Passano le settimane ed i mesi, ma la situazione del torrente Stura è sempre la medesima, anzi peggiora… Nessun lavoro di consolidamento e messa in sicurezza degli argini è stato fatto.

I residenti di Borgata Francia sono quelli più interessati e preoccupati, perché con il problema ci convivono da sempre. Alcune decine di famiglie che si sentono un po’ abbandonate dalle istituzioni, soprattutto quelle superiori.

 

Cose Nostre ha incontrato Giuseppe Spina e Michele Coletti, rispettivamente presidente e vicepresidente, del “Comitato Borgata Francia e Zona Caldano”, per raccoglierne la protesta e le preoccupazioni: “Ci teniamo subito a precisare che le nostre lamentele non sono rivolte principalmente verso questa Amministrazione comunale che, anzi, vogliamo pubblicamente ringraziare per la collaborazione e la disponibilità, ma verso gli enti superiori competenti, ossia la Regione Piemonte e l’Aipo [Agenzia Interregionale per il Fiume Po, l’ex Magistrato per il Po; ndr]. Continuiamo ad inviare missive di protesta verso queste istituzioni, ma le risposte sono poche. Il nostro comitato è nato nell’ottobre del 2017 per cercare di organizzare meglio la nostra “difesa”, le nostre pacifiche proteste. Noi qui ci viviamo e abbiamo investito i risparmi di una vita: teniamo sotto controllo quotidianamente il territorio e non vorremmo vedersi ripetere eventi alluvionali come quelli già vissuti in passato. Perché è questione di tempo: se non si fanno gli interventi necessari, prima o poi il disastro capiterà di nuovo”.

L’assenza di manutenzione associata ai mutamenti climatici possono formare un cocktail esplosivo e letale. Proseguono infatti i due residenti: “Abbiamo anche messo in piedi una raccolta firme per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli enti sulla situazione del territorio: l’area dello Stura necessita di una messa in sicurezza urgente, seria e profonda, unita poi ad una manutenzione successiva periodica. Non possiamo permetterci di attendere i tempi burocratici. I pennelli frangiflutti sono ormai erosi o distrutti: cos’aspettiamo a ripristinarli? Che accada una disgrazia come quelle del passato recente? Abbiamo raccolto più di trecento firme, non solo di residenti e non solo di casellesi, ed intendiamo proseguire: più firmatari avremo, più riusciremo a farci sentire. A seguito del gravissimo evento alluvionale dell’ottobre 2000, il Comune di Caselle fece predisporre da un professionista (l’ingegner Magnetti) uno studio su eventuali possibilità d’intervento per la messa in sicurezza dell’area: ci chiediamo che fine abbia fatto quella relazione e perché non fu mai messa in atto. Sono mai arrivate risposte in merito dagli enti superiori? Sono già venuti qui a supervisionare l’area tecnici, sia della Regione, sia dell’Aipo: dove sono i fatti? Dobbiamo poi però essere tutti ben consapevoli che, quand’anche si intervenisse in maniera risoluta su Caselle, ci sono anche numerosi problemi a monte, per esempio nel territorio di San Maurizio e di Robassomero: se non si interviene a monte, che senso ha intervenire a valle? Noi come comitato abbiamo provato a coinvolgere i nostri vicini sanmauriziesi, ma senza successo per ora”.

In conclusione? “Siamo in attesa di risposte esaustive e di certezze, perché l’autunno è vicino”, chiudono i due rappresentanti, “perciò se entro un paio di mesi al massimo non riceveremo queste risposte, invieremo una lettera di protesta formale alla Regione e all’Aipo, e per conoscenza alla Procura delle Repubblica: siamo davvero stufi e preoccupati della situazione”.

La dichiarazione del sindaco Luca Baracco sulla faccenda: “Ho incontrato i due rappresentanti del Comitato Borgata Francia giovedì 24 maggio e gli ho comunicato che il 18 maggio, abbiamo avuto un incontro in Regione sul problema della messa in sicurezza della Stura. Dico abbiamo perché insieme al Comune di Caselle, rappresentato dall’assessore Isabella, erano presenti il Comune di San Maurizio e di Nole. Infatti, come afferma anche il Comitato, non ha senso ragionare per compartimenti stagni su di un problema sovracomunale, perché il torrente attraversa ovviamente più Comuni. L’incontro è stato positivo per Caselle, perché il nostro Comune riceverà uno stanziamento regionale di circa 500 mila euro già a bilancio dell’Ente: siamo solo in attesa che ci venga formalizzato lo stanziamento, dopodiché cominceremo già a muoverci, viste le lungaggini burocratiche. Infatti, è ipotizzabile che questo primo intervento di messa in sicurezza degli argini non sarà fattibile, purtroppo, prima del 2019. Nel frattempo, insieme ai Comuni interessati, daremo l’incarico per la realizzazione di uno studio di progettazione degli interventi necessari su tutta l’area percorsa dal torrente, perché, come già detto, bisogna avere una visione d’insieme del problema per risolverlo al meglio”.

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