara. Secondo noi  l’effetto sarà sicuramente devastante per tutti i commercianti. Siamo andati a parlare con i commercianti di altre cittadine, con accanto un centro commerciale, come ad esempio Le Gru, e ci hanno confermato che i visitatori non fanno mai successivamente un giro nella città di Grugliasco”.

Ultimo stralcio: Un aspetto apparentemente positivo sarà l’incasso di oneri di urbanizzazione e imposte comunali, denaro liquido fresco nelle casse del Comune, destinato ad opere che, a detta dell’amministrazione, non si sarebbero mai potute fare per i soliti problemi di bilancio. E se queste aree Ata non dovessero decollare? Ci dicono che gli investitori ci sono ma per ora non si è visto molto, pur concordando che il progetto è ancora in una fase di sviluppo. Il minor ingresso di tanti soldini impedirebbero tante attività che sono state programmate solo in caso positivo e quindi la realizzazione di tanti punti del programma della maggioranza, che potranno essere messe in opera, solo grazie a questi incassi”.

In chiusura, il pensiero del sindaco Luca Baracco: “Il Consiglio Comunale aperto, richiesto dalle forze di opposizione (in particolar modo dal consigliere Fontana), direi che è andato più che bene. E’ stato un momento d’incontro e di confronto. Com’era già stato deciso nella commissione dei capigruppo, il tema era sui chiarimenti del complesso iter amministrativo e le future ricadute sul territorio. Per me è stata una serata positiva e costruttiva, sia per noi del Consiglio Comunale, sia per i cittadini intervenuti.
La presenza dell’amministratore delegato di Aedes, Roveda, e del suo team, insieme al nostro consulente Barbieri ed al personale tecnico del Comune, hanno permesso di sviscerare l’argomento per ben tre ore. Qualcuno ha detto che le risposte fornite sono state troppo tecniche? Beh, la materia è molto tecnica, ma mi pare che si sia cercato di essere più chiari possibile: la complessità realizzativa delle opere, della viabilità, dell’iter burocratico e dei rapporti con la Regione sono stati semplificati notevolmente per permettere di capire il più possibile a tutti noi. Mi sembra proprio che chi ha posto domande ha ottenuto risposte esaurienti, mentre chi non ha posto domande non può aver ottenuto certamente ciò che cercava. Credo che tutti i professionisti ed i tecnici in campo, da ambo le parti, siano di livello elevato e non potrebbe essere altrimenti vista la complessità del progetto”
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Mentre per quanto riguarda la polemica sui programmi basati sugli eventuali oneri incassati? “Quando fai una programmazione di lungo respiro”, prosegue Baracco, “cerchi di puntare ovviamente in alto. Se, ma così sarà, si realizzeranno le aree ATA, il Comune porterà a casa gli oneri che si genereranno e saremo in grado di realizzare tutta una serie di opere che abbiamo inserito anche nel nostro programma elettorale e che ci vengono contestate. Questo sarebbe un di più, perché nessun servizio esistente è stato messo a bilancio sperando nelle aree ATA: se così fosse saremmo poco seri. Nel caso in cui le aree ATA non partissero, dovremo rinunciare ad una serie di opere pubbliche, di sicuro non a servizi già esistenti e già coperti a bilancio”.

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